Gli uomini delle pubbliche relazioni sono visti generalmente come agevolatori delle comunicazioni mentre molti altri li vedono come maestri della manipolazione.
Solitamente sono accusati di parlare per ossimoro con un linguaggio tendente a minimizzare i rischi e alla quale la maggior parte della gente non crede. Inoltre molte volte vengono accusati di distorcere le informazioni a vantaggio delle imprese.
Il risultato è che un gran numero di persone sono convinte che i professionisti delle pubbliche relazioni oscurino intenzionalmente la verità.
I blogger godono di una reputazione opposta. Scrivono con un linguaggio schietto, a volte talmente poco editoriale da richiederne la revisione.
Sono soliti dire le cose come stanno anche a costo di essere poco lusinghieri nei confronti dell’azienda che rappresentano. Si presume che la realtà dei professionisti delle pubbliche relazioni sia dovuta verso i propri clienti, la lealtà dei blogger al pubblico generale.
Oggi vediamo all’opera due scuole di professionisti. Una sostiene che le aziende dovrebbero continuare a fare comunicazione nello stesso modo e con le stesse regole che hanno sempre praticato aggiungendo, magari, un leggero velo per coprire le rughe del mestiere.
Alcuni invece si stanno rapidamente spostando dalla prassi tradizionale verso pratiche più colloquiali, dando vita a una nuova scuola di pensiero.
Quest’ultimi, chiaramente, agiscono in netto contrasto con i primi.
Alessandro Cosimetti





