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L’arte del blogging lento. Quando è consigliabile scrivere “ogni tanto”

L’ansia da prestazione colpisce coloro che aprendo il loro primo blog hanno fretta di misurare i risultati per giustificare costi e tempo investito.

Più volte vi ho esortato a scrivere con una certa frequenza ma il blogging lento spesso si rivela una valida strategia da attuare. Vi spiego quando e per quale motivo.

“Inflazione del contenuto”: Quando la pubblicazione frequente non è cosa buona

L’inflazione economica provoca la svalutazione della nostra moneta. L’inflazione del contenuto è quello che succede quando questi diminuiscono di valore. Quando siamo ossessionati dall’inviare contenuti frequentemente, si rischia di sfornare meno roba eccitante e annacquare il nostro brand.

Il mio blog esiste principalmente per sostenere la mia affermazione che scrivere di corporate blogging è più facile di quanto possa sembrare. Pubblico contenuti cinque volte a settimana in media, ma se non ho nulla da scrivere mi astengo. Non voglio farcire il mio blog di contenuti tanto per riempire le pagine. Inoltre, molti blogger danno il meglio di sé quando esprimono qualcosa che sentono fortemente o grazie a un’intuizione, anche se non capita tutti i giorni.

Usare le energie con saggezza

State spendendo tutta la vostra energia al punto che non vi è rimasto nulla da scrivere? Siete in ritardo con il lavoro perché state scrivendo ogni giorno? In alcuni casi può essere utile rallentare o fare una pausa e curare magari la propria newsletter.

Creare una rete

Parte del lavoro è creare un flusso costante di traffico verso il vostro blog. Non sto parlando solo di social media, ma di mailing list, una rete di affiliati. Diversificate i luoghi dove vi collegate con il vostro pubblico. Questa attività – che richiede poco tempo – ridurrà la pressione di aggiornare costantemente il vostro blog.

Il blogging è il vostro modello di business o di marketing?

C’è una distinzione importante da fare. Ad oggi, il reddito generato direttamente dai miei blog sotto forma di vendita di prodotti o di commissioni di affiliazione, è di gran lunga inferiore al reddito che ricevo dalle consulenze che faccio.

Il contenuto è la chiave, naturalmente, ma punto soprattutto a incrementare le liste di contatto piuttosto che le visite uniche del blog. Ci sono sempre delle eccezioni ad ogni regola, ma per la maggior parte delle aziende che fanno business su Internet, questo è lo scopo da perseguire.

Bloggare è una maratona

La storia della tartaruga e della lepre ci ha insegnato qualcosa. Le cose buone fatte con costanza, valgono di più. Alla fine, bloggare una volta ogni due settimane, vi darà lo stesso numero totale di post ottenibili ​​distaccandovi per due mesi dopo aver scritto di seguito. Chiaramente, l’impatto cumulativo è molto più grande.

La buona notizia è che non esiste una frequenza ideale per il blogging. La cattiva notizia è che a volte senza una pianificazione rischiate di non trovare il tempo per pubblicare. La chiave di svolta, come per quasi tutto, è trovare l’equilibrio che funziona meglio per voi. Un calendario prestabilito può effettivamente aiutarvi ad avere buone idee. Ma se vivete il blogging con il terrore dell’imperativo “devo”, allora forse è il caso di provare l’arte del blogging lento.

NOTA: Questo post è una libera interpretazione di Mastering the Art of Slow Blogging

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

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