I blog aziendali sono fatti per vendere? Si, ma a determinate condizioni.
La validità dei blog è direttamente proporzionale alla comunicazione tra gli utenti. Quando una o più persone parlano tra loro, realizzano una condivisione di forze che va a vantaggio di ogni singolo partecipante alla discussione.
Gli utenti tendono a dare maggiore credito a chi comunica le informazioni più interessanti. Ciò fa del blog, la creatura più matura della Rete e un luogo interessante dell’intelligenza distribuita.
I blog uniscono la mente pubblica (modellata dalla televisione e della radio) e mente privata (stimolata da scrittura e lettura) facendo interagire reciprocamente sia la psicologia del gruppo, sia quella del singolo.
L’identità dell’azienda che blogga, diviene identità di sapere, rappresentando una possibile fonte di arricchimento per la conoscenza altrui.
Nella Rete nessuno sa tutto e ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nella collettività.
Perché questo discorso? Su cosa voglio arrivare?
Le aziende che si sono avvicinate al blogging, riscontrando pessime performance, hanno sempre commesso lo stesso errore: vendere e non informare.
Gli utenti, che poi diverranno clienti e consumatori abituali, ogni volta che setacciano la Rete, vanno alla ricerca di informazioni e non certo per spendere i loro soldi.
Successivamente, sulla base di una serie di informazioni, le aziende forniscono le risposte ai tanti quesiti e curiosità degli utenti e inaspettatamente per quest’ultimi, eseguono una vendita.
Cosa è successo? E’ avvenuto un processo psicologico del tutto naturale: l’azienda attraverso l’informazione è riuscita e mettere in evidenza i benefici a cui l’utente stava cercando una soluzione.
Bloggare per vendere, niente di più semplice.
Alessandro Cosimetti





