Perché mai non dovremmo aprire un blog aziendale?
I social media sono apparsi perché le persone hanno cominciato a parlare tra di loro online. I consumatori possono creare contenuti senza bisogno dell’intermediazione dei media e di conseguenza sono liberi di pronunciarsi sui prodotti, marchi, e diffondere opinioni e idee sulle società.
I consumatori si aspettano chiaramente che le imprese conducano un dialogo on-line con loro. Aziende come Dell, Comcast e Zappos hanno compreso cosa significhi entrare in contatto con una società nella maniera più semplice.
Invece di chiamare un call center, il consumatore può scrivere semplicemente un commento sul blog, aggiornare Facebook, o Twitter.
Per scrivere bene attraverso questi mezzi di comunicazione sociale non serve essere uno scrittore o un copywriter creativo. Le abilità necessarie per avere successo, sono la capacità di ascoltare, essere empatico, ammettere i propri errori e – se necessario – prendere posizione sul fatto che il cliente non sempre ha ragione.
Nel mondo on-line, il buon scrittore è ampiamente superato dal buon conversatore.
È ironico come gli stessi elementi, nati per raccontare la storia di una società (pubblicità e comunicazioni aziendali) non rappresentino la capacità umana di dialogare dell’azienda.
Le organizzazioni che parlano con i clienti attraverso il Web, si accorgono di come ci siano un sacco di storie interessanti da ascoltare.
Se disponete di una cultura aziendale che non permette ai dipendenti di rivelare troppe informazioni sulla vostra società, i blog non sono per voi. Se ci sono restrizioni o regolamenti su quali contenuti pubblicare, dovete riflettere attentamente prima di dedicarvi al blogging.
Per iniziare a bloggare in azienda, dovete essere più aperti, disposti ad accettare le critiche, e discutere di eventuali problemi che insorgono con i clienti. Se non siete in grado di integrare la partecipazione, come parte della vostra cultura aziendale, il blogging non è una buona soluzione.
Se vi ostinate a bloggare senza rispettare questi punti, potreste pregiudicare l’immagine della vostra azienda. In questo caso, forse è meglio non aprire un blog aziendale.
Alessandro Cosimetti



