Le reali potenzialità del blogging si manifestano in maniera più chiara nei momenti di difficoltà. Da quando esiste, il blog ha giocato un ruolo sempre più importante nel fornire informazioni durante i momenti critici.
Durante una crisi economica i blog garantiscono un apporto fondamentale nella condivisione e nella diffusione dell’informazione e lo fanno con una velocità prima sconosciuta.
I blog permettono al mondo del business d’intervenire con rapidità e di controllare, ridurre o eliminare il danno in maniera efficace. Non vi sono dubbi sul fatto che, il non aver usato il blog, sia costato a molte aziende una fetta significativa della reputazione costruita in anni di duro lavoro.
Per comunicare con il pubblico, la maggior parte delle aziende ha fatto ricorso ad addetti alle pubbliche relazioni, comunicati stampa, conferenze e siti web. Molti di questi strumenti, in ogni caso, sono lenti nel raggiungere il pubblico che conta veramente.
Un comunicato stampa, parla ma non ascolta, mentre durante una fase di crisi economica, ascoltare e rispondere può rivelarsi infinitamente più efficace di qualsiasi tentativo di comandare e controllare la discussione.
Le aziende durante una crisi, sono solite seguire una procedura organizzativa standard. In genere il sistema di gestione prende il via con una riunione della dirigenza, seguita da una fase di raccolta di informazioni.
Una volta stabiliti i fatti, le persone deputate ad assumere le decisioni chiave, si riuniscono nuovamente per stabilire le azioni adeguate da intraprendere: chiamano gli avvocati, parlano dei rischi, consultano gli addetti alle pubbliche relazioni.
Alla fine, l’azienda finalmente fa conoscere un’unica posizione ufficiale. Questo procedimento richiede chiaramente troppo tempo.
Queste procedure, in molti casi non sono sufficienti. Nella nuova era dell’informazione, le parole viaggiano alla velocità della luce e le opinioni si formano rapidamente. Il tempo speso attraverso le tecniche tradizionali, nella blogosfera si tramutano in un periodo sufficiente per perdere la reputazione aziendale.
Inoltre, le impressioni che si formano velocemente in merito a un’azienda, possono persistere per lungo anche quando la crisi è stata risolta.
Alessandro Cosimetti



