Il successo di un blog aziendale risiede nella capacità di carpire i cambiamenti che avvengono nell’ambiente circostante. Per spiegare questo concetto, mi avvalgo della scienza e della capacità di sopravvivenza dei rospi.
Ti consiglio di proseguire nella lettura, perché alla fine capirai cosa differenzia un blog da un sito statico aziendale.
La mente è alla costante ricerca di differenze
Il cervello umano pesa circa 60 volte quello di un rospo. Le facoltà cerebrali di un essere umano sono pertanto di gran lunga superiori a quelle dei piccoli anfibi.
In un’ampia zona del cervello, presiede la capacità visiva e la modulazione delle risposte agli stimoli visivi.
Nonostante il nostro cervello sia decisamente più evoluto di quello di un rospo, la maggior parte di noi non è in grado di di afferrare una mosca che gli vola accanto. L’insetto è troppo veloce e noi siamo troppo lenti.
Ma allora, come può una rospo, dotato di un minuscolo cervello, individuare una mosca, seguirla, mirarla, afferrarla con la lingua e ingurgitarla in una frazione di secondo?
Semplice. Il suo cervello è ottimizzato per la caccia alle mosche e percepisce solo gli oggetti in movimento. Diversamente, se il suo ambiente fosse caratterizzato dalla presenza di insetti morti e quindi immobili, la rana morirebbe di fame, inconsapevole di avere a disposizione riserve di cibo in abbondanza (e facilmente accessibili).
In realtà, il rospo si comporta esattamente come un utente della Rete: presta attenzione solo a ciò che cambia, ignorando l’ambiente statico.
Anche l’essere umano ricorre a questa strategia facendolo più spesso di quanto potremmo pensare. Certamente, non per catturare le mosche, ma per gestire l’enorme afflusso di dati a cui è esposto.
Ora, immagina che l’utente che naviga sulla Rete, sia un rospo che dia importanza soltanto alla dinamicità dei contenuti ignorando i siti statici privi di novità.
Quante probabilità a un blog aziendale di “nutrire” i propri lettori?
Alessandro Cosimetti





