Come fare blogging aziendale senza correre il rischio di farsi licenziare

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Abbiamo già parlato dei blogger licenziati dalle rispettive aziende, ma voglio tornarci nuovamente per evitare che tanti futuri blogger aziendali commettano lo stesso errore dei loro precedessori.

Innanzi tutto è necessario conoscere la politica aziendale e ciò che è consentito e non consentito scrivere sul blog.

Affinché le aziende, non solo siano tolleranti con il blogging, ma lo incoraggino, i blogger devono imparare ad essere anche dei dipendenti rispettosi. Con questo non dico di contribuire alla creazione di un’immagine artefatta, ma bensì di evitare di danneggiare l’azienda solo per un atto vendicativo.

Fate sempre attenzione sul Web, alla vostra reputazione e a ciò che pubblicate sui vostri profili o blog personali.

Un consulente di Microsoft ad esempio, venne licenziato dopo aver pubblicato sul suo blog una foto del magazzino dell’azienda stracolmo di attrezzature e computer Macintosh.

Anche io sono per la libertà di parola e per la diffusione in condivisione dei contenuti, ma se proprio volete compiere operazioni di questo tipo, assicurativi prima su ogni eventuale conseguenza futura.

Se i datori di lavoro devono avere fiducia nei dipendenti, permettendogli di bloggare, i dipendenti d’altro canto hanno l’obbligo di comportarsi in maniera tale da meritare questa fiducia.

Quindi, prima di pubblicare un articolo, ricordati sempre di:

  • non far trapelare informazioni finanziarie segrete
  • non compromettere l’ambiente di lavoro
  • non insultare colleghi e capi
  • non fornire notizie in anteprima
  • non esporre dissapori interni
  • non creare problemi legali
  • non mettere in cattiva luce l’immagine aziendale con partner e concorrenti

Naturalmente anche chi deve prendere le decisioni, dovrebbe allentare un po’ la cinghia e tenere sempre a mente che il modo di agire della blogosfera è l’opposto di quello del marketing tradizionale.

Le aziende che bloggano, lo fanno rivolgendosi ad un pubblico più vasto e non usano quel linguaggio aziendalese così fuori luogo ormai.

Possiamo concludere dicendo che i dipendenti in grado di determinare l’immagine aziendale, lavorano in maniera credibile soltanto se qualche volta i propri datori di lavoro riescono a tollerare i loro dissensi e le loro critiche.

Alessandro Cosimetti

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?





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2 Responses to Come fare blogging aziendale senza correre il rischio di farsi licenziare
  1. Luca
    aprile 20, 2009 | 23:14

    mi sembra il minimo osservare le linee guida che tu hai esposto, nella mia azienda ogni anno ci chiedono di guardare un corso online che ci ripete questi concetti

    ciao

    Luca

    • Alessandro Cosimetti
      aprile 21, 2009 | 00:42

      @Luca, le aziende lo fanno in primis perchè temono le "sortite" dei dipendenti.

      Si ha paura dei corporate blog ma le organizzazione dovrebbero tenere conto anche del danno causato da una email un po' troppo "chiaccherona".

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Chi sono

Dal 2000 mi occupo di marketing. Inizialmente presso una multinazionale di autonoleggio. In seguito mi sono avvicinato al Web. In particolare mi sono appassionato di corporate blogging. Gestisco un blog personale e il blog aziendale della GenesiSaw.






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