Qualche buon motivo per convincersi che il blog non è morto nonostante l’ascesa dei social media

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I blog non sono morti e i social media non possono sostituirli

Alcune persone vogliono convincervi che il blogging, come lo abbiamo conosciuto, sia finito e lo fanno snocciolando i strabilianti numeri sulla crescita di Tumblr: 355 milioni di visitatori unici al mese e 400 milioni di pagine viste al giorno.

E’ altrettanto vero come Twitter e Facebook stiano spingendo molte persone lontano dal “classico” blogging. Ma la pubblicazione di contenuti su un blog è superiore a queste piattaforme. E’ come mettere un volto umano al brand in quanto ci si differenzia dalla concorrenza. Inoltre un blog aziendale nasce per educare i clienti.

Diamoci appuntamento sul blog

Proprio perché la maggior parte della conversazione si muove fuori delle piattaforme di blogging, non significa che si dovrebbe abbandonare la nave. Vedete, un blog permette di creare una base su cui ancorare tutto il lavoro.

I messaggi che viaggiano su Twitter e Facebook, apparirebbero irrimediabilmente disordinati. Non potete raccontare (e spiegare) pienamente voi stessi (blog personale) e la società (blog aziendale) su Twitter. Ci vorrebbero più di 500 tweets solo per esprimere un pensiero completo e dettagliato.

Un blog permette di costruire un quadro più completo di ciò che siete. Oggi, la maggior parte delle persone si incontrano attraverso i tweets ma se a qualcuno piace quello che scrivete su Twitter, state pur sicuri che vi seguiranno sul vostro blog perché vorranno saperne di più su chi siete e cosa fate.

È meglio quindi avere (e dare) un sacco di contenuti ai vostri visitatori.

Cura il tuo brand come esperto

In Rete ci sono infiniti esempi di blogger tecnologici che hanno usato i loro blog per costruire un’immagine di se stessi come esperti nel loro campo. I più riusciti e famosi sono:

Questi personaggi, attraverso i loro blog, influenzano le tendenze, creano idee innovative e diffondono alcune delle migliori informazioni. Questi blogger non si sono focalizzati su se stessi. Si sono concentrati sulla pubblicazione di brillanti articoli con cui mettere il talento e la conoscenza online.

Essendo esperti non parlano esclusivamente di se stessi.

Costruire la fiducia

La gente è scettica riguardo i sconosciuti incontrati per strada e lo sono ancora più con quelli su Internet. Un blog vi permetterà di colmare il divario tra diffidenza e fiducia.

Come si costruisce la fiducia? Innanzi tutto creando e rafforzando questi elementi:

  • Design pulito e bello
  • Corretta ortografia e grammatica
  • Ricerche approfondite
  • Foto di alta qualità
  • Link verso fonti sicure
  • Dominio breve e facile da leggere
  • Logo professionale
  • Contenuto dettagliato e aggiornato di frequente

Quando il blogging era l’unico strumento presente in Rete, era abbastanza semplice costruire la fiducia in un breve periodo di tempo. Ora quest’ultimo sembra non bastare mai. Siate pazienti e perseveranti, perché alla fine coloro che non si bloccheranno vinceranno il “gioco della fiducia”.

Esercitate la creatività

Potremmo chiederci perché la creatività è importante in un mondo dove le metriche di business e di grande impatto sembrano dominare, ma la risposta è semplice: in qualsiasi settore competitivo, il più creativo avrà successo.

Ecco come:

  • Creare contenuti che suscitano conversazione e che generano nuove idee.
  • Il blogging può ridurre lo stress mentre si lavora su idee o problemi che potrebbero togliere il sonno.
  • Il processo di blogging sblocca le idee nascoste nella mente portando nuove intuizioni.
  • Aiuta a mantenere un focus su ciò che vogliamo che venga fatto.

Alla fine, il blogging porterà alla crescita perché si impara a conoscere meglio se stessi, il pubblico e il mondo che ci circonda.

Conclusione

Una nuova tecnologia viene fuori e le persone si affollano per usarla rinunciando a quello che stavano facendo (e costruendo). Forse i numeri saranno anche incoraggianti e gratificanti (vedi i followers su Twitter), ma da un punto di vista individuale – e di personal brand – questo vi farà solo che male.

Gente come Hugh MacLeodFred Wilson e Rand Fishkin sono famosi perché hanno lavorato duramente, anno dopo anno, nella produzione di post interessanti e utili.

La ragione per cui dovreste continuare (o iniziare) a fare blogging nel 2012, è che si tratta di un modello di business collaudato. Alcuni lo hanno utilizzato per ottenere contratti editoriali (Pamela Slim – Escape from the Cubicle Nation) altri per costruire un business, come Brian Clark e Darren Rowse.

Altri ancora, come ho accennato a inizio post, utilizzano il blog per fare personal brand. Ecco qual è il primo risultato che compare su Google una volta inserito il mio nome:

Il 2012 è un grande anno per il blogging perché è ancora uno dei migliori strumenti per fare SEO, un ottimo modo per promuoversi e fare business.

NOTA: Questo post trae spunto da 7 Reasons Why Blogging Is Still Important in 2012

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2 Responses to Qualche buon motivo per convincersi che il blog non è morto nonostante l’ascesa dei social media

  1. Daniel Parretta scrive:

    Ciao Alessandro e complimenti per l’ ottimo articolo che condivido in pieno.
    Questa storia che i Blog sono morti gira da almeno un paio di anni, sentenziata da un personaggio americano di spicco del web e del blogging, di cui al momento mi sfugge il nome.
    Gestisco un mio blog personale e uno aziendale, piu’ altri progetti sempre incentrati sui contenuti aggiornati, il tutto partito all’incirca 4 anni fa. Se dovevo dare retta a questa storia, avrei chiuso i miei progetti, e invece siamo tutti (o quasi) ancora qua, a scambiarci opinioni, commenti e ad offrire un punto di riferimento ai lettori; è una bella soddisfazione vedere nelle stats che i social media sono un canale comunicativo eccezionale che puo’ portarti enormi soddisfazioni in termini di visitatori, e ancor piu’ bella è la soddisfazione di vedere che molti a “casa tua” digitando il tuo nome e cognome su Google. Altro che Blog morti…

    • @Daniel Parretta, i social media non sostituiranno mai un blog e poi personalmente non affiderei mai il 100% della mia presenza online a uno strumento/piattaforma non di mia proprietà. Grazie per il commento! :-)

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