I blog aziendali sono noiosi?
Dipende. Diciamo che fintanto non si scrolleranno di dosso il linguaggio burocratese che li contraddistingue, saranno destinati a suscitare queste impressioni. Non sarà certo uno strumento “innovativo” a renderli moderni e piacevoli nella lettura.
Ci sono un’infinità di blog aziendali scritti in maniera forzata. Sono tristi, noiosi, tremendamente logorroici, per niente coinvolgenti.
Ricordo l’esordio nel blogging da parte di uno studio di consulenza immobiliare con cui avevo collaborato per un breve periodo, quando pubblicarono al posto degli articoli, parte degli estratti degli avvisi tributari.
Non ci vuole certo una laurea in lettere per capire quando un post è un “copia e incolla” di un documento scritto in maniera non del tutto appropriata per un blog.
In questo caso i lettori se ne accorgono, danno un’occhiata fugace ed escono senza mai più tornare.
Nonostante sia uno strumento con cui incrementare il business aziendale, il blog non dovrebbe scostarsi troppo dalla natura generale del blogging: autenticità, originalità, coinvolgimento.
Nel blogging, la dimensione personale e professionale si intrecciano. Uno dei motivi di fascino di un blog sta proprio nel sapere chi sta dietro al blog in modo da conoscerne i gusti, le passioni, le debolezze.
Nonostante la figura di un amministratore delegato, un manager o dirigente, i lettori – e soprattutto i clienti – vogliono sapere dove vanno in vacanza, cosa leggono, che musica ascoltano, ecc.
Nei blog più riusciti, soprattutto quelli professionali, le due dimensioni convivono in equilibrio senza ostacolarsi in alcun modo.
In fondo non siamo maggiormente spronati ad acquistare un nuovo prodotto, quando ci viene consigliato da un amico?
Pensa all’ultimo libro comprato, l’ultimo film visto al cinema, il ristorante dove hai cenato l’ultima volta. Per caso sono delle semplici spese improvvise? Oppure sono delle “forzature” nate dal consiglio sincero di un amico?
La stessa cosa potrebbe avvenire con il corporate blog di una concessionaria d’auto, dove i venditori ad esempio, potrebbero postare articoli con cui raccontano i viaggi in auto che hanno intrapreso recentemente (magari con gli stessi modelli di vetture che vendono).
O forse è meglio una fredda scheda tecnica?
Alessandro Cosimetti





