Archivio di giugno 2009
Ecco perché le aziende si fidano sempre meno dei consulenti web
Spesso ho notato, come molte web agency di scarso valore se ne approfittino delle aziende che vogliono pianificare una presenza strategica sul Web.
Nell’ultima multinazionale in cui ho lavorato come dipendente, ricordo come una di queste fantomatiche società leader nel Web, tentò di accaparrarsi 13.000 euro al mese, per un semplicissimo sito web.
La cosa buffa, era che nel preventivo appariva anche la voce “posizionamento sui motori di ricerca” che mi incuriosì molto. In pratica, una volta verificato cosa significasse, ci rendemmo conto che l’agenzia si sarebbe limitata a registrare il dominio su qualche directory.
Purtroppo l’azienda dove lavoravo, aveva dato incarico a una mia collega di curare la promozione di nuovo brand sul Web senza tener conto di un piccolo particolare: la mia collega di Web non ne sapeva nulla!
Ed ecco che le web agency dalle mandibole fameliche, gironzolano come squali intorno alla preda, in attesa di sferrare il morso fatale.
Conosco bene questo atteggiamento e ogni volta che presento un preventivo a un’azienda, ci tengo sempre a sottolineare i compiti di un bravo consulente aziendale.
In poche parole, un consulente incaricato di curare un blog aziendale, dovrà ogni giorno, seguire le seguenti operazioni:
- delineare e perseguire la linea editoriale adottata nel blog
- incentivare la pubblicazione frequente di articoli (se non è possibile tutti i giorni, almeno 3 volte a settimana)
- lavorare su ogni singolo articolo in modo da favorirne il posizionamento organico sui motori di ricerca
- scovare insieme all’azienda nuovi argomenti da trattare sul blog
- monitorare la blogosfera: blog, aggregatori, feed rss, social network, reader, ecc.
- promuovere i post su altri canali: bookmark, microblogging, profili pubblici di Facebook, gruppi di discussione (Facebook e Linkedin) e altro ancora
- seguire le discussioni che avvengono sui forum del settore e commentare i post più interessanti in maniera strategica
- seguire le iniziative esterne dell’azienda in modo da realizzare reportage, servizi fotografici, video interviste, ecc.
- curare la raccolta targhettizzata di email e la gestione della mailing list aziendale
- curare i canali video: YouTube, Google Video, Blip.Tv, Vimeo e altri
- monitorare i commenti sul blog e sui profili di condivisione (social network, video sharing e altri)
- monitorare la reputazione dell’azienda sul Web
- controllare le statistiche: accessi sul blog, registrazione ai feed rss, iscrizioni alla mailing list, visualizzazione dei video, ingressi ai profili pubblici dei social network, ecc.
- verificare e gestire le problematiche sorte: penalizzazione sui motori di ricerca, aggiornamenti della piattaforma di blogging, errore 404, gestione dei pluging, ecc.
- monetizzare il blog attraverso la vendita di spazi pubblicitari: articoli promozionali e banner
- creazione e gestione del tema grafico del blog
- studio e implementazione degli applicativi da utilizzare con il blog
- tanto altro ancora
Sono sicuro di essermi dimenticato di un mucchio di cose, ma sulla base di questa lista incompleta, vorrei chiederti: «Curare un blog aziendale, è un lavoro che richiede un controllo costante oppure possiamo gestirlo una volta ogni tanto?»
Alessandro Cosimetti
Fiat verso il Web 3.0 passando per il Web 2.0
La casa automobilistica torinese della Fiat ha dimostrato di abbracciare l’era del Web 2.0 con vero interesse e partecipazione.
Alla soglia di quello che da molti è stato definito come il Web 3.0 la Fiat approda su Internet con il progetto “Fiat On the Web” un aggregatore “made in Fiat” con cui restare in contatto e informarsi sull’evoluzione dell’azienda mediante il loro profilo microblogging di Twitter, il profilo pubblico di Facebook, il social Friendfeed, il bookmark Del.icio.us, il canale video di YouTube e il social per le foto di Flickr.
Ma facciamo un passo indietro e scopriamo parte dei servizi che “Fiat On The Web” sta aggregando.
I blog per lanciare prodotti specifici
Fiat ha dimostrato come poter usare i blog per lanciare prodotti specifici. Ne abbiamo un esempio con la promozione della Fiat Bravo e successivamente, mediante portale, per la Nuova 500.
Un blog per creare una community intorno a un prodotto
Fiat ha sposato in pieno l’idea di community, un concetto che rende benissimo sul Web (o meglio Web 2.0). Con il blog duePuntoZero.it inaugura una community dedicata a tutti gli appassionati di Punto e Grande Punto dove gli utenti possono informarsi sulle caratteristiche e l’evoluzione della vettura ma, al tempo stesso, dare anche un voto e un giudizio sugli articoli pubblicati.
Mediante registrazione, l’utente può crearsi un profilo personale con cui volendo, inviare immagini o video amatoriali. Altro aspetto interessante è la possibilità di scrivere anche degli articoli, inviare un reportage da un Motorshow o da un evento legato sempre al mondo della Grande Punto.
Non solo auto su Facebook
Il profilo pubblico su Facebook rappresenta il mondo Fiat a 360°. Quindi, non troviamo soltanto collegamenti e aggiornamenti sulle vetture commercializzate dalla casa automobilistica, ma anche eventi di ogni tipo, come ad esempio le performance di Valentino Rossi nel MotoMondiale di cui la Fiat è sponsor (immancabili i commenti da parte degli iscritti/fan).
Il microblogging per l’assistenza ai clienti
Twitter si sta dimostrando un valido aiuto per le aziende che vogliono garantire un’assistenza ai clienti che sia innovativa e dinamica. L’apertura dell’account per il microblogging nasce in concomitanza con la creazione dell’omonimo aggregatore.
Un canale video con cui condividere la passione per il brand
I video possono essere utilizzati in molteplici modi. Ad esempio per promuovere l’acquisto di modelli di auto alimentate a metano, parlando quindi di: consumi, emissioni di Co2 e incentivi per la rottamazione.
Proseguendo sullo stesso discorso, questo è un video con cui si “smontano” i falsi miti sul metano.
Concludo con questo video con cui Maurizio Spagnulo (Fiat Communication & Digital Marketing Director) spiega l’approccio di Fiat ai social media e naturalmente anche la nascita di Fiat On The Web.
Se avete un’azienda o se pensate di aprirne una, ricordatevi questa parola: Web 3.0!
Alessandro Cosimetti




