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Perché il 60% dei tweets aziendali dovrebbe iniziare con @username?

Come usare Twitter in una strategia di marketing per generare buzz senza essere ignorati

Leggo spesso blog e forum in inglese, perché tutto ciò che viviamo nella blogosfera italiana, è già stato ampiamente vissuto fuori dai nostri confini. In America, molti clienti chiedono spesso alle aziende di inserire Twitter nei mezzi di comunicazione sociale.

In Rete ci sono un sacco di guide disponibili, ma pochi concetti base su come usare Twitter in una strategia di marketing per generare buzz.

  • L’obiettivo: Le aziende che aprono un profilo aziendale su Twitter, lo fanno principalmente per due motivi: 1) Indirizzare il traffico verso un sito o blog aziendale. 2) Convertire i passanti impegnati nelle conversazioni in clienti.
  • Il problema: Tuttavia un obiettivo non sempre è concretizzabile senza un reale interesse verso i clienti. La vostra presenza su Twitter è in grado di suscitare un seguito? Noto spesso nella micro-blogosfera come le imprese trasmettano collegamenti senza mai coinvolgere gli utenti. Questa mancanza di interesse, alla lunga porterà i potenziali clienti a ignorare anche le migliori offerte che proporrete su Twitter. Davvero pensate che coloro che usano Twitter lo facciano perché stanno cercando il modo di spendere il proprio denaro? La parola “offrire informazioni” e “risolvere i problemi” non vi dice nulla?
  • La soluzione: Ascoltate e interagite. Offrire contenuti utili non sempre è sinonimo di egocentrismo. Per quale motivo non dovreste segnalare la notizia presente su un’altra fonte che non sia di vostra proprietà? I singoli utenti sentendosi “sfruttati” dall’azienda, difficilmente scambieranno i vostri contenuti tra i loro amici. Il “virale” non avviene mai senza un valido motivo.

Il 60% dei vostri tweets aziendali dovrebbe iniziare con @username

Twitter è spesso paragonato a un cocktail party. E’ da maleducati stare in piedi sopra un tavolo e gridare alla folla chi siete. Ci sono milioni di conversazioni che si svolgono in un dato momento: ascoltiamo e partecipiamo proprio come fosse un evento sociale. Se tenete conto di quel 60% o più dei vostri tweets come conversazioni (@username), non dovreste preoccuparvi di essere considerati dei spammer.

Alessandro Cosimetti

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