Diffondi la cultura del blog aziendale su Facebook

E’ giusto vietare l’uso di Twitter nelle aziende?

twitter-vietato-in-azienda

Molti si chiedono se sia giusto vietare l’uso di Twitter in azienda. Mi interrogo spesso su quanti di coloro che vorrebbero vietarlo, sappiano cosa sia e quali benefici comporta se adoperato nelle corrette modalità e strategie.

L’utilizzo di Twitter da parte del Presidente Barack Obama è cosa ormai risaputa. Per tutta la durata della campagna presidenziale dello scorso anno, ha ampiamente utilizzato Twitter e i social media in generale.

In effetti, attraverso la piattaforma di microblogging, Obama ha riscosso gradimenti per tutta la durata della campagna presidenziale del 2008.

Il fatto che Twitter sia stato vietato nella Casa Bianca è molto interessante e ha suscitato il dibattito tra i cittadini americani, soprattutto perché Obama continua a utilizzare il microblogging per comunicare.


Certo è vero che l’account di Twitter appartiene a Obama, ma è pur sempre una notizia alquanto curiosa.

La Casa Bianca dovrebbe consentire ai propri dipendenti l’uso di Twitter? Che cosa implica, l’assenza di un’autorizzazione ad utilizzare Twitter?

I datori di lavoro dovrebbero consentire ai dipendenti di usare Twitter?

Ci sono molti datori di lavoro che non permettono ai dipendenti di utilizzare Twitter. Mentre credo sia più giusto lasciare che sia il buon senso ad offrire spunti per un giudizio definitivo. In fondo questo discorso potrebbe essere esteso anche verso coloro che portano il cellulare in ufficio.

C’è molta diffidenza da parte dei datori di lavoro verso i dipendenti?

Quando esiste un allineamento dei valori aziendali tra datori di lavoro e dipendenti, credo che strumenti come Twitter siano ammissibili e soprattutto produttivi. Di certo non tollero abusi e qualsiasi accesso a Internet durante le ore di lavoro, che non abbiano a che fare con il ruolo ricoperto in azienda.

Il mio punto è ben altro. Tony Hsieh CEO di Zappos usa Twitter ogni giorno e non solo consente, ma addirittura incoraggia i suoi dipendenti ad utilizzarlo. Hesieh, capisce che i suoi collaboratori possono creare, ma anche distruggere il brand aziendale senza utilizzare gli strumenti informatici messi a disposizione dall’azienda.

twitter-ceo-zappos

Perché le email si e Twitter no? Cosa cambia tra i due strumenti?

Molte aziende temono l’uso dei social network. Twitter è un potente strumento di comunicazione che consente ai dipendenti di interagire con i clienti in maniera differente, rispetto la posta elettronica.

Che cosa succede se un dipendente inviasse un e-mail inopportuna? Certo, questi sono rischi reali, ma non sono sufficienti per vietare la posta aziendale ai propri dipendenti. In azienda, quanti hanno bisogno di comunicare con i clienti?

In fondo, si tratta pur sempre di comunicazione

E’ giunto il momento che le aziende scettiche imparino a utilizzare Twitter. Le aziende come del resto per il blogging generale, devono orientare i propri dipendenti verso un uso appropriato e necessario dello strumento, possibilmente attraverso una policy aziendale.

In questo modo, i collaboratori sapranno cosa scrivere e cosa non pubblicare, evitando il rischio di perdere il posto di lavoro.

Le aziende non dovrebbero ostacolare i dipendenti ad utilizzare gli strumenti di comunicazione contemporanei. La verità è che non si può impedire loro di utilizzarli definitivamente. Basta guardare la situazione in Iran e la diffusione di notizie tramite Twitter.

Conclusione

I cittadini medi, utilizzano Twitter per comunicare al mondo ogni tipo di eventi. Il governo iraniano in questo caso, non ha potuto fermare l’ondata di news trapelate attraverso il social network.

Ora un’ultima domanda: Su cosa si basa la vostra comunicazione aziendale?

Alessandro Cosimetti

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

There are no comments yet. Be the first and leave a response!

Leave a Reply

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.

Trackback URL http://www.bloginazienda.com/2834-vietare-twitter-in-azienda/trackback/