I blog crescono incessantemente, senza distinzione di culture e aree geografiche. Molti diventano vere e propri appuntamenti di riflessione, altri invece sono destinati a scomparire nell’arco di pochi mesi infruttuosi.
Il successo del bogging non è imputabile allo strumento, ma sempre e soltanto al blogger, individuale o team che sia, che avrà il compito di incuriosire, coinvolgere, emozionare, informare, entusiasmare e stupire il lettore.
La vostra azienda ne è capace? Riesce a rispettare gli elementi della conversazione bidirezionale? Molto probabilmente è ancora vincolata al tradizionale metodo di comunicazione: «Parlo io, tu zitto e ascolta!»
Possiamo immaginare dove possa arrivare il blog in futuro, ma non sappiamo dire se sarà lo stesso per le aziende. Personalmente mi auguro che il blogging diventi un modo diffuso di comunicare da parte delle organizzazioni imprenditoriali.
Per ora, in ambito aziendale, bloggare rimane una sorta di status symbol per i dirigenti, ma non è solo una questione di essere alla moda. I corporate blog non sono cool!
Un blog crea clienti, potenziali partner, addirittura mezzi per gestire i vostri valori, per illustrare il vostro pensiero e i vostri punti chiave prima di partecipare a una riunione o prima di affrontare un’intervista.
Per un amministratore delegato, per un dirigente o un impiegato, un blog può essere l’arma definitiva per rompere il ghiaccio.
Alessandro Cosimetti





