Guadagnare con un blog aziendale? Dipende. La tua azienda vende qualcosa?

Qualche settimana fa ho ricevuto una delle email più assurde che abbia mai letto da quando ho aperto questo blog. Un tizio che neanche si è firmato (ha una email di quelle assurde con soprannomi e tanti numeri), mi chiede «Ciao, leggo spesso il tuo blog. Volevo chiederti un consiglio ma vorrei che tu fossi veramente sincero. Vorrei aprire un blog per la mia impresa. Si guadagna con un blog aziendale?»

Ho risposto al tizio ma a distanza di oltre un mese non mi ha dato alcun segno di vita. In effetti mi ha subito dato l’impressione di un perditempo. Quindi, visto che ci siamo, rispondo tramite un post.

In sintesi, la mia risposta alla questione è stata che non posso sapere se con un blog aziendale ci si possa guadagnare se non conosco la natura dell’azienda che lo gestisce. Mi spiego meglio. La risposta secca e concisa sarebbe «Guadagnare con un blog aziendale? Dipende. La tua azienda vende qualcosa?»

Lo so, sembra una risposta scontata ma trovo sia assurdo porsi una domanda di questo tipo. Purtroppo nonostante l’avvicinarsi della seconda metà del 2011 ci sono ancora tante persone che pensano che l’unico modo per guadagnare con un blog sia attraverso gli annunci di AdSense (ad un’azienda lo sconsiglio vivamente). Peggio ancora attraverso la vendita di spazi pubblicitari (chi è quello scellerato che pagherebbe per farsi mettere su un blog appena nato?)

Eppure questa considerazione è un errore che molti ancora commettono, come i tanti commenti pubblicati sulla discussione Blog, così la crisi economica cancellale voci libere della rete su cui ho lasciato anche la mia considerazione.

Leggiamo il commento di frameeme:

Le spese vive per mantenere uno spazio web ammontano a 60 150 euro all’anno.
Tutto il resto è appunto impegno, lavoro, tempo.
Il fatto che guadagnare con un blog non sia remunerativo dal punto di vista economico è solo perchè fare un blog non è un lavoro, è una passione, se molti pensavano di guadagnarci hanno sbagliato semplicemente i loro conti.
Altri più furbi con appelli strappalacrime piuttosto che con attività indotte come vendita pubbblicazioni e altro hanno delle grosse entrate.

Il commentatore era partito bene ricordando che aprire un blog non costa molto (in certi casi possiamo farlo anche a costo zero) e cosa più importante richiede impegno, lavoro e tempo a cui aggiungerei anche un obiettivo (in assenza di questo non si va da nessuna parte). Poi, se ne esce con la frase “fare un blog non è un lavoro” come se i giornalisti non fossero dei lavoratori, perché al di la della natura del servizio (online e cartaceo) l’attività è esattamente la stessa.

Certo, come ripetuto prima, se non si ha un obiettivo concreto di risultati se ne vedranno ben pochi. Ma ciò su cui vorrei soffermarmi è la “vendita indiretta” che possiamo sollecitare attraverso un blog. Possibile non vi venga in mente il termine brand reputation? Per quale motivo Patrizia Pepe si è sbrigata a pubblicare un post di scuse dopo la vicenda che l’ha vista al centro di un’aspra polemica nata in rete?

Ragionando in questo modo replichiamo lo stesso errore commesso da Selvaggia Lucarelli con il suo blog.

Cosa vi spinge ad acquistare un prodotto su internet? Tante cose ma soprattutto le recensioni positive e sapete per quale motivo? Perché la riprova sociale è un’arma di persuasione che da sempre caratterizza il commercio. Se tanti ne parlano bene, allora posso stare tranquillo, soprattutto dopo aver letto il blog del fornitore e i commenti pubblicati di seguito (meglio ancora le risposte a quelli dubbiosi).

In conclusione, se pensate che i blogger guadagnano (poco o tanto) direttamente, allora credo che abbiate le idee ancora molto confuse.

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?





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2 Responses to Guadagnare con un blog aziendale? Dipende. La tua azienda vende qualcosa?
  1. Roberto
    febbraio 10, 2012 | 00:01

    Credo che in un periodo in cui tutti parlano di crisi, mancanza di denaro e tutto il rosario che ne segue, investire 60/150 euro l’anno (!) in un progetto sia più che abbordabile.
    Com spieghi nel post la parte che richiede maggiore attenzione, tenacia e visione a lungo termine è l’obiettivo. Da qui si parte retrocedendo, creando piccoli e grandi step di riferimento, si creano alleanze ( cosa di cui hai ampiamente scitto)si semina, insomma tutta la parte creativa che NON RICHIEDE INVESTIMENTI DI SOLDI. La regole è sempre la stessa: a nessuno si regalano soldi se non si sa cosa è capace di fare. Cambia solo il campo di gioco. scontato anche questo forse, ma realistico, no? :-)

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Chi sono

Dal 2000 mi occupo di marketing. Inizialmente presso una multinazionale di autonoleggio. In seguito mi sono avvicinato al Web. In particolare mi sono appassionato di corporate blogging. Gestisco un blog personale e il blog aziendale della GenesiSaw.






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