Archivio di marzo 2009

Quali blogger non dovrebbero bloggare?

no_bloggare

Un’azienda trasparente e desiderosa di rafforzare il rapporto con i clienti dovrebbe incentivare i propri collaboratori nel bloggare. I lettori in questo modo, percepirebbero la vera natura dell’azienda direttamente dal cuore dell’organizzazione.

Certo non tutti i collaboratori possono calarsi perfettamente nei panni del blogger. Alcune persone non dovrebbero proprio bloggare, neppure qualora fossero incoraggiati nel farlo.

Coloro che odiano il proprio lavoro

Impiegati che detestano il proprio lavoro, il ruolo che ricoprono, i propri dirigenti, i servizi o i prodotti in commercio. Nel blogging troverebbero soltanto un ottimo pretesto per farsi licenziare.

Gli ottimisti invadenti ed eccessivi

I manager operativi soliti nelle previsioni eccessivamente rosee, potrebbero ottenere dal blog reazioni di stizza. Stessa cosa ai responsabili del marketing che non riescono a evitare sfilze di aggettivi entusiastici. L’eccesso di ottimismo renderebbe il blog un ambiente artefatto e poco veritiero.

Le persone noiose che considerano noioso tutto ciò che fanno

Non dovrebbero bloggare neppure le persone che ritengono il proprio lavoro ripetitivo o noioso. Le persone noiose di solito tengono blog altrettanto noiosi che ricevono poca attenzione. In questo caso la noia traspare dal monitor.

I permalosi che non accettano critiche di nessun genere

Chi non sopporta le critiche non dovrebbe godere dell’esperienza e i benefici del blogging. Dinnanzi una critica, più dura sarà la posizione assunta, più duri potrebbero essere i commenti di disaccordo. I critici potrebbero disapprovare il vostro lavoro, la vostra azienda o semplicemente non potrebbe piacergli il vostro modo di scrivere.

I bugiardi che mentono spudoratamente

Ci sono anche i blogger che di tanto in tanto, mentono spudoratamente pensando sempre di “raggirare” i lettori. Anche se nessuno glielo fa mai notare, ciò non vuol dire che la bugia non venga percepita. Anche se i lettori tendono a passarci sopra, inevitabilmente mostrano diffidenza nei confronti del blogger. La blogosfera è un grande meccanismo di verifica dei fatti e una bugia per quanto “innocente” sia, talvolta può offendere l’intelligenza di chi legge il blog.

Gli amministratori delegati che pensano soltanto a fare cassa

Bloggare significa innanzi tutto condividere news, offrire contenuti di qualità, garantire informazioni utili al lettore. Per un’azienda tutto ciò significa far emergere i benefici dei prodotti e soprattutto il “buono” che c’è nell’organizzazione. Gli amministratori delegati dovrebbero bloggare soltanto quando capiranno che il business blog non ha nulla a che vedere con il semplice “fare cassa”. Il ROB viene calcolato sulla base di altri elementi a cui prestare attenzione.

Alessandro Cosimetti

Come salvaguardare la reputazione aziendale attraverso il blog

reputazione_aziendale

La visibilità sul Web è uno dei benefici di maggior rilievo riscontrabili attraverso l’adozione del blog aziendale come strategia di marketing.

Chi non vorrebbe ottenere visibilità per la propria azienda?

Con questo articolo invece voglio sottolineare un altro aspetto molto importante a cui un’azienda non può certo esimersi. Sto parlando della reputazione aziendale.

Forse molte aziende di un certo prestigio e con una grande popolarità penseranno di non aver bisogno di un blog in quanto di visibilità ne hanno già molta.

Ora però voglio soffermarmi su quelle aziende di fama mondiale che nonostante la leadership consolidata sul mercato scelgono il blog come alleato per il loro marketing e quindi anche per salvaguardare la reputazione aziendale.

Prendo come esempio la Coca-Cola un marchio che tutti noi conosciamo perfettamente, con un brand marketing che ha fatto davvero storia tramandandosi di generazione in generazione.

La Coca-Cola è un’azienda di grande impatto. Forse non tutti sanno che l’abito rosso di Babbo Natale in realtà era di colore verde. Il marketing aziendale sulla nota bevanda è riuscita a stravolgere ogni tradizione popolare.

Neanche la comparsa della Pepsi, storica rivale, ha intaccato i fatturati stratosferici della Coca-Cola che addirittura sono aumentati. Tanto meno i continui interventi di nutrizionisti nei palinsesti televisivi, radiofonici e sulla carta stampata sembrano aver messo in crisi il loro brand con gli annunci allarmanti sulle bevande gassate a base di cola.

Insomma, Coca-Cola resiste nonostante attacchi di ogni genere e non possiamo non citare il loro blog aziendale di cui colpisce la semplicità grafica, cosa alquanto inedita rispetto alle sontuose campagne di marketing e comunicazione cui l’azienda ci ha abituati in oltre un secolo di storia.

Un altro aspetto interessante è la linea editoriale adottata. Al suo interno non si affrontano tematiche relative all’industria e al business in cui opera l’azienda, ma bensì si pone l’attenzione sulla Coca-Cola come “stile di vita”.

Gli articoli presenti nel blog sono caratterizzati da questi aspetti:

  • blogger che parlano dal cuore dell’azienda
  • articoli con cui condividere i valori legati al brand
  • una linea editoriale capace di far emergere competenze coincidenti perfettamente con i temi trattati
  • una pubblicazione frequente con fonti inesauribili di informazioni dettagliate e documentate

Coca-Cola non ha certo bisogno di farsi conoscere ma di fidelizzare i suoi clienti e di salvaguardare la propria reputazione aziendale dagli attacchi esterni (clienti insoddisfatti, concorrenza leale e sleale, critiche, ecc.).

Alessandro Cosimetti

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