Chiedere un retweet o di cliccare su “Mi Piace” non è marketing

Era da tempo che volevo scrivere un post sulle assurde richieste di retweet e “Mi Piace” a cui quasi ogni giorno cerco di sfuggire. Il post Earning Attention di Chris Brogan mi offre lo spunto per farlo.

Elemosinare la condivisione sociale in Rete

Postare qualcosa di nuovo sul blog, andare su Twitter e porre una domanda che riconduce al post. Oppure fare alcune cose per attirare l’attenzione della gente tramite Google+. Entrambi sono diventati parte di ciò che ogni social media marketer fa. Oggi la maggior parte delle persone che gestiscono i blog affermano di non sapere come ottenere traffico senza Facebook e Twitter.

Faccio del mio meglio per fornire informazioni utili per aiutare professionisti e coloro che cercano di coltivare le proprie capacità. Ho aperto questo blog (e il mio blog personale) con l’intento di essere utile e catturare l’attenzione di qualcuno. Anche se sto cercando di vendere qualcosa (la mia competenza), non sono mai per la vendita dura. Spero solo che sia di gradimento.

Vedo sempre più persone che chiedono attenzione. Sempre più persone chiedono i retweet da personaggi noti della Rete. Sempre più persone chiedono di amplificare i loro media.

Le richieste di retweet e condivisione (Potresti cliccare su “Mi Piace”?) si basano sulla disperazione. Ho appena iniziato a ignorare completamente queste richieste. Se cercate di risparmiare qualche euro di PPC con qualche retweet, probabilmente non siete abbastanza ferrati in materia di marketing.

Sono davvero stufo di “amici” che ti usano come un amplificatore e non come qualcuno con cui interagire realmente. Ma non è questo il punto. Mi viene il dubbio che molti su Facebook vogliano solo pulirsi la coscienza cliccando “Mi Piace” sui post che pubblico sulla mia bacheca. Ne ricevo a decine anche solo pochi secondi dopo averli condivisi.

Poi, entro direttamente nel post e i contatori sociali ne mostrano molti di meno. Cosa significa? Semplice, che i miei “amici” hanno espresso una preferenza sulla mia bacheca senza aver realmente consultato il post. Quindi non sanno di cosa ho parlato. Magari un giorno potrei parlare male di loro senza che se ne accorgano e ricevere il loro gradimento.

Il supporto non è marketing se dobbiamo espressamente chiedere di alimentarlo: Mi fai un retweet? Mi clicchi su “Mi Piace”?

Se siete agli inizi, avete bisogno di un altro genere di trazione. Dovete cercare altri occhi.

Se vogliamo guadagnare l’attenzione della gente, non è attraverso la richiesta di un retweet o un “Mi Piace” ma attraverso la creazione di informazioni che offrono un beneficio. Questo è ciò che serve per guadagnerà l’attenzione.

Come guadagnare l’attenzione

Le persone prestano attenzione quando i blogger offrono:

  • Cose utili da utilizzare per i propri scopi.
  • Pareri prevalentemente positivi su ciò che si potrebbe fare in futuro.
  • Discussioni su qualcosa di differente che non sia già chiacchierato.
  • Utilizzare queste informazioni per le proprie esigenze.
  • Contenuti su come avranno cura di voi.

E’ questo che vi eviterà di guadagnare l’attenzione attraverso l’elemosina. In nessuna parte riuscirete a farlo infastidendo la gente. Si tratta di un principio fondamentale: scrivere cose utili. Condividere cose utili. Ripetere il processo.

Chris Brogan ha impiegato 8 anni per ottenere i suoi primi 100 lettori.

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5 Responses to Chiedere un retweet o di cliccare su “Mi Piace” non è marketing

  1. Caro Alessandro,
    parole sante le tue.
    Purtroppo, però, i comportamenti che descrivi rischiano di essere quasi “positivi” (e lo metto apposta tra virgolette), se confrontati con altri, ben peggiori.
    Tipo commentare un post con un commento generico e inutile, oppure, peggio ancora, con un commento promozionale con il link al proprio sito, senza aggiungere alcun valore alla discussione.
    A me è capitato di trovarmi addirittura campagne di commenti fasulli, in cui una persona prezzolata, prima faceva una domanda del tipo “dove posso trovare certe macchine a noleggio?” E il giorno dopo, fingendosi qualcun altro, rispondeva con l’indirizzo del sito da promuovere. Peccato che fosse chiaro che i due erano la stessa persona, o provenivano dalla stessa azienda (una società di comunicazione, ad esempio), o peggio ancora che i commenti fossero ripetuti su più pagine, o postati su articoli che non c’entravano nulla con il tema…
    Insomma, di fronte a questi tentativi di frode, se uno il retweet o il link me lo viene a chiedere, quasi quasi mi sembra una persona corretta ;-)
    Grazie per l’ottimo blog
    Oliviero Cresta

    • @Oliviero Cresta, anche il blog nei commenti è vittima di questo comportamento scorretto (strategia per qualcuno). La richiesta di un retweet o di cliccare su “Mi Piace” può starci con le dovute moderazioni. Grazie per i complimenti! ;-)

  2. Hmm “probabilmente non siete abbastanza afferrati in materia di marketing.” è sbagliato in italiano: si dice “ferrato in materia”, non “afferrato in materia”.
    Detto questo, ottimo articolo, mi viene solo un dubbio. Che mezzi ha una pagina nuova su facebook per farsi conoscere dal momento che gli unici che visualizzano i post della pagina sono i fan e che l’unico modo per espandersi è una loro condivisione in caso di contenuti particolarmente interessanti? Il rischio è di scrivere post anche molto originali, azzeccati e interessanti e avere un totale di due persone che visualizzano il post. Chiedere sostegno agli amici soprattutto nella fase iniziale è così sbagliato? Sarebbe utile indicare una via alternativa.

    • @Passante…ops! Grazie tante per la segnalazione del mio errore…in effetti c’è poco da “afferrare”! :-D

      Facebook sfrutta il principio della riprova sociale oltre alle inserzioni e notizie sponsorizzate.

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