
Come diventare freelance copywriter evitando offerte di lavoro poco serie
Diventare freelance copywriter è il sogno di molti ragazzi che vogliono lavorare senza dipendere esclusivamente da un unico datore di lavoro. Lo è anche per coloro che vogliono avere un impiego che non precluda la presenza fissa in un luogo specifico. Ideale quindi per i nomadi digitali.
Il termine freelance indica appunto una figura professionale indipendente da uno specifico settore. Con le giuste competenze ci si può occupare di tutto.
Grazie a Internet, da freelance si è presto passato a una nuova figura: il freelance copywriter ovvero professionisti della scrittura che lavorano per aziende e società.
Su Internet non basta scrivere ma bisogna comunicare efficacemente al pubblico cercando di comparire nei risultati dei motori di ricerca. In questo, un blog è di notevole aiuto come più volte spiegato nei miei articoli. Questo perché la Rete ha creato una nuova professione: il SEO Copywriter.
Tuttavia, diventare freelance copywriter non è facile come alcuni vorrebbero far credere. Inoltre in Italia ci sono delle offerte di lavoro mal retribuite.
Ma, questo non toglie che diventare freelance possa offrire nuove prospettive di collaborazioni e partnership. Inoltre, nessuno vi vieta di costruire un blog di vostra proprietà. Anzi – come spiegherò a breve – avere un curriculum online non tradizionale vi garantirà un notevole vantaggio rispetto alla concorrenza.
Avere una forte presenza online
Avere una presenza online non significa semplicemente “stare su Internet” e quindi avere un profilo su Facebook, un account su Twitter e un misero blog aperto e poi dimenticato su Blogger.com
Avere una forte presenza online deve comportare innanzi tutto questo risultato: farvi trovare su Google. Cosa significa?
Qualsiasi persona, società o azienda che inserisce il vostro nome sul motore di ricerca deve avere immediatamente sotto gli occhi le vostre risorse. Attenzione, non parlo di pagine che vi citano ma di risorse gestite da voi. Comprendete la differenza?
Essere amministratori delle pagine che parlano di voi e che compaiono nei primi risultati di ricerca è di assoluta importanza. Nessuno durante una ricerca si spinge oltre la seconda pagina. Quindi fate in modo che nei primi risultati ci sia il frutto del vostro lavoro.
Ad esempio, inserendo il mio nome e cognome su Google, compaiono queste 10 risorse nel seguente ordine:
- il mio blog personale;
- la pagina “chi sono” del mio blog personale;
- la pagina “chi sono” di Blog In Azienda (il blog che avete sotto gli occhi in questo momento);
- la home di Blog In Azienda;
- i miei articoli sull’aggregatore Liquida;
- il mio profilo di Linkedin;
- il mio account di Twitter;
- il mio profilo per la funzione mobile di Libero.it;
- il mio profilo di Google+;
- un mio commento su un noto blog sulla crescita personale;
- la mia scheda su Macrolibrarsi per la vendita del mio ebook sul benessere fisico.
Capito ora cosa intendo quando dico che bisogna avere una forte presenza online?
Imparare a scrivere per il Web
La stampa resta ancora in vita in Italia ma questo soltanto grazie al finanziamento che riceve dallo Stato. A mio avviso un vero furto al popolo visto che il numero delle copie dei giornali è costantemente in calo a favore di Internet. Il web è terreno fertile per chi vuole diventare freelance copywriter. E’ molto più semplice trovare lavoro per un progetto online piuttosto che essere assunti (tra l’altro con assurdi contratti di lavoro) presso la redazione di un giornale cartaceo.
La Rete necessita di un costante flusso di contenuti. Questo perché a differenza del cartaceo ha dei tempi di pubblicazione nettamente inferiori. Diversamente, un quotidiano quando viene stampato non offre nuovi contenuti prima di 24 ore.
L’unico problema è saper scrivere per il web in quanto non è come scrivere per la stampa. Molti trovano difficoltà all’inizio, soprattutto coloro che sono abituati alla scrittura accademica fatta di fronzoli. Nel tempo, grazie ai miei blog ho imparato a scrivere in uno stile più coinvolgente e meno convenzionale.
Inoltre riesco a costruire dei testi in grado di posizionarsi nei primi risultati dei motori di ricerca senza apparire poco naturali agli occhi dei lettori.
Trovare lavoro come freelance copywriter
Probabilmente prima di diventare freelance copywriter vorrete sapere cosa offre il mercato. Diciamo subito che la conoscenza di altre lingue vi apre un mucchio porte e opportunità di lavoro. Sicuramente avrete inserito su Google il termine “scrittura online”, “diventare freelance”, ” lavorare come copywriter” e altri ancora.
I risultati che compaiono non sempre danno l’idea di professionalità. Gli “squali” pronti a reclutare nuove risorse in cambio di pochi spiccioli, sono sempre in agguato.
Innanzi tutto, evitate i siti che vi offrono come compenso parte delle entrate pubblicitarie. A mio avviso non è un proposta seria. E’ come se un’azienda che volesse assumermi di dicesse «Alessandro, tu inizia a lavorare per noi. Se guadagniamo allora ti paghiamo, altrimenti niente!»
Vedete, il guadagno di un blog attraverso la vendita di spazi pubblicitari e AdSense, non dipende esclusivamente dalla qualità dei vostri articoli. Dovete considerare tanti aspetti tra cui il grado di posizionamento sui motori di ricerca di quel sito/blog e quindi l’aspetto SEO della piattaforma (è ottimizzata a questo scopo?), la qualità degli articoli degli altri freelance, la capacità di fare campagne di marketing efficaci, l’abilità nell’usare i social network, ecc.
Insomma, i vostri articoli possono essere i migliori in assoluto ma se li pubblicate su una pessima risorsa online è chiaro che di guadagno attraverso AdSense o vendita di spazi pubblicitari, ne vedrete davvero pochi.
Un sito che sento di consigliare a coloro che vogliono diventare freelance copywriter è Twago, una piattaforma europea d’intermediazione che mette in contatto aziende, società, imprenditori e piccole imprese con i fornitori.
Usare i social media in modo efficace
Strumenti come Twitter vi permettono di creare una rete di colleghi scrittori, alcuni dei quali possono segnalarvi nuove opportunità di lavoro, editori e anche lettori che apprezzano un certo tipo di contenuto.
Su Twitter, soprattutto all’estero, ci sono un sacco di famosi freelance copywriter oltre a noti giornalisti italiani come Gianni Riotta e Beppe Servegnini, ma anche i profili dei quotidiani italiani tra cui Il Fatto Quotidiano che – a mio parere – ha il miglior sito online e gode di enorme successo sulla rete, anche su Facebook.
Inoltre, mi permetto di sottolineare un aspetto non di poco conto. Il giornale fondato da Antonio Padellaro, non gode di nessun finanziamento pubblico. Quindi, si tiene benissimo su con le proprie gambe grazie alle vendite e a un pubblico in costante crescita.



Buongiorno,
ho letto con estremo interesse questo blog post. Trovo che sia un riassunto di tutto quello che noi neo laureati in Comunicazione o simili (nel mio caso, simili, ed all’estero) avremmo voluto sentirci dire e che nessuno ci ha mai detto: qualcosa di concreto.
Data la sua competenza mi sento quindi autorizzata a porle qualche domanda, facendo finta che lei sia un professore, ma non di quelli inaccessibili che scappano alla fine delle lezioni
Concretamente (perchè è questo che ci interessa, no?), quali sono le mosse per poter diventare free lance copywriter? Ad esempio, avere una partita IVA, e quindi la possibilità di fare fattura, etc? E i passi concreti per poter costruire un portafoglio clienti? Mi rendo conto che siano un po’ i “segreti del lavoro” che le chiedo di svelare. E’ però un dato di fatto che la formazione accademica dei comunicatori sia indirizzata solo ed esclusivamente ad un percorso in azienda, e mai all’indipendenza.
La ringrazio in anticipo per tutte le informazioni che vorrà fornirmi.
Giulia
Ciao Giulia, la Partita IVA non è obbligatoria. Nessuno ti vieta di lavorare mediante contratto di collaborazione. Il portafoglio clienti lo costruisci lavorando a un tuo progetto/personal brand. In questo il blog è essenziale perché non è un curriculum classico ma la dimostrazione pratica e tangibile delle tue competenze e capacità. Da “non laureato” diffido dei percorsi accademici, almeno come sono impostati qui in Italia (altrove non saprei ma presumo siano specifici e privi di fronzoli).