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Il Buono, il Brutto e il Cattivo del corporate blogging

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Il blog aziendale, nonostante sia uno strumento potente, comporta spesso dei rischi. Senza una corretta gestione potrebbe danneggiare l’immagine aziendale.

Diamo uno sguardo a tre esempi di buono, brutto e cattivo nel mondo del corporate blogging.

Il blog aziendale buono: un misto tra il personale e il professionale

Questo tipo di blog aziendale si trova in equilibrio tra l’essere personale e professionale. Se fatto bene, il risultato è un blog di successo capace di costruisce un solido rapporto con il pubblico.

Consentono ai loro dipendenti blogger di gestire i post in maniera trasparente. Il risultato è particolarmente gradito nella comunità dei blogger. I lettori si sentono legati con l’azienda e percepiscono un aspetto più umano nella società.

Il blog aziendale brutto: unico interesse la vendita dei loro prodotti e servizi

Sul Web ci sono molti esempi di corporate blogging andati a male. Questo avviene quando la blogosfera presto scopre che l’azienda ha solo interesse nel vendere i propri prodotti o servizi. Non risponde ai commenti (peggio ancora li nega) scrive di rado, usa un linguaggio burocratese.

Risultato finale: il totale disprezzo.

Non cercate mai di fingere di essere quello che poi in realtà non siete. Gli utenti e i clienti si ritorceranno contro.

Il blog aziendale cattivo: non si cura di migliorare il servizio ai clienti e pensa soltanto a denigrare la concorrenza

L’azienda mostra già dei problemi di servizio al cliente e scarsa volontà di migliorare le cose. Sul blog non consentono osservazioni o critiche ma soltanto commenti positivi che di solito non giungono mai.

In assenza di quest’ultimi pubblicano finti commenti sul blog. Sono perennemente concentrati sulle polemiche invece di affrontare tutte le questioni chiave per l’azienda.

Dedicano parte dell’attività di blogging nel denigrare l’operato della concorrenza.

Se avete problemi con il servizio clienti, un blog non può essere l’idea migliore. Non dovreste aprire l’azienda al pubblico, fino a che non risolverete i vostri problemi.

Invece di migliorare l’immagine aziendale, si finisce per rafforzare la “cattiva pubblicità”.

Conoscete dei casi specifici di buono, brutto e cattivo corporate blogging? Provate a dare un’occhiata ai case study da me realizzati.

Alessandro Cosimetti

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

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