Sono circa cinque anni ormai che le aziende – soprattutto fuori Italia – si sono tuffate nel mare del blogging, impegnandosi in quella che viene definita come una conversazione globale.
L’essenza del blogging è la tempestività, la trasparenza e la volontà di discutere su questioni che possano mettere i clienti in uno spirito di dialogo e di scambio aperto.
Le recenti turbolenze nei mercati finanziari, sono state l’occasione per testare queste caratteristiche e mi dispiace dire che la stragrande maggioranza dei blog aziendali non è stata all’altezza della situazione.
Con le previsioni di una profonda recessione dovuta alla crisi economica (ora, chissà perché se ne parla sempre meno) che occupava i pensieri di amministratori delegati, manager, piccoli e medi imprenditori, ho trascorso parte degli ultimi mesi in visita presso aziende e studi professionali, delle più importanti aziende del settore automobilistico.
Parlavamo per ore, fissavamo incontri di ogni tipo, ma non si smuoveva nulla. Ora quello che trovo, invece, sono volti sorridenti, felici di conversare e con meno inquietudine verso i più preoccupanti eventi aziendali del nostro tempo.
Mi chiedevo quindi, quale fosse l’idea che si sono fatti i clienti nel vedere l’azienda alla quale si rivolgono costantemente, starsene in disparte, subendo di continuo i colpi della crisi.
Il blog aziendale, in queste occasioni assume un’importanza incredibile, perché permette alle imprese di mantenere un contatto diretto con il consumatore, anche senza vendergli nulla.
Invece cosa accade nella maggior parte dei casi? Un silenzio assordante, un’ulteriore senso di impotenza da trasmettere al cliente che a sua volta si sente sempre meno propenso ad acquistare.
Come ho detto all’inizio dell’articolo, con la crisi economica, il mancato utilizzo di un blog aziendale è stata un’incredibile occasione persa. Le aziende potevano emergere – al meno sul piano figurativo – davanti ai loro competitors e invece…
Le loro posizioni in sintesi sono state, che il blog per una società è semplicemente un luogo dove parlare di prodotti e servizi, ma mai di questioni personali o societarie. Errore!
Mi rendo conto che una flessione economica spesso comporta anche un taglio del personale. E’ altrettanto vero che un momento di crisi richiede leadership, e un blog è la strada più diretta tra le imprese e i clienti.
Per la maggior parte, il blog è semplicemente una vetrina con cui esporre i prodotti, ma quello che abbiamo visto è che invece di dimostrare capacità di leadership, molte aziende hanno mostrato indifferenza e i clienti di questo se sono accorti e difficilmente se ne dimenticheranno.
Alessandro Cosimetti





