Per un’azienda, restarsene fuori a guardare mentre tutti i clienti e concorrenti bloggano, significa non avere influenza e controllo sul mercato di appartenenza.
Le aziende che non bloggano, non avranno mai modo di difendersi dalle critiche e di dire la loro su di un certo argomento. In questo modo appariranno disinformate o disinteressate a ciò che succede fuori dalle loro mura (blogsfera).
Attraverso un blog aziendale, avranno la possibilità di collocare il nome dell’azienda nei motori di ricerca mediante le query (le parole inserire nei motori) più pertinenti ai prodotti da loro commercializzati. In questo modo, rafforzeranno l’identità dell’azienda facendosi conoscere ancora di più.
Bloggando riusciranno ad instaurare una comunicazione diretta con i loro clienti, a costi irrisori se paragonati ai trafiletti delle riviste cartacee.
Essere tra i primi, rispetto ai diretti concorrenti offrirà loro, un ulteriore vantaggio e ai lettori, l’idea di una realtà commerciale innovativa e al passo con i tempi.
I blog aziendali, sono il proseguo dei siti. Dove non arrivano quest’ultimi iniziano loro, con aggiornamenti frequenti, risposte ai commenti e presentando dove possibile anche una sorta di “dietro le quinte” dell’azienda.
In questo modo, coinvolgeranno ancora di più il cliente facendolo sentire parte della “famiglia”.
Se volete che la vostra azienda abbia una presenza online memorabile e in evidenza, non restate a guardare ma cominciate a bloggare e a far parte della blogsfera.
Alessandro Cosimetti




Ciao Alessandro, è davvero importante per farsi conoscere partecipare attivamente anche negli altri blog che trattano argomenti simili e nei vari social networks perchè permette di dimostrare chi siamo e cosa abbiamo da proporre, se non si fa questo, come dici tu, si rimane tra le mura dell' azienda e non ci si esce neanche a volerlo…
@Roberto: Concordo con il tuo commento. Diversamente si rischierebbe un anonimato!
Prima di fare un commento su questo post, volevo prima darti qualche consiglio, quindi questo post, puoi cestinarlo dopo averlo letto.
Dietro le quinte è meglio che alle quinte, forse è anche più italiano
Personalmente quando metto parole fra virgolette, preferisco metterlo in corsivo, così si nota di più e in neretto le parole più importanti.
Volevo pubblicare qualche tuo post sui miei blog, ma non ho capito bene come funziona questa COMMONS CREATIVE, ho capito che devo inserire il link, ma mi sa che sia un codice HTML, ma dove lo prendo?
Potrei anche mettere un Trackback ma sinceramente non ho capito bene come funziona.
Nel mio blog c'è un opzione dove dice manda il Trackback, ma sinceramente non ho capito, dovrei mettere il link che c'è qui dove dice TRACKBACK?
Pensandoci forse questo commento puoi anche pubblicarlo, potrebbe servire anche agli altri, basta che togli la prima frase e il dietro le quinte e il resto lo lasci.
Francesco Martino
Decidi tu, togli quello che non ti piace.
@Francesco: La licenza prevede la pubblicazione del mio post in originale senza modifiche, dove venga fatto esplicitamente il nome dell'autore. Non devi modificare neanche i link al suo interno.
Ora, approfitto per dirti una cosa. A mio parere, un blog che pubblica altri articoli presi sul web, è un blog poco professionale.
Chi apre un blog, si presuma che abbia qualcosa da dire. In caso contrario, è meglio che si occupi di altro nella vita.
Se c'è un argomento in particolare che ho trattato nel mio blog, potresti scrivere un articolo sullo stesso argomemento, ed indicare tramite link la mia risorsa.
A te piace leggere blog che copiano (seppur sotto licenza) altri articoli? A me no. Preferisco leggere blog autentici dove l'autore – o gli autori – offrano contenuti propri.
Altra cosa, i filtri di duplicazione dei motori di ricerca. Pubblicando un articolo, preso da un altro blog, si rischia di incombere nei filtri e di essere declassati.
A mio avviso, il gioco non vale la candela ed oltretutto ne risente la creatività che in questo caso non viene sottoposta ad un processo di sviluppo e crescita.
Grazie.
******
Il consiglio è giusto, hai soltanto dimenticato che non siamo americani e quindi devi spiegarlo un po' meglio.
Ammettiamo che un direttore marketing accetti questo consiglio, ne parla con il proprietario della sua azienda, costui è perplesso: non è facile convincere una persona che scrivere "quattro chiacchiere" nei blog degli altri sia redditizio per la propria azienda.
Si lascia un po' convincere perché il direttore è un buon oratore, però non può farlo personalmente e quindi deve incaricare un impiegato capace, anche costui è perplesso e per questo direttore è più difficile convincere l'impiegato che il proprietario.
Non dimentichiamoci che siamo italiani e non americani.
Le perplessità dell'impiegato sono serie, deve produrre "aria", perché di questo in realtà si tratta, anche se con questa "aria" trasformata in libro un prigioniero ha danneggiato l'Austria più di qualsiasi guerra e questo lo disse un austriaco di cui non mi sovviene il nome e chi se lo ricorda o lo sa, è invitato a dirmelo, comunicandomelo nei commenti qui presenti.
Sto parlando di Silvio Pellico e il libro si intitola "Le mie prigioni".
Come si fa a convincere un proprietario d'azienda e soprattutto questo tipo di impiegato che bisogna bloggare per essere bloggati?
In fondo è come convincere un proprietario d'azienda a pubblicizzarsi, a spendere soldi per dell'aria.
Intendendo per aria qualcosa che non si può toccare e che dopo si può trasformare in denaro sonante, ma prima è qualcosa che non si vede e non si tocca, è solo fumo.
Penso d'aver spiegato bene il mio concetto e che qualcuno mi controbatti con qualcosa di serio.
**** Francesco Martino
Non ci siamo capiti e mi sono accorto di non averlo detto.
Non è una questione di fare copia ed incolla.
Ho in programma di scrivere una serie di articoli sugli stessi argomenti e quindi mettere insieme 2/3 posti fra cui anche il mio, così il lettore ha subito diverse opinioni, mettere solo il link non basta, ci sono sempre parecchi lettori comodosi che non amano neanche cliccare.
Poi magari vorrei creare anche un ebook con argomenti identici ed autori diversi, non é mia intenzione appropriarmi della paternità dell'articolo, anzi mi fa piacere e non ho nessuna intenzione di eliminare i vari link; faccio anche un giornale di carta e pubblico articoli di cui non sono minimamente d'accordo. Il lettore deve avere diverse opinioni per farsi un'idea su di un argomento.
Che poi Google non mi indicizzi, non mi interessa, tanto nessuno mi potrà mai trovare per caso, i clienti li devo portare io sul mio sito, non Google; e finire fra i primi posti è difficilissimo, il tuo sito non l'ho mica trovato perché Google mi ha detto che esistevi, ma semplicemente perché ho cliccato altri blog come il tuo e quindi torniamo ancora in argomento del post: bloggare per essere bloggati.
Solo che parecchie persone ancora non sanno che cliccando sui nomi dei vari commentatori, esce il sito del commentatore stesso, ogni tanto qualcuno deve dirlo.
Comunque esistono altri motori di ricerca, hai provato http://cuil.com? È diverso da Google e per certi versi è meglio, per altri no.
Ma se non vuoi che i tuoi post finiscono nel mio blog e negli ebook che creerò me lo dici e non li metto. Ribadisco che ci saranno anche i vari link e il tuo nome, e anche se ho poco traffico, qualche "sciagurato" cliccherà sul tuo blog, poi starà a te attirarlo nei tuoi affari.
*** Francesco Martino
@Francesco: Non è una questione di traffico soltanto. Il mio blog è nato una settimana fa e chiaramente è presto per apparire sui motori, anche se in certe keywords ho già una certa visibilità.
Il problema è che pubblicando identici articoli penalizzi anche la vera fonte originale se hai un trustrank maggiore del mio (in questo caso è facile essendo nuovissimo il mio blog).
Il fatto dei link, permettimi di dirti che non sono d'accordo. Se usi un corretto anchor text stai pur sicuro che i lettori cliccheranno sulla fonte da te indicata.
Ciao, ma non puoi semplicemente fare una cosa del tipo:
Riguardo a questo argomento………
Alessandro Cosimetti ne suo blog (link) la pensa così:
"…………
…………."
Io penso che……..
ecc…
io uso spesso citare nel mio blog persone, siti e blog autorevoli per evidenziare che su internet ce ne sono altre e non solo io. Ad esempio uso le citazioni per dei termini particolari oppure per descrivere un particolare argomento dal punto di vista di Wikipedia. Questo è solo un esempio banale ma può essere abbastanza semplice da usare. un altro esempio sono le frasi celebri come, puoi scrivere (visto che siamo in tema con il blog).
"che tu creda di farcela oppure di non farcela hai sempre ragione".
Una semplice frase di henry Ford può farti capire che bla bla bla bla…….
A me sembra un sistema semplicissimo, d facile lettura per i visitatori e le persone apprezzano più un blogger informato, che va a cercare notizie altrove e ascolta i pareri di tutti e poi dice la sua, non credi?
@Roberto: Totalmente d'accordo con il tuo commento. Segnalare altre risorse è consigliato, proprio perché alimenta la blogsfera. Anche nel mio blog personale http://www.alessandrocosimetti.com cito spesso attraverso dei link inseriti nei testi, altre risorse.
Al tempo stesso altri blog, mediante lo stesso sistema, fanno altrettanto. Tramite il blog ho fatto conoscenza di persona con tanti altri blogger italiani.
Questo è il bello della blogsfera e trasportata sul business potrebbero (come è successo a me) divenire delle collaborazioni e partnership.
***
@Alessandro, ovviamente per me parli arabo.
Non so cosa sia questo TRUSTRANK e anche se ho cassette e dvd per imparare l'inglese, non riesco ad ascoltarle, mi è venuto un certo odio per l'inglese e lo imparo così, girando di qui e di là e usando Traslate di Google.
ANCHOR TEXT andandomene a senso dovrebbe significare "testo ancorato", e sempre a senso dovrebbe significare quei link che vedo un po' in tutti i blog, dove é scritto una qualunque parola che si crea inserendo in una finestrella l'URL di un sito, ma se faccio copia ed incolla non mi trascino il link.
Comunque volevo precisare che non è mia intenzione di fare questa cosa adesso, ma fra qualche settimana, ma comunque ho letto da qualche parte che comunque Google riconosce chi ha scritto prima un articolo, figuriamoci se non lo sa.
Il problema comunque è un altro, per i blog posso mettere tranquillamente il link, tanto se una persona è su Internet, clicca sopra e trova l'articolo.
Il problema nasce con gli ebook, in quanto ho la "cattiva abitudine" di stamparli su carta (e penso che anche altri lo fanno) e di leggermeli con tranquillità o al bagno o la sera a letto prima di andare a dormire e il link non avrebbe senso in quanto in bagno o a letto penso che non lo posso cliccare.
Quindi se c'è un link, lo segno in rosso e dopo vado a controllare.
Penso, però, che per gli ebook Google non c'entra, il mio intendo è quello di pubblicare due o tre articoli che per esempio consigliano la stessa cosa, perché ripetita iuvant. Oppure due o tre articoli che consigliano due cose opposte, opinioni diverse inculturiscono di più il lettore o futuro marketer.
Le opinioni si devono leggere tutte insieme, se uno clicca e passa ad altro, poi difficilmente ritorna indietro.
Alla fine di questo discorso mi sta bene che sui miei blog ci sia solo il link e magari un piccolo riassunto, o recensione come fa questo sito che dicono che pagano e che penso che conosci: http://it.shvoong.com/aff-63065/.
Mentre negli ebook ci metto prima il link e poi l'articolo per intero, compreso altri link in esso contenuti e ovviamente il tuo nome.
D'accordo così?
——>>> Francesco Martino
@Francesco: La frse "Google riconosce chi ha scritto prima un articolo, figuriamoci se non lo sa." non è corretta, ma non entro nei dettagli per non confonderti ancora di più.
Visto che ci siamo scritti vari commenti, ti dico come la penso esplicitamente. Detesto i blog che non sono frutto della creatività dei loro autori.
Il resto per me è soltanto plagio ingiustificato.
Il mio consiglio è di scrivere post autentici ed inserire nelle parole dei link di altre risorse, come fanno tutti i blogger del mondo (onesti).