Archivio di febbraio 2009
Straordinario: Qualcosa che valga la pena di essere raccontato
Seth Godin, coniò il termine “mucca viola” per descrivere qualcosa di altamente originale, innovativo e sorprendente.
Le mucche marroni passano inosservate, quelle bianche altrettanto, ma quelle viola invece no. Quelle inevitabilmente balzano agli occhi del consumatore.
Insomma, le mucche viola sono straordinarie!
Quando un’azienda si appresta a creare e lanciare un nuovo prodotto dovrebbe porsi questa domanda: “Straordinario o invisibile?”
All’interno del suo libro “La Mucca Viola” Godin dice:
“Il fatto nuovo dei mercati è che i consumatori possono scegliere. Possono ignorarti. Possono ignorare i tuoi annunci pubblicitari , le tue lettere commerciali, i tuoi banner e i tuoi venditori. Il risultato è che tu, come chiunque altro che abbia qualcosa da vendere, ti trovi difronte a un bivio: puoi fare qualcosa di cui valga la pena di parlare, oppure diventare invisibili. Esistono milioni di blog, ognuno dei quali pubblicato da una persona reale: se crei qualcosa di straordinario; qualcosa a cui vale la pena di prestare attenzione, allora i blogger possono decidere di prestare attenzione a questa cosa. E se lo fanno, il verbo si diffonde.”
Fondamentalmente le mucche viola sono:
- idee che diffondono successo: è difficile per un venditore ottenere un contatto diretto con tutte le persone che potrebbero acquistare qualcosa per lui. Deve fare affidamento a clienti disposti a parlare e diffondere il prodotto. Il modo migliore è creare un qualcosa che valga la pena di essere raccontato.
- un prodotto è straordinario agli occhi del consumatore: soltanto il mercato può decretare la straordinarietà di un prodotto. La passione e il tempo impiegato per realizzarlo non hanno importanza.
I blog sono il settore più curioso del mercato perché offrono la possibilità di scovare prodotti straordinari. Le persone che sono alla ricerca di qualcosa di utile e curioso, leggono i blog.
Questo tipo di pubblico è costantemente in ascolto, in attesa di cogliere un’innovazione. Non c’è bisogno di smuovere acque e di strillare.
Se avete costruito qualcosa di straordinario, queste persone sapranno cogliere l’originalità delle vostre idee perché non aspettano altro che ascoltarvi.
Alessandro Cosimetti
Come conquistarsi le antipatie della blogosfera: Il caso RyanAir
Jason Roe è un programmatore e blogger irlandese che il 19 febbraio, stava prenotando un volo sul sito della RyanAir, la nota compagnia aerea low cost.
Durante l’operazione, si accorge che il sito mostrava un errore, in quanto il prezzo totale del biglietto era di zero euro. A quel punto ha pensato di scrivere un articolo sul proprio blog.
Nel suo post, cominciano a “fioccare” insulti per ciò che aveva scritto. I vari commentatori erano tutti anonimi ma da un’attenta analisi dei codici IP, Roe ha dimostrato la vera provenienza: la stessa RyanAir.
“jason!
you’re an idiot and a liar!! fact is!
you’ve opened one session then another and requested a page meant for a different session, you are so stupid you dont even know how you did it! you dont get a free flight, there is no dynamic data to render which is prob why you got 0.00. what self respecting developer uses a crappy CMS such as word press anyway AND puts they’re mobile ph number online, i suppose even a prank call is better than nothing on a lonely sat evening!!”
Il risultato ottenuto è stato esattamente l’opposto, aggravando ancora di più la situazione. Sul Web comincia a diffondersi la notizia (blog, Twitter, social bookmark, ecc.). In pratica quello che ottengono è un effetto boomerang.
La blogsfera, resasi conto dell’operazione di depistaggio della RyanAir, si rivolta contro con commenti e articoli di disapprovazione.
A quel punto la compagnia aerea, invece di scusarsi pubblicamente per la pessima figura, sceglie di replicare attraverso il Times Online definendo i blogger una massa di idioti.
Chiaramente quest’ultima azione non ha fatto altro che gettare ancora benzina sul fuoco dell’umiliazione a cui la compagnia aerea era ormai irrimediabilmente caduta.
Il caso in questione richiama nuovamente in causa l’assoluta necessità di partecipare alla blogosfera in maniera sincera e trasparente. Le aziende non devono nascondersi dietro ai propri errori e soprattutto non possono permettersi di offendere i clienti e gli utenti.
La Ryanair, doveva scusarsi per l’errore tecnico sul proprio sito, interagire in maniera costruttiva con i lettori e commentare il post promettendo l’immediata risoluzione della problematica.
Niente altro più!
Alessandro Cosimetti






