
Quando incontro nuove persone, trovo sempre una certa difficoltà nel raccontargli cosa faccio per vivere. Come sai, tra le mie attività di consulenza, c’è anche il blogging aziendale.
Proprio su questo, voglio raccontarvi un aneddoto che si ripete ad ogni nuova conoscenza.
Quando mi chiedono quale siano le previsioni del mio lavoro per il 2010, gli rispondo che secondo il mio punto di vista il business blog si diffonderà anche in Italia e che al momento sembra esserci un interesse crescente per i social media.
In quei momenti, noto nello sguardo delle persone con cui converso un totale disorientamento.
Molte di loro ad esempio, fanno un grande uso dei blog. Ogni giorno ne leggono a decine ma senza rendersi conto di avere sotto gli occhi un blog.
Tempo fa, una mia amica mi scrisse «Ale, devi guardare questo sito sulla nutrizione, è troppo bello ed è lunghissimo. Caspita quanto hanno scritto!».
Sapete cosa era? Esatto, un blog!
Nonostante questo, ogni volta che mi si ripresentano questi episodi, rimango sempre molto sorpreso di come non facciano distinzione tra siti, blog, forum e social media.
Ci sono molte persone che amano tenersi aggiornati con le notizie in generale: finanziarie, politiche, commerciali, sportive, salutari, etc.
Di solito come esempio eclatante, uso sempre il blog di Beppe Grillo in quanto uno dei blogger più popolari a livello mondiale: «Avete presente Grillo? Ecco, quello è un blog con cui il famoso comico denuncia fatti ed episodi della nostra società».
Continuo subito dopo, spiegandogli che un blog è una sorta di giornale online che non richiede gli stessi costi di quelli cartacei e soprattutto permette di pubblicare immediatamente le notizie. Di solito, menziono anche i blog aziendali italiani (in parte li trovi nella categoria case study).
Poi passo in rassegna un’altra serie di blog famosi, e immancabilmente mi sento rispondere: «Sì, uno dei miei preferiti!» e ancora «Sai, dopo averlo letto, mi piace lasciare la mia opinione, leggere quelle degli altri e condividerle insieme».
Quindi, in realtà nella maggior parte dei casi, le persone che conosco sono degli avidi lettori di blog, senza nemmeno saperlo. Molto probabilmente, sono proprio questi tipi di feedback che dovremmo ascoltare quando decidiamo di avviare un blog per la nostra attività.
Le aziende dovrebbero iniziare ad esporsi, scrivere molto, leggere articoli, impegnarsi in conversazioni e creare connessioni con le persone con cui vogliono creare relazioni.
Il fatto che lo si faccia attraverso qualcosa chiamato “blog” non dovrebbe disorientarle perché è lo strumento perfetto per questo tipo di lavoro.



Ciao Alessandro, la tua frase “quando incontro nuove persone, trovo sempre una certa difficoltà nel raccontargli cosa faccio per vivere” la sottoscrivo. Ogni volta a fare esempi … Per quanto riguarda il sapere cos’è un blog, è quello che sto cercando di spiegare a molte aziende con le quali collaboro. Molte hanno l’assoluta priorità di realizzare il nuovo sito Internet e, alla proposta se hanno valutato di realizzare anche un blog, mi guardano come stessi parlando di neutrini e fisica quantistica. E allora, anche li iniziano gli esempi. E’ un destino, evidentemente. Ho scritto un post sulla relazione tra sito Web e social network, menzionando il blog come un’utile soluzione per iniziare a “credere” nelle relazioni (http://liberononprofessionista.blogspot.com/2010/01/portali-aziendali-niente-estinzione.html) e non solo più nelle vendite. Ogni tuo commento è il benvenuto.
@Riccardo, sono reazioni più che scontate ormai. E’ una questione di apertura mentale che non preclude il fatto di adottare il blog aziendale come strategia, ma quanto meno di testarne le potenzialità.