I social network concentrano la loro forza sugli scambi gratuiti. L’economia della rete è spesso basata sulla condivisione, sul dono, il che non rinnega affatto l’esistenza di un ritorno economico.
Il singolo ottiene scarsi risultati. Per funzionare e generare vantaggi, un’organizzazione deve raggiungere una struttura sociale abbastanza complessa da mandare a regime il sistema.
Il capitale sociale è il guadagno dei partecipanti in quanto un bene al tempo stesso privato e pubblico. Stiamo parlando di relazione tra individui mediante reti sociali, blog, video virali, ecc.
Quando le persone formano gruppi sociali, intrattengono relazioni, appoggiano la stessa causa, il singolo all’occorrenza sa di poter contare sul supporto di altri partecipanti.
Inoltre il capitale sociale può ricadere positivamente anche su persone non inizialmente coinvolte nella rete. Dove le persone si fidano, sono affidabili, sottoposti a ripetute interazioni, gli affari quotidiani e le transazioni sociali sono meno complicate.
Le aziende troppo spesso sono ambienti gelosamente rinchiusi al proprio interno, poco inclini alla costruzione di rapporti con i consumatori.
La costruzione di ponti è il miglior metodo con cui enfatizzare il capitale sociale a fronte dei propri sforzi creativi e di condivisione.
Alessandro Cosimetti





