E’ notizia di oggi, la penalizzazione, o presunta censura subita dal blog di Beppe Grillo. Per chi ancora non lo sapesse, il blog del popolare comico genovese è tra i più visitati e conosciuti dell’intera blogsfera.
Quando uno spazio di condivisione come un blog, raggiunge dimensioni di quello di Grillo, il potere mediatico che acquisisce è enorme.
Con un semplice blog, di soli tre anni, Grillo è riuscito a tallonare il potere della stampa italiana e a raccogliere in piazza milioni di persone provenienti da tutta Italia. Se questo non è potere!
Questa mattina il comico sul suo blog, ha pubblicato un articolo dal titolo “La censura morbida di Google Italia” in quanto sul noto motore di ricerca, ultimamente è stato applicato un “aiuto” nelle ricerche.
In pratica inserendo una lettera, il motore ci offre immediatamente delle soluzioni di ricerca. Così ad esempio se scriviamo il termine “beppe” Google ci suggerisce come parole di ricerca tutta una serie di personaggi più o meno noti ma non il comico genovese – e quindi il suo blog.
La cosa assurda, sta nel fatto che Grillo è l’amministratore del blog più popolare d’Italia. Forse una semi censura?
Non sta a me giudicarlo, quello che invece voglio sottolineare è come un blog abbia grandi possibilità di divenire uno strumento mediatico di grande impatto e coinvolgimento. Proprio ciò di cui ha bisogno un’azienda!
Alessandro Cosimetti




Non hai capito la filosofia americana
Gli americani non ti giudicano, non parlano male di te, TI CANCELLANO e cosa grave non ti danno nessuna spiegazione, e di conseguenza non ti puoi difendere.
Basta pensare alla GUERRA FREDDA, a vari EMBARGHI nei confronti di diversi stati ed altro.
Se Google di cancella da Adsense non da spiegazioni, ti toglie e basta, anche se la colpa e di qualcun altro.
Chiaro il concetto?
Francesco Martino
Ciao Francesco,
concordo con il tuo commento ma non capisco su cosa basi la mia idea sulla filosofia americana.
Nel mio articolo mi focalizzo sul potere che può acquisire un blog.
Ciò che ha scelto Google con Grillo (qualora fosse vera censura) non mi interessa.
Alessandro
Non ho detto che tu basi la tua idea sulla filosofia americana, ma che gli americani e in questo caso Google che ragionano in quel modo e quindi cancellano le persone dalla loro vita.
Sai quante persone parlano male di Google, di Adwords ed altro?.
Prova a farti un giro e vedrai.
—— >>>>> Francesco Martino
@Francesco: Si, Google non è ben visto da tutti e credo a che per quel senso di onnipresenza che ha ottenuto sul web.