I ghostwriter sono scrittori professionisti ingaggiati per scrivere articoli, libri, discorsi d’attribuire ufficialmente a un’altra persona. Le celebrità e i politici sono soliti ricorrere a questo stratagemma.
Quindi potremmo considerare anche la figura del ghost blogger aziendale.
Una delle domande più frequenti dopo l’avvento del blogging è stata la spinosa questione di sapere se un CEO dovrebbe scrivere i post del blog aziendale, o delegare appunto un ghost blogger.
Personalmente sono nettamente a favore del primo: i blog sono la voce umana e richiedono la partecipazione personale.
Nella blogosfera, ci sono alcune interessanti discussioni su questo argomento.
Sfavorevoli al ghost blogger: nessun inganno e niente fumo negli occhi!
Sono coloro che pensano che un “fantasma” sia una terribile idea soprattutto dove è particolarmente richiesta la comunicazione aperta nel blog.
Con un autore autentico, tutti saprebbero che quello che leggono sono veramente parole scritte da “quel blogger”.
Diversamente c’è la percezione di gettare fumo negli occhi di chiunque si soffermi a leggere il blog, mentre la reputazione rischia di venire seriamente danneggiata, qualora venisse scoperto l’inganno.
Favorevoli al ghost blogger: non tengono conto della componente emotiva del cliente
Coloro che sono favorevoli al ghost blogger, ritengono che il blog aziendale sia un’espressione collegiale e non personale. Il lettore non dovrebbe aspettarsi che la voce aziendale parli in maniera umana.
Per questo motivo la linea editoriale del blog aziendale dovrebbe orientarsi verso una comunicazione decisamente formale. La sua nascita, comporta sistematicamente il fatto che vi sia una mentalità aziendale.
Per gli estimatori dei ghost blogger, il blog aziendale non è personale, in quanto dovrebbe informare e non coinvolgere.
Considerazioni personali sul ghost blogger aziendale
Personalmente resto convinto che l’azienda debba assolutamente sviluppare una voce umana attraverso il blog. La mia idea di blogging aziendale va di pari passo con un ampliamento del numero di canali con cui instaurare conversazioni dirette: Facebook, Linkedin, YouTube, Twitter e altri social media.
Per esempio, se siete alla ricerca di specifiche caratteristiche di un prodotto, un blog probabilmente non vi verrebbe incontro a differenza di una scheda tecnica presente in un sito (volendo mediante i link si possono mettere in relazione entrambe le cose).
Tuttavia, vi è anche la possibilità che le persone all’interno della società possano fornire al cliente prospettive umane di grande impatto emotivo.
In fondo come ho affermato più volte, il blog aziendale è un eccellente strumento con cui incrementare gli ordini, perché riesce a vendere senza vendere.
Alessandro Cosimetti
And I’d agree – as long as you disclose, there’s no perception of pulling the wool over anyone’s eyes and your risks of reputation damage when you’re found out (there will be nothing for anyone to find out) are minimal. E io concordo – finché divulgare, non c’è la percezione di tirare il fumo negli occhi di chiunque e la tua reputazione rischi di danni quando si è scoperto (non ci sarà niente per nessuno per scoprire) sono minime.
Whether it’s an effective form of communication and relationship-building is another matter entirely. Sia che si tratti di una efficace forma di comunicazione e rapporto edificio è completamente un’altra questione.



