Pubblicità per le aziende: Ha senso scommettere ancora sui quotidiani cartacei?



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Perdita dei ricavi pubblicitari: Il Web scalza i quotidiani cartacei

Secondo la Ocse, il 2009 è l’anno peggiore per i quotidiani dei paesi avanzati (vedi articolo su Repubblica.it: Ocse, sempre più giovani snobbano i quotidiani. Crollo della pubblicità, in Italia -18% in due anni).

Stando ai dati, si è registrata una perdita dei ricavi pubblicitari e delle vendite di copie cartacee del -30% rispetto al 2007 negli Usa. Seguono Gran Bretagna (-21%) e Grecia (-20%).

Male anche il nostro paese con un -18%.

Tra le cause principali, non solo l’attuale recessione, ma anche la diminuzione del numero dei lettori che mostrano di preferire di gran lunga il Web, molto più rapido e democratico della stampa. Con questi dati è facile capire come nel nostro paese vi sia poco interesse nel diffondere la banda larga sul territorio favorendo i quotidiani finanziati dal Governo.

Tutte le aziende che ancora oggi investono nella pubblicità in tv e sui quotidiani tradizionali con costi nettamente superiori rispetto al Web dovranno iniziare a guardare oltre la “carta” e il televisore.

Ad esempio, un blog aziendale offre benefici che un articolo su carta stampata non potrà mai garantire: coinvolgimento del lettore, raccolta dei feedback, pubblicità gratuita (posizionamento naturale), dati sul traffico in entrata e sul gradimento dei clienti.

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?





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3 Responses to Pubblicità per le aziende: Ha senso scommettere ancora sui quotidiani cartacei?
  1. [...] Ad esempio, in questi anni ho ricevuto delle offerte vantaggiose per abbonarmi a delle note riviste di settore, rimaste in vita grazie all’ignoranza di alcune aziende che spendono ancora soldi per la pubblicità cartacea. [...]

  2. Luca Fantin
    luglio 2, 2010 | 00:42

    Il problema (se cosi possiamo definirlo) è ke principalmente la caduta libera è dovuta ad un calo di lettori tra il pubblico giovane come tu giustamente evidenzi ma i responsabili d'acquisto ad oggi, e soprattutto nel nostro Bel Paese ke di certo nn aiuta i giovani a diventare indipendenti, rimangono gli over 30/35 ke sn ancora legati al cartaceo e rendono ancora appetibile il mezzo agli imprenditori ke

    sempre per le ragioni sopra menzionate sono over 40/50 e quindi storicamente legati alla clorofilla e anke se personalmente sfido i miei potenziali clienti a ricordare uno e dico uno dei trafiletti del quotidiano sfogliato in mattinata loro vanno avanti x la loro strada xkè il problema principale è il timore del cambiamento ma questa è una storia vecchia come il cucco!

    Abbandonare l'editoria completamente? Io dico di integrare ma di certo nn spendere tutto il budget sull'editoria!

    • Alessandro Cosimetti
      luglio 2, 2010 | 01:12

      @Luca, infatti, ai miei clienti consiglio sempre di scremare le risorse cartacee e tenere soltanto quelle di cui si ha un comprovato (e soddisfacente) ritorno economico. Qui però sorge un altro problema. Come valutare il roi? Meglio ancora, come strutturare un sistema che valuti il ritorno? In base a questo, possiamo fare un lavoro equo.

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Chi sono

Dal 2000 mi occupo di marketing. Inizialmente presso una multinazionale di autonoleggio. In seguito mi sono avvicinato al Web. In particolare mi sono appassionato di corporate blogging. Gestisco un blog personale e il blog aziendale della GenesiSaw.






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