Molte aziende non hanno ancora ben chiaro la differenza tra blog e social networking, e di questo me ne sono accorto durante delle consulenze che ho tenuto negli ultimi mesi.
La differenza maggiore tra i blog e i siti di social networking, nonostante la loro natura socializzante, sta nell’individualità dei primi. Con un blog ad esempio, per partecipare a una discussione, non è necessario registrarsi presso un particolare sito online.
In questo caso, la discussione avviene intorno la voce e alle opinioni del blogger (azienda nel caso del corporate blog), piuttosto che di un gruppo, come accade solitamente nei forum e nei social networking.
I blog rappresentano un modo gratuito, standardizzato e completamente aperto per individuare, delimitare e costruire una propria rete di relazioni sociali.
Aspetto fondamentale è che attraverso un blog, i dati condivisi non sono di proprietà dell’azienda che possiede il social network, pertanto non può neanche controllarli (cosa che invece avviene su Facebook e Linkedin ad esempio).
Inoltre, un blog può raggiungere facilmente il mondo intero, non solo coloro che hanno deciso di entrare a far parte di una particolare comunità online. Questa caratteristica ha indotto molte persone a usare i loro blog come principale strumento di social networking in quanto capaci anche di scalare meglio le serp dei motori di ricerca.
I blog aiutano le persone a formare gruppi di interesse entro una determinata nicchia, invece che restare all’interno di organizzazioni più grandi che non soddisfano le loro necessità.
Quello che consiglio a un’azienda, è di adoperare tutti gli strumenti che il Web mette a disposizione per instaurare un rapporto diretto con i clienti. Quindi, alla domanda «meglio un blog o un social network?» rispondo sempre «bisogna utilizzarli entrambi!».
All’interno di una strategia, il blog chiaramente deve essere il motore trainante di tutta l’operazione, in quanto ha caratteristiche che i social non posseggono.
Concludo dicendo: le aziende che metteranno a disposizione canali aperti di comunicazione, alimenteranno una lealtà maggiore e con il tempo questo pagherà, sia in termini di conservazione della clientela sia di maggiori guadagni.
Alessandro Cosimetti



