Esistono due ostacoli che rallentano l’adozione del blog.
Le piccole imprese spesso lavorano con margini ristretti e ritengono che il costo di tutte le novità legate alla rete sia elevato. Chiaramente questo non è vero se consideriamo i vari social network di gran uso – seppur quasi mai per diffondere il proprio business – totalmente gratuiti.
Le grandi aziende invece ancora non comprendono i grandi benefici dei blog e continuano a liquidarli come giornaletti per teenager.
Nonostante tutto, il blogging ogni giorno guadagna slancio nelle comunità di sviluppo che con il tempo insemineranno le imprese tradizionali.
Nel mondo dell’impresa o della cultura ad esempio ci sono molte iniziative aziendali, ma sotto i nostri occhi vediamo manager, liberi professionisti o artisti creare in parallelo il loro blog personale separato da quello dell’organizzazione di cui fanno parte.
Perché alcune aziende bloggano mentre altre non lo fanno? Perché i blogger di alcune aziende bloggano in maniera corretta mentre altri sono insulsi e noiosi?
La cultura sta chiaramente giocando un ruolo nel modo in cui il blogging si sta evolvendo, ruolo che può essere nazionale, etnico, aziendale o di reparto. Dove le persone sono incoraggiate a parlare in maniera aperta il blogging fiorisce.
Sarà forse per questo che il blogging politico negli Stati Uniti è decollato con decisione, mentre in Cina ciò non accade? Non avverrà forse la stessa cosa anche nelle aziende?
Alessandro Cosimetti



