
L’articolo Blog, così la crisi economica cancella le voci libere della rete di Enzo Di Frenna ha sollevato un’incredibile polemica con Beppe Grillo a causa dell’errore del numero delle visite mensili attribuite al suo blog: 250 mila visite mensili contro le 5 milioni e duecento mila rivendicate da Grillo nel suo post Il blog di Grillo ci rende stupidi?
Il comico genovese, tramite il suo avvocato ha chiesto a Il Fatto Quotidiano una rettifica. L’errore in questione non è il numero ma la tempistica: 250 mila visite sono giornaliere e non mensili (superiori a quelle affermate da Grillo). Lo stesso giornalista si è scusato sul suo blog con il post La mia replica a Beppe Grillo.
Ora, non è mia intenzione entrare nella polemica. Ciò su cui vorrei soffermarmi, sono i commenti pubblicati sull’articolo incriminato con cui molti lettori affermano che il blog di Beppe Grillo sia in declino. Molti sostengono che la prova di questo fenomeno sia imputabile all’assenza di un contatore di visite uniche come più volte chiesto.
Qualcuno afferma che il calo di gradimento del blog di Grillo sia deducibile anche dal numero dei commenti in evidente scesa rispetto agli anni passati. Personalmente, ritengo i commenti un parametro di gradimento assolutamente fasullo per una serie di motivi.
Innanzi tutto, dovremmo conoscere il reale numero degli iscritti ai feed rss che, come vi ricordo, sono la componente più importante dei nostri lettori, perché sono gli “affezionati”, coloro che attraverso la sottoscrizione hanno scelto di ricevere gli aggiornamenti del blog.
Altro aspetto troppo spesso trascurato è la dispersione dei commenti. Vi è mai capitato di pubblicare un post sul vostro blog e riproporlo sulla bacheca di Facebook? Se siete dei blogger sicuramente sapete a cosa alludo. In sostanza, non appena pubblico il link del post, ricevo immediatamente un “gradimento” sottoforma di “mi piace” o come commento sulla bacheca ma non sul blog.
Molte volte (presumo capiti a tanti blogger) i miei contatti di Facebook cliccano “mi piace” o commentano il post leggendone soltanto il titolo. Di questo me ne accorgo consultando Google Analitycs. Stessa cosa su Twitter dove i RT non sempre corrispondono alle visite uniche sul blog.
Personalmente, preferisco commentare direttamente gli articoli sul blog, ma devo dire che la maggior parte degli utenti preferisce farlo sulla bacheca di Facebook. Coloro che commentano gli articoli di solito lo leggono da capo a fine mentre i commenti di Facebook spesso vengono rilasciati da lettori poco attenti che hanno letto il post a pezzi.
Anche se preferisco raccogliere i commenti sulle mie risorse e non su quelle in cui sono “ospite”, non posso fare a meno di considerare questo fenomeno.
In conclusione, un calo dei commenti con l’avvento dei social media è più che logico e non sempre è sinonimo di scarso gradimento da parte dei lettori.


