Le scottanti rivelazioni di un valoroso Corporate Blog Consultant



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Nel dicembre del 2008, aprii “Blog in Azienda” per parlare esclusivamente di corporate blog.

Con un’esperienza di 8 anni all’interno del re-marketing di una delle più note multinazionali di autonoleggio e la mia inaspettata e casuale passione per il blogging, cominciai a girovagare per la blogosfera in cerca di blog aziendali.

Non ce ne sono molti: qualcuno è improvvisato e spesso creato su piattaforme gratuite (ad esempio Blogger) altri invece sono supportati da collaborazioni con web agency.

Su quest’ultimo aspetto avrei da dire qualcosa, o meglio, non sempre il risultato finale mi soddisfa (parlo come lettore) nonostante la presenza di esperti del settore.

Fino ad oggi, ho recensito quelli che sono i blog aziendali dei brand italiani più conosciuti. Puoi trovarli nella categoria case study, o se preferisci, leggere qui di seguito l’elenco di quelli analizzati fino ad oggi:

Hai visto qualche case study in particolare tra quelli sopra elencati? Certo, qualcuno non è un brand conosciutissimo, ma è anche vero che in Italia il cerchio delle aziende che adoperano il blog è decisamente ristretto.

Tornando al discorso delle aziende che hanno aperto un blog sotto le direttive di qualche web agency, come ti dicevo, spesso i risultati deludono le aspettative. Ora, non dico che siano da buttare, ma determinati aspetti non vengono curati minimamente: formattazione, linea editoriale, SEO, link popularity, etc.

Allora mi chiedo, qual’è…

Il perfetto Corporate Blog Consultant

Diciamo innanzi tutto che molte web agency seguono le aziende nell’apertura del blog per poi lasciarle in balia di dubbi e problematiche tecniche. Sinceramente non capisco come si possa pretendere che un’azienda impari a bloggare nel giro di qualche settimana.

Il Web è una realtà in costante evoluzione: quello che funzionava a meraviglia ieri, oggi ha perso quasi tutto il suo valore.

Oltretutto, ci sono i social network ancora da capire, analizzare, testare, adattare. Insomma, davvero basta fargli trovare la piattaforma installata per lanciarle nella blogosfera?

Non stupiamoci poi se a causa di qualche web agency poco onesta, ci tocca fare i salti mortali per riconquistare la loro fiducia.

Il ruolo del consulente per un’azienda che vuole aprire un blog aziendale

Partiamo da un presupposto: prima ancora di aprire un blog aziendale bisogna formulare assolutamente gli obiettivi. Soltanto dopo possiamo delineare la linea editoriale. Che facciamo, partiamo a scrivere senza logica? Buttiamo giù un paio di cazzate tanto per riempire il blog?

Ed ecco che la figura del consulente aziendale comincia a farsi sentire. Anche i dirigenti che ricoprono un ruolo in azienda da oltre 20 anni, davanti alla tastiera, immancabilmente ti chiedono: «E adesso, cosa ci scriviamo?»

La cosa si fa ancora più tragicomica quando entriamo nel discorso della frequenza con cui pubblicare gli articoli. In questo caso bisogna fare molta attenzione a non farsi scappare di bocca la frase: «L’ideale per i primi tempi, è scrivere almeno 5 post a settimana».

Non so te, ma in quasi tutte le mie consulenze, rischio di assistere a un infarto. Possibile che la vostra azienda, che tanto decantate come leader del settore, non abbia nulla da raccontare?

Diffidate dei consulenti aziendali che non si fanno vivi

Ecco fatto. L’azienda ha firmato il contratto per una collaborazione annuale, ora sto a posto per i prossimi 12 mesi.

«E no caro mio, ora che hai firmato, non dico di vederti tutti i giorni, ma almeno fammi sentire la tua presenza».

Beh, se fossi un’azienda, seppur non utilizzando questi termini, prima di firmare il contratto farei un discorso di questo tipo al consulente (o web agency). Anzi, ti dirò di più, metterei tutto nero su bianco.

Forse sono io che sono un rompipalle di natura, ma se seguissi un’azienda che non pubblica un post da più di tre giorni, alzerei il telefono (meglio sarebbe Skype) e direi al mio referente aziendale: «Cosa state combinando? Sono tre giorni che non leggo nulla sul vostro blog!».

Il consulente aziendale non va in vacanza

Ora non fraintendermi, non dico di offrire un’assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, cavolo, anche noi dovremmo pur vivere la nostra vita privata.

Quello che intendo, è che il lavoro del blog è costituito da una parte visibile (articoli, banner, immagini, pulsanti, ecover, ect.) e da un’altra invisibile di estrema importanza: ottimizzazione della piattaforma, gli elementi del posizionamento organico, la risoluzione di eventuali problematiche tecniche, penalizzazioni, statistiche, analisi del traffico, etc.

Insomma, il consulente aziendale (o web agency, preciso nuovamente) deve mettere mano sul blog almeno una volta al giorno. Per non parlare poi, della consultazione di risorse di enorme utilità come ad esempio gli strumenti per webmaster di Google.

Proprio questo aspetto è quello che manca in primis nella gran parte dei blog che ti ho elencato prima.

Il bravo consulente, non potrà mai esservi di aiuto senza vivere l’azienda da dentro

Come posso dare consigli sugli argomenti da trattare, promuovere iniziative, far emergere la personalità dell’organizzazione senza mettere piede dentro l’azienda?

Certo, capisco come la cosa possa risultare complessa quando le distanze non lo permettono, ma è anche vero che non serve neanche passare tutti i giorni insieme per comprendere le dinamiche aziendali.

Personalmente non accetto mai incarichi da società che non condividono questo aspetto. Non è certo per ficcare il naso in affari che non mi riguardano, ma non riesco a vedere il blogging aziendale come un freddo editoriale con cui fare della semplice promozione.

Il cliente vuole conoscere e vedere in faccia le persone a cui sta affidando i propri soldi. Il contatto umano in un’epoca in cui ci si fida sempre meno delle organizzazioni e dove ancora regna la diffidenza su Internet, assume un ruolo estremamente importante.

Ed ecco che una volta compreso questo aspetto possiamo sbizzarrirci con i video, le foto, gli aneddoti, i racconti. Soltanto così possiamo far vivere il processo creativo che porta alla nascita di un prodotto. Soltanto in questo modo rendiamo partecipe il cliente che non si sentirà più come un semplice “pollo da spennare”.

Viviamo l’azienda, seguiamola nelle fiere, nei convegni, durante le conferenze stampa. Entriamo negli uffici, coinvolgiamo i collaboratori, e umanizziamo gli amministratori (arduo compito).

E’ difficile, lo so, non dimenticarti che ho lavorato presso una multinazionale. :-)

Conclusione e confessione

Questo lungo post è un piccolo sfogo, quasi necessario che nasce dopo aver seguito – e consigliato – per mesi, una grossa azienda (non chiedermi il settore perché sarebbe come fare il nome). Quest’ultima alla fine ha scelto di continuare a spendere cifre assurde per portare i soci a Sharm El Sheikh per una settimana o per garantirgli l’abbuffata annuale durante la cena aziendale di Natale.

Alessandro Cosimetti

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?





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4 Responses to Le scottanti rivelazioni di un valoroso Corporate Blog Consultant
  1. Lorenzo
    ottobre 30, 2009 | 11:44

    A me piacerebbe tantissimo lavorare nel campo pubblicitario e nel campo dei blog. Ho provato a cercare un po' su internet ma non si trova niente.

    Bloggare mi piace un sacco e secondo me, in certe situazioni potrebbe essereuno strumento comunicativo potentissimo ma ancora non sfruttato dalle aziende.

    I tuoi post sono molto interessanti. Li seguo con piacere cercando di estrapolare trucchi del mestiere ;)

    • Alessandro Cosimetti
      ottobre 30, 2009 | 13:19

      @Lorenzo, si è vero: come impiego lavoratico è difficile trovare occupazione, se intendi annunci di lavoro. L'alternativa sarebbe mettersi in proprio (partita iva) o in società (fiduciaria, ect).

      Il blog risolverebbe molti problemi e soprattutto farebbe risparmiare un mucchio di denaro a molte aziende. Lo dico ormai da tempo qui, su questo blog, ma non sono neanche il primo che lo sostiene. :-)

      Grazie per i complimenti. Ormai "Blog in Azienda" è diventato per me quasi una "missione". ;-)

  2. DanielSan
    ottobre 30, 2009 | 14:57

    @Alessandro:

    Come non darti ragione!

    L'articolo è completissimo e sviscera molti degli aspetti che le aziende, grandi o piccole che siano, dovrebbero seguire per ottenere il vero e proprio successo sul web, attraverso quello che ad oggi è uno degli strumenti fondamentali, il blog!

    Come hai giustamente detto tu, la colpa non è solo delle aziende ma anche di consulenti, a mio parere il più delle volte improvvisati, che non sanno seguire professionalmente un progetto, che non sanno cosa sia un obiettivo e se lo sanno, non sanno come portarlo a termine.

    E' vero anche però che alcune volte, e lo dico per esperienza, se il consulente è troppo disponibile, tu gli dai un dito (con tanto di preventivo e contratto) e loro si prendono tutto il braccio (ovvero ti ritrovi a fare un sacco di lavori extra).

    Grande Alessandro! ;-)

    @Lorenzo:

    se ti posso dare un consiglio, apriti uno, due, tre, dieci, cento blog in cui parli di argomenti che ti appassionano senza doverti aprire per forza P.Iva o simili. Man mano che bloggerai i visitatori ti vedranno sempre più come un "opinion leader" e inizieranno ad arrivare le prime richieste di contatto per qualche lavoro. All'inizio puoi fare tutto con ritenuta d'acconto, ma mi raccomando non perdere mai di vista i tuoi obiettivi!

    • Alessandro Cosimetti
      ottobre 30, 2009 | 17:20

      @DanielSan, è vero come spesso le aziende diano per scontato che, dandogli la disponibilità, possano fare ogni tipo di richiesta.

      Certo, in Italia sarebbe comunque un'eccellente risultato. Come abbiamo più volte ripetuto, avviene esattamente il contrario.

      L'equilibrio, come tutte le cose resta sempre la migliore delle soluzioni.

      Se ti raccontassi quello che avevo offerto all'azienda menzionata a fine post, mi diresti "ma sei matto?!". Non tanto per il prezzo ma per tutto quello che avrei fatto alla loro azienda.

      Le web agency si limitano a fare molto, ma molto, di meno.

      Concordo sul consiglio dato a Lorenzo.

      Grazie!

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Chi sono

Dal 2000 mi occupo di marketing. Inizialmente presso una multinazionale di autonoleggio. In seguito mi sono avvicinato al Web. In particolare mi sono appassionato di corporate blogging. Gestisco un blog personale e il blog aziendale della GenesiSaw.






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