
Come per il blog della Fiat Bravo anche l’Alfa Romeo propone il blog dell’Alfa Mito. Parliamo quindi di un blog aziendale creato appositamente per un prodotto specifico.
L’idea di scrivere questo articolo nasce dai commenti presenti su un altro post dal titolo Gestire le ralzioni con i clienti attraverso il blog aziendale dove a quanto pare il fantomatico Neck (vedi i commenti) ne è il creatore (la cosa andrebbe verificata).
Chiusa questa breve premessa, passiamo al blog.
Sono utili gli effetti flash per un blog aziendale?
Allora, tramite motore di ricerca con il termine “blog Alfa Mito“ accedo alla risorsa online. Sinceramente fatico non poco a capire se effettivamente non abbia sbagliato nel cliccare. La prima cosa che noto è un lungo effetto flash a mio avviso davvero inutile per un blog aziendale o privato che sia (la risorsa è costruita mediante il software Joomla).
Una musica assordante ed effetti da video game accolgono (si fa per dire) l’utente. Riflettendo, capisco come molte aziende di un certo calibro (ad esempio l’Alfa Romeo) vengano facilmente abbindolate da questi effetti che sul piano dell’usabilità, della SEO, copywriting e della comunicazione in generale, lasciano il tempo che trovano.
Intuisco che sia un blog più che altro dal logo con su scritto: Mito The Official Blog.
Dando un’occhiata alla home, non trovo un elenco di categorie, un archivio dei mesi, tag cloud (all’interno), ne tanto meno articoli che diano appunto l’idea di trovarci su di un blog.
Le uniche indicazioni che troviamo sono in basso (per errore ho riproposto la home e mi sono cibato nuovamente la musichetta e gli effetti psichedelici) con una sorta di categorie: Brand, Tecnologia, Sportività, Design.
Tra l’altro accedendo alla home non possiamo cliccare nessuna risorsa senza subirci musica, flash e compagnia bella tassativamente incluse.
L’aspetto positivo del blog dell’Alfa Mito
Ora non voglio fare la parte del cattivo evidenziando solo i difetti. L’aspetto che più mi piace del blog Alfa Mito è la linea editoriale. Il linguaggio utilizzato è molto confidenziale e assolutamente non burocratese (chissà perché Neck ha aperto i suoi commenti parlandomi dell’importanza del linguaggio aziendalese, mah!)
Deduco che i blogger siano molteplici, e che l’azienda dia spazio anche agli appassionati (alfisti) che tramite registrazione e successivo login postano i loro articoli (prove su strada, impressioni, showroom, etc.).
Ripeto, trovo sia una linea editoriale molto interessante ed efficace ma che non necessita degli effetti flash di cui abbiamo parlato prima. Basta una semplice piattaforma Worpdress, una grafica attinente e massima usabilità web (Jakob Nielsen insegna!).
La community degli alfisti
Il solito Neck (vedi sempre i commenti sul post citato all’inizio) attribuisce l’alto numero dei commenti dei post, al suo lavoro (ripeto, bisognerebbe verificarne la paternità) quando in realtà tale successo non è relegato agli effetti flash che lui difende a spada tratta.
Gli alfisti come i ducatisti (vedi il blog della Ducati Moto) sono una community già esistente nel mondo off-line e consolidata ancora prima dell’avvento dei blog. Quindi, in questo caso non stiamo parlando di “creazione” di una comunità, ma bensì di “trasferimento” di essa sul Web.
In pratica, quello che si è fatto è dare a una tribù (per capire questo concetto ti consiglio di leggere il libro di Seth Godin) uno spazio interattivo con cui portare avanti la loro passione e “missione”.
L’aspetto SEO del blog dell’Alfa Mito
Senza entrare in discorsi troppo complessi, mi soffermerò sugli aspetti basilari della SEO del blog dell’Alfa Mito. I permalink vengono trascurati in quanto le url dei singoli articoli non sono ottimizzate: mancano in particolar modo le keywords principali del post, eventuali tag e categorie.
Dalla sorgente della pagina principale noto anche un uso inappropriato dei meta tag.
La tag description riporta:
"Vuoi essere tu a svelare per primo la nuova Alfa MiTo? Partecipa al blog ufficiale e diventa protagonista dei video che la faranno conoscere al mondo!"
la tag title:
"Alfa MiTo Blog - Blog ufficiale Alfa Romeo MiTo"
mentre la tag keywords:
mito, alfaromeo, junior, 8c, Cravero, De Meo, Marchionne, Perosino, Meet, incontra, anteprima, AlfaMitoBlog, Alfa Romeo, Alfa Mito, Blog Alfa, Alfa MiTo, MiTo, Alfa Junior, 955, Alfa 955, Design Mito, Design MiTo, Mito Blog, MiTo Blog
In pratica quest’ultima tag riporta una sfilza di termini (davvero eccessivi) che non vengono citati minimamente nella description, ne tanto meno nel title. E’ un chiaro errore di scarsa dimestichezza con la SEO.
A questo punto sarei curioso di sapere se sul blog venga eseguita un’attività di analisi web.
Altro aspetto da curare è la formattazione dei testi dei vari post. Dando uno sguardo noto che ci sono articoli scritti con un carattere ed altri che ne usano un altro.
Nota questo post:
e dai un’occhiata a quest’altro (stessa categoria “Brand”).
Conclusione
Il blog funziona, sul piano dell’aggregazione di una comunità di appassionati, ma come ho spiegato prima, tale successo non è assolutamente relegato agli effetti flash che propone la home in maniera davvero invasiva.
Amazon non fa uso di effetti flash, tantomeno Facebook e Twitter eppure il loro strapotere è sotto gli occhi di tutti!
Se diamo uno sguardo al blog della Ducati Moto, non troviamo niente di tutto ciò, eppure ogni post gode di grande partecipazione (capito Neck?).
Gli effetti flash devono essere utilizzati per scopi differenti, ma non per un blog che deve conseguire obiettivi ben specifici. Per l’azienda sarebbe un grosso risparmio che non intaccherebbe minimamente i risultati e le performance della piattaforma di blogging.
Alessandro Cosimetti
Rettifica post del 12 settembre 2009
Sempre dai commenti del post Gestire le ralzioni con i clienti attraverso il blog aziendale, Neck ammette di non essere il creatore del blog dell’Alfa Mito. La cosa non mi stupisce, infatti più volte ho manifestato i miei dubbi sulla paternità dell’opera sia nel post che nei commenti.
Il tizio voleva semplicemente alimentare la discussione, cercando di stuzzicarmi e denigrare il lavoro svolto su questo blog. Anche se gli ho chiesto cortesemente di mostrami i suoi lavori (blog) con lunghi e insensati giri di parole evita continuamente l’argomento.







Beh gli effetti in flash possono essere appunto… "'d'effetto!"… però appesantiscono le pagine e le rendono qualcosa di diverso dall'HTML, probabilmente non ben processabile dai motori di ricerca.
Io preferisco non utilizzarlo anche se ammetto che si possono realizzare veramente delle cose belle.
@Lorenzo, si l'impatto è bello ma non è un elemento essenziale per il blogging.
Poi certo, il cliente si vede questo "kolossal" senza andare al cinema e dice: "Che figo!"
Non sapendo che alla fine quello che conta è il contatto umano. Altrimenti, che lo apriamo a fare questo blog?
Però non bisogna mai sottolineare che anche l'occhio vuole la sua parte! Se vedi una bella donna passare forse non ti giri?
E in effetti quel che deve colpire un ipotetico cliente della macchina è proprio "la bellezza esteriore" in primis. Soltanto dopo, se questa piace e colpisce, si legge la scheda tecnica per sapere quanto è potente l'auto. No?
Quindi forse a volte è utilissimo per fare marketing, nonostante flash mi piaccia poco.
@Lorenzo, per le immagini e il flash ci sono i siti e l'Alfa Romeo come del resto le altre case automobilistihe ne hanno uno.
Il blog ha tutt'altro scopo. Quello della Mito oltretutto nasce con lo scopo di aggregare ancora di più gli "alfisti" che già conoscono e apprezzano l'auto.
Quindi qui (nel blog intendo) devono entrare in gioco altri meccanismi.
Per tutto quello che hai giustamente scritto, c'è il sito aziendale.
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