Qualche volta uno strumento è soltanto uno strumento. Ad esempio nel corso della nostra vita i martelli non sono cambiati di molto. Questo vale per molti altri strumenti, ma non per i blog.
Negli ultimi mesi le innovazioni nei blog e nella blogosfera sono state implacabili.
Il numero dei blog è costantemente in aumento, nonostante l’ascesa dei social network: oggi quasi ogni secondo qualcuno apre un blog e quasi ogni due secondi qualcuno lo abbandona.
I social network sono un’eccellente strumento, ma non possono garantire quello che offrono i blog e un’azienda non può affidare esclusivamente il proprio marketing a una piattaforma che non sia totalmente di sua gestione (vedi ad esempio il dominio di proprietà).
Il blogging è un obiettivo in costante movimento. Ogni giorno mediante la blogosfera, vengo a conoscenza di altre innovazioni tecnologiche nei social media.
Sto cercando di restare focalizzato sul modo in cui il blog e i loro referenti stiano cambiando le relazioni tra le aziende e i social media. Ho presentato – e conto di continuare a farlo – un gran numero di consigli e casi di studio sul corporate blog italiano che, spero, rimangano rilevanti nonostante i continui cambiamenti della tecnologia web.
Oggi un numero crescente di uomini d’affari comprende che i blog ci sono per rimanerci e che le aziende hanno bisogno di capire come incorporarli nel loro modo di comunicare. Sostengo che il blog aziendale sia parte di una rivoluzione, qualcosa di più grande della blogosfera.
Provengo da quelle stesse realtà aziendali che interpretano il fenomeno come un semplice miglioramento nel mix di strumenti di marketing a disposizione di un’azienda. Per loro, probabilmente il blogging rappresenta al massimo un’evoluzione e non una rivoluzione.
Dopo quasi sette mesi di pubblicazioni incensanti su “Blog in Azienda” sono sempre più convinto che il blogging sia uno strumento di una rivoluzione molto importante, diventata virtualmente impossibile da fermare: qualcosa che cambia l’equilibrio delle relazioni tra l’azienda e la comunità in cui opera.
A causa di questa rivoluzione le imprese cambieranno la destinazione delle risorse finanziarie e umane, per una questione di efficienza dei costi. Il bilancio del marketing probabilmente verrà ridimensionato per dare manforte allo sviluppo del prodotto e il supporto ai clienti.
Credo in questo progetto, in quanto sostenitore del blog evangelista, convinto del fatto che tutti i settori del mondo imprenditoriale dovrebbero avere un blog aziendale. Rimango sempre dell’idea che molte aziende che non bloggano potrebbero morire.
Già so che alcune entità non faranno parte di questa rivoluzione. In qualche caso, coloro che all’interno dell’organizzazione, hanno il potere di cambiare la cultura aziendale, punteranno i piedi per mantenere lo status quo.
Certo, non tutte le aziende che sceglieranno di non bloggare saranno destinate al declino o al fallimento, ma la maggior parte sarà percepita dall’opinione pubblica come meno rilevante o interessante rispetto a quelle che scelgono di farlo.
Alessandro Cosimetti






è come il passaggio che c'è stato dalla comunicazione via fax all'uso di internet. ora è impensabile prescindere dalla rete, quindi il blog tra qualche anno, tempi italiani
sarà status per le aziende. La differenza la farà la qualità con cui si gestisce…
@roberto, credo che vedremo un "effetto funghi". Mano a mano che escono ne vedremo delle belle!
P.s. io nel frattempo a breve ne aprirò uno per conto di un network europeo