La Ducati chiude il suo blog aziendale: Peccato, sono sempre i migliori ad andarsene!

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Brutta caduta della Ducati Motor Holding: Chiude il Desmoblog

E’ recente la notizia della chiusura del blog della Ducati Motor Holding.

Cosa penso? Innanzi tutto nonostante non sia un appassionato, più volte ho studiato il blog della nota casa costruttrice di moto. I loro articoli erano impostati con un linguaggio diretto, privo dei termini aziendalesi. Insomma ogni post era una piacevole discussione tra “amici ducatisti”.

Il blog della Ducati Motor Holding è stato aperto nel marzo del 2006. Rileggendo alcuni passi del loro primo articolo, vorrei soffermarmi sulle seguenti frasi:

L’idea è quella di portare i Ducatisti, che avranno voglia di leggermi, in giro per il mondo Ducati: nei reparti della fabbrica; agli eventi organizzati dei clubs; a Ducati Corse, allo sviluppo prodotto sui circuiti o più semplicemente sull’Appennino, con la mia Multistrada. Insomma, insieme a me, nel mio lavoro di tutti i giorni a guardare, chiedere, dialogare con le persone che fanno della Ducati una grande comunità di motociclisti appassionati. Con il blog continuiamo questo percorso di superamento delle barriere.

Ora, se dovessi sintetizzare il concetto di “perfetto blog aziendale” utilizzerei proprio le frasi marcate in grassetto: «in giro per il mondo Ducati» e «guardare, chiedere, dialogare con le persone che fanno della Ducati una grande comunità di motociclisti appassionati» e infine «superamento delle barriere». Questo è un blog aziendale!

Purtroppo, nel loro ultimo post di addio, leggiamo:

I tempi e gli strumenti sulla Rete però scorrono velocemente e noi cerchiamo di essere sempre al passo. Per questo abbiamo deciso di chiudere il Desmoblog: per concentrare tutti i nostri sforzi su altri spazi di conversazione.

Per “altri spazi di conversazione” chiaramente parliamo dei social media come Facebook e Twitter.

Non dico sia sbagliato usare i social media, anzi più volte ho esaltato le qualità di questi strumenti nelle strategie aziendali. Restano comunque dei punti a sfavore rispetto a un blog aziendale di proprietà:

  • i social media non sono di proprietà dell’azienda
  • a parte qualche modifica della grafica, i social media non permettono stravolgimenti sull’usabilità delle pagine.
  • le aziende sono totalmente dipendenti alla politica interna delle società proprietarie delle piattaforme di social networking.
  • i social media non garantiscono (almeno in questo momento) la stessa capacità di posizionamento in maniera naturale (e gratuita) sui motori di ricerca (Google su tutti).
  • in caso di mancato rispetto della policy del social media (vedi l’uso dei profili personali di Facebook per promuovere le aziende), quest’ultimo potrebbe chiudere le pagine e i profili aziendali. In questo caso si perderebbero tutti i contatti e la rete costruita fino a quel momento. Un caso analogo è quello di Jonathan Rivera che si è visto cancellare una pagina con 47.000 fan che gli era costata ben 2 anni di lavoro.
  • I social media sono pur sempre delle mode, o quanto meno viaggiano sull’onda dell’entusiasmo del momento. Cosa accadrebbe se domani nascesse un nuovo social media più performante di Facebook? Probabilmente, quello che è accaduto a MySpace, ex colosso del social networking.

Per chi ancora non avesse ben chiaro la differenza tra le due tipologie di risorse online, lo invito a considerare come i social network sono dei pub mentre il blog aziendale è una casa di proprietà.

In quanto al blog della Ducati Motor Holding, dico «peccato, sono sempre i migliori ad andarsene!».

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