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Google è cattivo? Il nuovo Country Manager lo difende sul suo blog personale

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Il blog di Stefano Maruzzi, nuovo Country Manager di Google Italia

In passato abbiamo discusso sull’utilità dei blog dei CEO cercando di capire quale potessero essere i vantaggi riscontrabili da questa scelta. Ripeto nuovamente la domanda che feci a suo tempo, quando chiesi: «E’ giusto che i CEO utilizzino un blog? E come dovrebbe essere questo blog? Collettivo, generale di tutta l’azienda o addirittura personale?».

Una domanda del genere in Italia sembrerebbe avere un risposta scontata: «No, i CEO non devono bloggare!».

Perché? Beh, in effetti me lo chiedo anche io, ma essendo di parte (diversamente non avrei aperto questo blog) posso soltanto calarmi nei panni dei NoBlogForCEO ed elencare qualche (de)motivazione:

  • il CEO non deve esporsi, è troppo “vulnerabile” agli attacchi dei media.
  • gli investitori potrebbero male interpretare le sue parole.
  • i dipendenti potrebbero stizzirsi nel vedere il loro rappresentante non rappresentarli a dovere (scusate il gioco di parole).
  • il suo blog (o post) potrebbe ricevere dei commenti spiazzanti, nati soltanto con l’intento di metterlo in difficoltà.
  • i clienti potrebbero accanirsi su di lui come capro espiatorio delle inefficienze aziendali.
  • i suoi collaboratori possono mal vedere la sua duplice personalità: buono sul blog, “bastardo” in azienda (anche questo aspetto va considerato).

Ne avrei ancora tanti altri da elencare, e devo dire che sono molti gli elementi a sfavore della scelta di far bloggare il CEO ma nonostante ciò, sono un fautore del blog dell’amministratore delegato.

Anche Google sembrerebbe essere di questo avviso con la nomina di Stefano Maruzzi come Country Manager. Ma cosa centra questo con il blog del CEO?

Maruzzi ha un suo blog personale, aperto ad agosto di quest’anno dove tratta argomenti sul mondo della tecnologia e dei media. Sarà quindi interessante vedere come verrà gestito e, soprattutto, se avrà vita lunga (qualcuno sul Web già nutre dei dubbi sulla longevità del blog).

Addirittura qualche blogger si chiede come mai sia ancora presente su WordPress invece che Blogger come tutti i blog di Google.

A parte commenti di questo tipo, credo sia davvero interessante vedere come la figura di spicco di una grossa azienda e realtà del Web, riesca a conciliare i suoi impegni con il blogging. Tra l’altro, vi ricordo che abbiamo a che fare con un blog personale e non del tutto aziendale, anche se gli argomenti trattati vertono sull’attività lavorativa del blogger.

Forse il suo post del 29 novembre “Google il cattivo” lascia presagire la futura linea editoriale del suo blog?

Alessandro Cosimetti

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

2 Responses to Google è cattivo? Il nuovo Country Manager lo difende sul suo blog personale
  1. Lorenzo
    dicembre 9, 2009 | 16:22

    Beh una persona, al di là del suo lavoro, non può avere delle proprie idee? Secondo me potrebbe pure essere un’arma in più il blog personale di questo tizio: certo dovrà stare attento a quel che scrive ma, credo, a questo, visto che è stato assunto da Google i suoi interessi professionali/personali saranno certamente a favore di Google e non contro. Gusto? :)

    • Alessandro Cosimetti
      dicembre 9, 2009 | 18:32

      @Lorenzo, la penso esattamente come te. Sono per la comunicazione aperta, indifferentemente dalla posizione ricoperta in azienda.

      Mi auguro riesca a dare un contributo sincero e non condizionato dal "datore di lavoro". :-)

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