Avis Blog: la brand reputation nel noleggio auto



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avis-blog

Avis Blog è il primo blog aziendale di una multinazionale di autonoleggio in Italia. L’automotive è un settore che conosco molto bene, soprattutto il noleggio auto a lungo e breve termine, avendo lavorato per anni all’interno di una di esse.

Rimango pertanto felicemente sorpreso, quando vedo un’azienda con così tanti anni di esperienza (fondata nel 1946), cimentarsi nel blogging aziendale.

La sua flotta aziendale, conta oltre 22.000 veicoli.

Avis Blog è stato aperto in fase test il 25 agosto 2008 con un post che sinceramente non comprendo. Che bisogno c’era di scrivere: “Il giorno 25 agosto apre la BETA VERSION del Blog di Avis Italia”?

Argomenti trattati su Avis blog

Gli argomenti del blog, spaziano dallo sport (Avis è stata sponsor degli ultimi mondiali di nuoto), partecipazioni alle fiere del settore, ambiente ed ecologia, tecnologia, presentazione dei nuovi modelli di auto, etc.

Aspetto tecnico di Avis Blog

Gli articoli sono ben formattati anche se un po’ di spaziatura non guasterebbe. Ottimizzati anche nella composizione dei permalink: non troppo lunghi ma privi la maggior parte delle volte della keyword di pertinenza. Stesso errore per la scelta della parola chiave inserita nella foto (altro parametro di posizionamento).

Quello che manca probabilmente è una strategia di link building. Il blog punta poco ai link esterni (direi quasi per niente), capaci di portare molteplici benefici al blog.

Il numero dei tag attribuiti ad ogni post invece è decisamente eccessivo e in molti casi assolutamente inutile. Bisogna usare una quantità limitata di tag. Oltre alle parole singole, si possono adoperare anche frasi e ridurne notevolmente il numero.

Quello che dovremmo fare quando ci apprestiamo a creare un nuovo tag è porsi delle domande, del tipo: «Mi servirà in futuro questo tag? Ho in programma di sviluppare altri post per questo tag?».

Su Avis Blog ci sono ad esempio, tag che ritengo davvero inutili: grigio, favole, tartufo, scherzetto, dolcetto, sintetico e tanti altri.

Invece di usare “grigio”, “sintetico”, “pelle”, potremmo usarne uno soltanto: “interni auto”. La stessa problematica la riscontriamo nella scelta delle categorie da attribuire ad ogni post. Anche in questo caso sarebbe opportuno collegare una – massimo due in rari casi – categorie per ogni articolo.

Qui di seguito riporto un’interessante video tratto dal corso Seo Web Marketing Experience di Madri Internet Marketing che mostra una delle penalizzazioni di Google più diffuse sui blog con un eccesso numero di Pagine Tag.


Un altro errore, lo riscontriamo nella sorgente della pagina del blog:

avis-blog-sorgente

Analizzandola troviamo errori sulla composizione di una serie di elementi.

Title, description e keywords del blog di Avis Autonoleggio per i motori di ricerca

Questa è la descrizione utilizzata:

“Il blog ufficiale di Avis Autonoleggio Italia, conosciuta per il motto We try harder, presente in Italia con 240 uffici e 12 centri operativi. Il palinsesto del blog: le ultime dal mondo dei motori, suggerimenti di itinerari, eventi sportivi e turistici, interviste e video”.

La descrizione va decisamente oltre i 200 caratteri consigliati. Questo per evitare che i motori di ricerca la “spezzino”: deve contenere la parola chiave principale ed essere una frase di senso compiuto possibilmente.

Altra cosa, non deve contenere errori gramamticali e di battitura: la parola “palinsesto” non era scritta corretamente. I motori di ricerca non comprendono errori di questo tipo.

Queste invece le keywords visualizzabili sempre nella sorgente della pagina del blog:

“avis, we, try, harder, autonoleggio, noleggio, breve, termine, viaggio, turismo, vacanza, ferie, volo, fly, drive, sail, albergo, hotel, itinerario, paesaggio, autostrada, navigatore, satellitare, gps, catena, neve, seggiolino, carta, credito, europcar, hertz, maggiore, budget, american, express”.

Il title è semplicemente: “Avis Blog” decisamente scarno e forse riscontrabile soltanto da chi già conosce l’azienda. E tutti gli altri utenti che ogni giorno eseguono ricerche per trovare offerte sul noleggio auto a breve termine?

Pubblicazione sul blog: frequenza e comunicazione

La pubblicazione degli articoli su Avis Blog non è particolarmente frequente, diciamo una media di 7-8 post al mese. Agli inizi il blog offriva contenuti quasi tutti i giorni, mentre ultimamente la media è drasticamente scesa.

Una delle regole di un blog aziendale (ma anche non in azienda) è una pubblicazione regolare degli articoli. I nostri lettori si abituano alla frequenza di inserimento di contenuti e come regola si aspettano che venga sempre rispettata (nei limiti del possibile).

In un’azienda organizzata, trovo sia assurdo non garantire un articolo al giorno (escluso i weekend) soprattutto in quei blog dove l’ottimizzazione non viene curata maniacalmente.

La comunicazione sul blog è composta ma assolutamente non burocratese (grande pregio). Forse manca un poco di coinvolgimento, cosa a cui un copywriter esperto punta sempre in fase di realizzazione di contenuti.

Gli argomenti (elencati prima) non sono certo centrati sull’acquisizione di clienti. Avis Autonoleggio punta molto sul branding, evidenziando partnership, convegni, sponsorizzazioni.

Ora, non conosco i veri obiettivi di Avis Blog, ma quello che emerge dalla pagina di presentazione del blog è:

Avis Blog racconterà gli angoli più belli della nostra Italia ed in generale del nostro pianeta, affronterà i temi dell’impatto ambientale, informerà su curiosità, prodotti ed avvenimenti che possono essere utili per chi si muove in auto. Ma soprattutto raccoglierà i vostri input.

Qualora oltre a questi, gli obiettivi del blog fossero anche l’acquisizione di nuovi clienti, credo sia opportuno rivisitare la linea editoriale puntando anche sulla creazione di articoli che sappiano convincere e coinvolgere il lettore e conquistare l’utente che ancora non conosce l’azienda.

Il canale video di Avis autonoleggio

Il canale video di Avis Autonoleggio, presente su YouTube, offre una serie di video relativi ai seguenti argomenti:

  • Un tour organizzato per festeggiare l’ingresso delle Dolomiti nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO
  • Campionati Mondiali di nuoto a Roma. Avis Autonoleggio è sponsor ufficiale della manifestazione
  • Party svoltosi a Fregene per festeggiare i prossimi Mondiali di nuoto a Roma

Un esempio, l’intervista a Fabio Cecconi responsabile delle partnership per Avis Autonoleggio:

Come detto prima per la linea editoriale adottata nel blog, Avis Autonoleggio non punta all’acquisizione di nuovi clienti ma piuttosto a fortificare il proprio brand.

Se ad esempio, volesse puntare anche sul primo aspetto (non dico debba farlo) il canale video potrebbe contenere:

  • Riprese delle varie strutture di noleggio presenti all’interno delle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e in giro nelle grandi città italiane.
  • Case study di clienti soddisfatti del servizio di noleggio.
  • Video tutorial sull’utilizzo del sito relativo alla prenotazione della vettura e relativo pagamento con carta di credito.

Conclusione

Come accennato a inizio articolo, Avis Autonoleggio è tra le poche realtà dell’automotive italiano a scegliere il blogging come strategia di brand reputation. A parte gli errori tecnici – tipici di quasi tutte le aziende italiane che adottano un blog – la scelta dell’azienda è lodevole.

Comprendo come non sia semplice “sdoganare” la presenza di un’azienda, da un sito statico alla dinamicità di un blog. Proprio per questo motivo, un consulente aziendale vi aiuterà a evitare inutili perdite di tempo, ottimizzando notevolmente le strategie e i risultati del vostro blog aziendale.

Alessandro Cosimetti



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Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

6 Commenti a “Avis Blog: la brand reputation nel noleggio auto”

  • [...] Avis Blog: il blog della nota azienda di autonoleggio [...]

  • [...] nota società che tratta noleggio a breve termine, si è fatta realizzare blog aziendale, purtroppo gestito da un ghost blogger e di conseguenza le informazioni riportate non sono mai [...]

  • Caro Alessandro,
    credo che la difficoltà maggiore per un’azienda di qualunque tipo sia organizzare un blog, come dici tu, con tutte le caratteristiche che lo renderebbero “di successo” (elementi tecnici, contenuti aggiornati in modo regolare e, possibilmente, canale di ascolto con i lettori).
    Non conosco la realtà aziendale in oggetto, ma molto probabilmente in questo caso se ne occupa l’area marketing, “a tempo perso”, ossia dopo aver fatto molte altre cose, prioritarie rispetto al blog. Diventa difficile, se non c’è il coinvolgimento di tutte le filiali e le funzioni (anzi, talvolta anche in quel caso…) avere contenuti pubblicabili ogni giorno.
    Forse meglio avere pochi post (ma regolari, questo assolutamente sì), che lasciare il compito di pubblicare ogni giorno all’ultimo stagista arrivato, con la scusa che, siccome è giovane “se ne capisce di quelle robe lì”…
    Trovare contenuti da pubblicare è inoltre la parte più costosa del blog. So di un’azienda (una PMI) che ha deciso di non aprirlo non perché non ne vedesse l’utilità, ma perché il costo di aggiornamento in termini di giornate/uomo sarebbe stato troppo alto.
    I miei due eurocent.
    Oliviero

  • @Oliviero, seguo spesso come case study il blog Avis Autonoleggio e tempo fa sono stato contattato anche dalla web agency che lo cura (mi chiesero dei consigli). In questo caso, abbiamo a che fare con un blog gestito da un ghost blogger.

    E’ facile rendersene conto: molto raramente si parla del prodotto e questo perché la web agency non conosce l’attività del suo cliente.

    In fatto di tempo/costo, come ribadito più volte in questo blog, la cosa è alquanto soggettiva. Quante ore si perdono in inutili riunioni? E per scrivere delle email chilometriche?

  • Beh, allora se è una web agency si capiscono un po’ tutte le sue carenze, e anche come alcuni contenuti invece siano ben presenti (ad esempio il canale video ;-)

    Per quanto riguarda il tempo/costo, in linea di principio sono assolutamente d’accordo con te: sarebbe meglio spendere un’ora al giorno per il blog aziendale che in riunioni improduttive.
    Tuttavia, una volta riconosciuto che il blog ha un costo, se non si è pronti a sostenerlo, meglio non partire neppure che mettere in piedi un blog con tre articoli di sei mesi fa, giusto? Sempre tenendo conto che, IMHO, un post a settimana in molti contesti(penso ad esempio al B2B) può essere sufficiente.

    Cosa ne pensi, ad esempio, della chiusura del blog della Ducati?

    Oliviero

  • @Oliviero, si certo, prima di iniziare bisognerebbe stabilire una tempisitca per la pubblicazione degli articoli. Uno a settimana, due, tre, quattro o cinque, vanno bene tutte, purché vengano rispettate nel tempo (salvo rare eccezioni). Questo per evitare un disorientamente da parte del lettore.

    Del blog della Ducati, ne parlai (e se ne è tanto parlato nella blogosfera) in un articolo: La Ducati chiude il suo blog aziendale: Peccato, sono sempre i migliori ad andarsene!

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