Dato che i blog nelle aziende vengono utilizzati per comunicare, ascoltare e rispondere ai clienti, spesso ci si chiede se gli amministratori delegati debbano bloggare.
In realtà questo è argomento che ormai da tempo suscita molte discussioni.
C’è chi parla di eccessiva esposizione ma anche chi ne elogia la trasparenza. Vediamo qui di seguito gli aspetti che contraddistinguono le due scelte.
Gli amministratori delegati non devono bloggare
- I CEO (amministratori delegati) di una società per azioni, bloggando potrebbero sottoporre ogni loro parola ad un’analisi per trovarvi dei significati nascosti
- La stampa, gli analisti e gli investitori, potrebbero leggere i loro post per ricavarne informazioni riservate sulle reali condizioni finanziarie dell’azienda
- Esporsi troppo, comporterebbe il rischio di svelare qualche strategia commerciale futura
- Evitare i rumors (voci di corridoio) capaci di scuotere il titolo dell’azienda sul mercato azionaio
Gli amministratori delegati possono bloggare
- Quando cercano di rinfrescare l’immagine dell’azienda senza eseguire troppi capovolgimenti sulla struttura tecnica dei sistemi informatici
- Quando sono consapevoli che bloggare è più che altro un atteggiamento mentale piuttosto che uno strumento o una tecnologia
- Per ottenere un’immagine più trasparente di se stessi e dell’azienda mostrando consapevolezza delle proprie capacità
- Per far emergere la personalità e le doti di leadership
- Per mostrarsi credibili, affidabili, leali e godere della fiducia dei propri collaboratori favorendo lo spirito di squadra
- Quando vogliono dimostrare di avere una vision ossia la capacità di guardare lontano sapendo quali sono gli obiettivi finali da raggiungere.
- Per migliorare le doti comunicative sia nell’esprimersi che nella capacità di ascoltare e comprendere in modo attivo
Gli amministratori delegati che si trovano nel dubbio se aprire o meno un blog, solitamente prendono tempo. Effettivamente, adottare l’atteggiamento di rimanere “in attesa degli eventi” non ha senso.
Il 26 ottobre del 2004 Seth Godin, noto autore e imprenditore, scrisse sul proprio blog, un articolo dal titolo “Beware the CEO blog” dove fissava gli standard del blogging per gli amministratori delegati.
Nel suo post, scrisse che i blog efficaci si basano su:
- Candore
- Urgenza
- Tempestività
- Sinteticità di linguaggio
- Disparità di opinioni
- Utilità
Chiaramente il suo era anche una provocazione perché una volta elencate, domandava: «Secondo voi, queste sono le caratteristiche di un CEO?»
Secondo lui, se almeno quattro caratteristiche su sei, non sono presenti, allora sarebbe meglio non scomodarsi. In sintesi, secondo Godin i CEO non sarebbero così adattai per bloggare.
E’ anche vero che se gli amministratori delegati hanno il giusto temperamento, se amano scrivere, se hanno qualcosa da dire e sono alla ricerca di una comunicazione onesta, allora in questo caso possono – e devono – bloggare.



