Premessa prima di iniziare
Parlare dei blog politici prendendo come modello la vincente campagna elettorale di Barack Obama sul Web, sarebbe troppo facile. Negli Stati Uniti i cittadini accedono a Internet in maniera molto più agevolata rispetto agli italiani e la stessa cultura del blogging è ormai parte integrante della vita politica americana.
Nonostante ciò anche qui in Italia le classi politiche si sono accorte di questo strumento, ormai consapevoli dell’enorme influenza che i blog stanno cominciando a esercitare sulla scena politica italiana.
Purtroppo nella maggior parte dei casi, i risultati sono a dir poco disastrosi.
Potrei prendere come esempio decine di blog, canali di YouTube, profili Facebook e quant’altro con cui presentare il quadro politico sul Web nel nostro paese. Per mia scelta preferisco non linkare risorse politiche, per evitare fraintendimenti su eventuali campagne politiche attualmente in corso (le elezioni europee sono alle porte).
Quello che mi interessa è rapportare il Web a un settore della nostra società di grande impatto e influenza com’è appunto la politica.
Nei prossimi giorni illustrerò gli strumenti del Web 2.0 in politica, spiegandone il corretto utilizzo senza chiaramente citare o linkare risorse politiche esterne.
L’ascesa del blog politico
Lo straordinario impatto dei blogger sulla scena politica americana negli ultimi anni e la diffusa insoddisfazione pubblica nei confronti dei media tradizionali e della loro presunta neutralità, ha reso il blog uno strumento altamente democratico.
Qualunque discorso serio sull’impatto del blogging politico, deve ovviamente cominciare con un’analisi di come esso abbia cambiato nei cittadini, le modalità di acquisizione e di discussione delle notizie e delle controversie politiche all’ordine del giorno.
I blog che parlano di politica, sono diventati un’autentica alternativa ai notiziari tradizionali, dimostrando di competere con il potere e l’influenza di network e quotidiani cartacei.
Sebbene ancora al di sotto dell’audience dei notiziari televisivi serali, i blog politici stanno influendo l’opinione dell’elettorato, non tanto sugli indecisi, quanto sulla fascia impegnata della cittadinanza.
Tra coloro che vanno sulla Rete per ottenere informazione politica, l’influenza dei blogger risulta più considerevole di quanto non dicano le sole cifre di affluenza.
Per milioni di cittadini – quindi non solo in Italia – i blog politici sono chiaramente diventati una fonte primaria di notizie e di opinioni, e un’alternativa a giornali e televisione.
Ma cosa c’è alla base di questo rapido aumento di lettori e di influenza?
Innanzi tutto, il fatto che i mezzi di comunicazione tradizionali hanno perduto parte del rispetto e della fiducia di cui un tempo godevano presso il pubblico.
I blog politici non offrono ai propri lettori solo opinioni, non solo un’area in cui discutere, ma anche scoop politici, spesso in modo tale da ingigantire la passività dei mezzi d’informazione tradizionali. In molte occasioni i blogger sono stati i primi a pubblicare notizie che altrimenti i lettori non avrebbero mai ricevuto.
Ormai sappiamo tutti – almeno si spera – come i maggiori quotidiani nazionali siano finanziati e quindi strumentalizzati dai partiti politici (i soldi alla fine li cacciano sempre i contribuenti). Un numero considerevole di italiani, ritiene che i media pecchino di tendenziosità e incompetenza.
La verità è che tanti non si fidano più di ciò che leggono sui giornali o vedono in televisione. Ed è proprio in rivolta contro questo fenomeno che tanti blog politici sono venuti alla ribalta cominciando ad attirare vasti uditori.
In fondo il concetto stesso di obiettività, dopotutto, è solo un’invenzione dei media.
Alessandro Cosimetti




Tranne qualche raro caso (tra cui qualcuno che cerca di approfittarne per cercare voti facili dagli utenti di Internet) succede questo:
Politico: "Devo stare su Internet, apro un blog"
Il politico spende una barca di soldi per mettere su questo blog, scrive un post, forse due e poi il blog rimane lì. Non conosce Internet, non conosce come funziona e poi partorisce leggi tipo "Il bollino SIAE sui file video" o le leggi della Carlucci…
@Fabio, analisi perfetta. In realtà in Italia c'è un politico che sta dimostrando, insieme al suo staff, di utilizzare molto bene il Web 2.0
Non faccio nomi ma a buon intenditor, poche parole!
Ne approfitto per farti una domanda. Com'è la situazione politica-Web in Spagna?
@Alessandro Cosimetti, ho scritto "Tranne qualche raro caso" perché conosco quel politico, e devo dire che in effetti conosce bene la Rete. In Spagna la situazione purtroppo è come in Italia, anzi devo dire che mi sembra che il blog sia calato nella popolazione in percentuale minore che in Italia… anche se non ho dati alla mano ed è solo una mia impressione
@Fabio, ma parli del blog in generale o specificatamente in ambito politico?
Mi riferisco ai blog in generale.
@Fabio, una certa idea me la stavo facendo, perché tra tutti gli amici che ho in Spagna, nessuno di loro gestisce un blog.
Comunque tornando al discors dei blog, a Madrid dove vivi, ci sono un gruppo di ragazzi italiani che ne gestiscono uno, fatto molto bene:
http://www.italianiamadrid.it/
Li conoscevi?
@Alessandro Cosimetti, sì, conosco quel blog… fatto molto bene.