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	<title>BLOG IN AZIENDA: Consigli Sulla Diffusione Dei BLOG AZIENDALIgestione del tempo | BLOG IN AZIENDA: Consigli Sulla Diffusione Dei BLOG AZIENDALI</title>
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		<title>Come guarire un blogger dal perfezionismo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo già parlato del perfezionismo dei neo blogger. Non avevo invece trattato la cosa per coloro che non sono più esordienti e che hanno un blog ormai da svariati anni. Il perfezionismo è una medaglia a due facce. Se da una parte ci esorta a migliorare e scrivere post sempre più interessanti e condivisibili, dall&#8217;altra spesso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già parlato del <a href="http://www.bloginazienda.com/10683-perfezionismo/">perfezionismo dei neo blogger</a>. Non avevo invece trattato la cosa per coloro che non sono più esordienti e che hanno un blog ormai da svariati anni.</p>
<p>Il perfezionismo è una medaglia a due facce. Se da una parte ci esorta a migliorare e scrivere post sempre più interessanti e condivisibili, dall&#8217;altra <strong>spesso ci blocca</strong>.</p>
<p>Capita di scrivere un post e &#8211; una volta letto &#8211; riscriverlo totalmente. In quei momenti prima di premere il pulsante &#8220;Pubblica&#8221; siamo assaliti da ogni genere di dubbio. Allora si decide di dargli un po&#8217; di tempo e tornare a leggerlo nuovamente domani.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>il blog diventa sempre più datato di minuto in minuto</strong>. Perdiamo il controllo sul nostro piano editoriale e l&#8217;appuntamento con gli obiettivi di blogging.</p>
<h3>Il perfezionismo</h3>
<p>Ai tempi della stampa, le cose dovevano essere perfette prima che fossero pubblicate. Ci sono certamente molte ragioni per migliorare il contenuto prima che venga pubblicato. Eppure, <strong>il perfezionismo tiene molti blogger fermi al palo</strong>.</p>
<p>Io stesso in passato ne sono stato vittima e non vi nascondo che ancora oggi questo problema torna a farsi sentire. <strong>Il perfezionismo è una delle ragioni principali per cui la gente procrastina</strong>.</p>
<p>Ecco come superare la voglia di essere perfetto.</p>
<ul>
<li><strong>Rendetevi conto che il web è flessibile:</strong> Il web non è la stampa. Si può facilmente aggiungere, aggiornare e modificare un post pubblicato in seguito, sia in base ai feedback dei lettori o sulle informazioni aggiuntive.</li>
<li><strong>I vostri lettori devono capire che siete una persona:</strong> I blogger che lavorano a stretto contatto con i propri lettori, sono felici di mostrare i loro lati umani. E i loro lettori sono tanto più felici di conoscerli.</li>
<li><strong>Il valore dei feedback dei lettori per migliorare:</strong> I feedback possono arricchire i vostri post e aumentare l&#8217;utilità per gli altri lettori. Mostrare interesse e considerazione verso i lettori, aumenta il senso di comunità, la collaborazione e l&#8217;impegno intorno al vostro blog.</li>
<li><strong>Un post incompleto probabilmente riceverà un maggior numero di commenti:</strong> Per articolo &#8220;incompleto&#8221;, non sto suggerendo di smettere di scrivere prima di arrivare alla fine del post e pubblicarlo così come viene. Un post esauriente non lascia spazio ai lettori. Non c&#8217;è bisogno di coprire ogni aspetto dell&#8217;argomento trattato. Un post che non esaurisce l&#8217;argomento può ricevere più commenti, alimentare la conversazione e diventare particolarmente interessante e illuminante.</li>
</ul>
<p>Naturalmente, tutti noi vorremmo scrivere dei post perfetti. <strong>Tuttavia ci sono anche notevoli vantaggi nell&#8217;imperfezione</strong>. Anche voi state lottando con il perfezionismo? Avete vinto la battaglia? Come?</p>
<p style="padding-left: 30px;">NOTA: Questo post prende spunto da <a href="http://www.problogger.net/archives/2012/02/10/is-perfectionism-stalling-your-productivity/">Is Perfectionism Stalling Your Productivity?</a></p>
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		<title>La tecnica del &#8220;Blog SempreVerde&#8221; viene incontro ai blogger a corto di tempo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 12:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il  miliardario Warren Buffett adotta un metodo per i suoi investimenti. La sua strategia può essere utilizzata nel mondo del blogging per creare un blog di successo venendo incontro ai blogger a corto di tempo. Buffett come una volta disse: «C&#8217;è un&#8217;enorme differenza tra il business che cresce e richiede un sacco di capitale e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il  miliardario Warren Buffett adotta un metodo per i suoi investimenti. La sua strategia può essere utilizzata nel mondo del blogging per creare un blog di successo venendo incontro ai blogger a corto di tempo.</p>
<p>Buffett come una volta disse: «C&#8217;è un&#8217;enorme differenza tra il business che cresce e richiede un sacco di capitale e il business che cresce e non necessita di ulteriori investimenti».</p>
<h3>Il concetto di &#8220;Vantaggio competitivo duraturo&#8221;</h3>
<p>Quando Warren Buffett analizza una società, cerca quello che lui stesso definisce un &#8220;vantaggio competitivo duraturo&#8221;, ovvero un <strong>unico prodotto con un forte vantaggio competitivo sul mercato che non necessiti di cambiamenti nel tempo</strong>.</p>
<p>Coca-Cola, ad esempio ha un vantaggio competitivo duraturo perché nel tempo non è cambiata. Le aziende che mostrano questa caratteristica, rispetto alla concorrenza, godono dei seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li>Investono poco denaro nella ricerca e progettazione.</li>
<li>Non hanno bisogno di riorganizzare la loro linea di produzione.</li>
<li>Hanno una lunga vita sul mercato.</li>
</ul>
<p>La strategia di Buffett è una boccata d&#8217;ossigeno per i blogger meno produttivi. In poche parole, piuttosto che scrivere articoli &#8220;passeggeri&#8221; bisogna concentrarsi sui post &#8220;senza tempo&#8221;.</p>
<p>Invece di costruire un sito di notizie &#8211; che è quello che molti blogger fanno &#8211; create una risorsa. Scrivete <strong>articoli che si concentrino sui principi piuttosto che sulle tecniche</strong>. In questo modo i contenuti saranno rilevanti anche col passare degli anni e non soltanto il giorno di pubblicazione.</p>
<p>Sui miei blog ricevo visite da parte di utenti che trovano sui motori di ricerca post ormai datati ma pur sempre attuali. Ci sono comunque delle eccezioni. Se la vostra abilità sta nel comunicare le ultime notizie e tendenze, questa strategia non fa al caso vostro.</p>
<p>Ma per il resto dei blogger aziendali, che si lamentano di non avere tempo a sufficienza, <strong>concentrarsi sul &#8220;contenuto sempreverde&#8221; è una strategia vincente</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">NOTA: Questo post è una libera interpretazione di <a href="http://www.problogger.net/archives/2011/09/12/the-warren-buffet-method-for-building-a-successful-blog/">The Warren Buffett Method for Building a Successful Blog</a></p>
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		<title>Come gestire uno o più blog in sole 15 ore alla settimana</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere un blog richiede tempo ma non tutto quel tempo che immaginate. Non dimentichiamoci che una volta creato il contenuto gran parte del lavoro lo esegue il blog e non il blogger Gestisco personalmente e da solo due blog (questo e quello personale), scrivo su vari blog sul degrado romano e curo il blog aziendale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scrivere un blog richiede tempo ma non tutto quel tempo che immaginate</strong>. Non dimentichiamoci che una volta creato il contenuto gran parte del lavoro lo esegue il blog e non il blogger <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gestisco personalmente e da solo due blog (questo e <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/">quello personale</a>), scrivo su vari blog sul degrado romano e curo il <a href="http://www.serviziautoweb.com/">blog aziendale della GenesiSaw</a>. Alla fine posso dire di aver affinato parecchio la mia <strong>capacità di creare costantemente nuovi contenuti da pubblicare</strong>.</p>
<p>Non ho ancora raggiunto le famose <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__quattro-ore-alla-settimana.php?pn=168">4 ore alla settimana di Timothy Ferriss</a> ma faccio il 90% del lavoro in circa 15 ore alla settimana.</p>
<h3>Scrittura: 8 ore</h3>
<p>Il mantra lo abbiamo imparato tutti: il contenuto è il Re. Per questo <strong>dedico gran parte del tempo alla scrittura</strong>. La pianificazione è importante perché quando scriviamo senza un obiettivo che possa strutturare il post, perdiamo un sacco di tempo.</p>
<p>Il fine settimana (sabato e domenica) lo dedico ad altro. Di solito studio nuove tecniche per fare marketing. Quindi il lavoro da scrittore lo faccio nei restanti giorni (da lunedì a venerdì). <strong>Cerco di pubblicare i miei articoli la mattina presto</strong>, prima ancora di aprire la casella di posta elettronica, Facebook e Twitter. Se posso, evito di scrivere la sera, quando sono meno lucido. E&#8217; importante <strong>pianificare all&#8217;inizio le ore che dedicheremo ogni giorno alla scrittura dei post</strong>. Questo ci evita di vagabondare nella stanza in attesa di chissà quale colpo di genio.</p>
<p>Una volta centrata l&#8217;idea mi metto davanti allo schermo e<strong> tiro fuori tutto quello che mi passa per la testa in quel momento</strong>.</p>
<p>Una volta configurato l&#8217;argomento, posso dire di avere metà del lavoro già svolto. Sono talmente abituato a scrivere che le dita ormai viaggiano alla velocità della mente. <strong>Anche con una vaga idea riesco a creare almeno un nuovo post</strong>.</p>
<p>Il &#8220;trucco&#8221; è continuare a pensare sulla falsariga di ciò che gli altri conoscono. Si tratta di cogliere la richiesta delle persone che chiedono di imparare quello che gli altri blogger nella vostra nicchia non stanno scrivendo. Sono iscritto ad almeno 30 feed RSS per ogni argomento in tema con quelli dei miei blog. Bisogna vedere cosa c&#8217;è là fuori, in modo da poter competere ad armi pare.</p>
<h3>Contenuto originale: 2 ore</h3>
<p>Per me, contenuto originale è tutto ciò che ha a che fare con la mia vita privata. Potrebbe essere la <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/10337-paleodieta-menu/">cucina</a>, lo <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/8089-esercizi-con-i-pesi/">sport</a>, i viaggi, la <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/10526-cozza-day/">politica</a> e la fotografia (chi di noi non scatta delle foto con il proprio cellulare?). Per voi potrebbe essere qualcosa di completamente diverso. Quando dico contenuti originali, non intendo il testo, voglio dire<strong> tutto ciò che mi distingue dalla concorrenza</strong>.</p>
<p>Passo 2-3 ore ogni settimana a scattare foto sia per il <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/">mio blog personale</a> che per quello ad esempio dedicato alle <a href="http://www.serviziautoweb.com/">autoriparazioni</a>. Da qualche mese ho scelto di non usare più le foto prese in Rete. Preferisco usare i miei scatti. Questo significa che i miei blog sono originali al 100% e frutto del mio duro lavoro. Compiere questo piccolo passo non richiede un grosso sforzo ne chissà quale talento (non sono un fotografo professionista), ma <strong>migliora notevolmente il contenuto del blog</strong>.</p>
<h3>Twitter: 2 ore</h3>
<p>Il grosso del lavoro con Twitter comporta questo genere di attività: seguire le persone nelle mie nicchie, trovare nuovi followers, setacciare contenuti rilevanti (tweet). Non amo gli automatismi, preferisco<strong> concentrarmi su un lato più personale di Twitter</strong> in modo da poter interagire direttamente con gli altri lettori.</p>
<h3>Facebook: 30 minuti (2 ore effettive)</h3>
<p>Qui non vi sto dicendo tutta la verità. I 30 minuti settimanali da dedicare a Facebook ancora non li ho raggiunti <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Diciamo che al momento viaggio sulle 2-3 ore effettive alla settimana. Il mio grosso problema è non saper dire di &#8220;no&#8221; e ogni volta che qualche lettore dei miei blog mi contatta in chat per chiedermi consigli, lo accontento un po&#8217; come fa un padre quando vizia i propri bambini.</p>
<p>Facebook lo uso e anche molto. Ho varie <a href="http://www.facebook.com/ebookdietazonapnlaerobica">pagine con cui promuovo ad esempio i miei infoprodotti</a>, ma se ci si lascia andare, si rischia di bruciare un&#8217;infinità di tempo. Preferisco di gran lunga Twitter. Diciamo che Facebook andrebbe usato per inviare i miei contenuti originali e le foto da me scattate. Eventualmente per intraprendere qualche discussione senza però farsi coinvolgere oltre il dovuto. Posso controllare le mie pagine e il mio profilo personale più volte al giorno, ma questo più che altro per curiosità.</p>
<p>In realtà su Facebook non ho davvero molto lavoro da portare a termine. Direi che la cosa importante è dare l&#8217;idea di esserci ma non di viverci dentro. <a href="http://www.facebookstrategy.it/item/31/Acquisto-6-Moduli-FBStrategy.aspx?acode=65">Fare marketing con Facebook è un&#8217;arte e non un passatempo</a>.</p>
<h3>Analytics (1 ora)</h3>
<p>L&#8217;ultima cosa che occupa il mio tempo è controllare Google Analytics per misurare il mio lavoro e i miei progressi. E&#8217; importante individuare una buona giornata o una giornata storta perché da queste possiamo imparare molto. Aiuta inoltre a conoscere le fonti e la quantità del traffico. <a href="http://www.bloginazienda.com/10843-motore-ricerca-interno/">Google Analytics ci dice molto sul tipo di contenuto che dovremmo scrivere</a>.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Come abbiamo visto, è possibile gestire un blog senza impegnare troppo tempo. Certo, agli inizi sembrerà impossibile fare tutto il necessario in meno di 15 ore alla settimana, ma con la pratica non sarà difficile. Il blog non è un lavoro a tempo pieno, può essere anche solo un reddito supplementare, fino a che non vi ripaga abbastanza per renderlo un&#8217;attività primaria.</p>
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		<title>Foto o non foto sul blog? Ho deciso di non pubblicarne più&#8230;salvo rari casi!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto o non foto sui post del blog? E&#8217; un dubbio che assale molti blogger. All&#8217;inizio della mia attività, in concomitanza con l&#8217;apertura del mio blog personale, scelsi di pubblicare almeno una foto per ciascun articolo. Nel corso degli anni, mi sono reso conto che spesso la scelta dell&#8217;immagine giusta comporta una grossa spesa di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Foto o non foto sui post del blog?</strong> E&#8217; un dubbio che assale molti blogger. All&#8217;inizio della mia attività, in concomitanza con l&#8217;apertura del mio <a href="http://www.alessandrocosimetti.com/">blog personale</a>, scelsi di pubblicare almeno una foto per ciascun articolo. Nel corso degli anni, mi sono reso conto che spesso la scelta dell&#8217;immagine giusta <strong>comporta una grossa spesa di tempo</strong> che sinceramente non posso permettermi.</p>
<p>Scelsi pertanto di non usare immagini nel blog personale ma di farne uso soltanto quando realmente ne sentivo il bisogno. In particolare, essendo un blog personale, ho deciso di usare foto da me scattate. Questo in parte anche per <a href="http://francescogavello.it/fotolia-foto-royalty-free-blog-editori-indipendenti">evitare problemi con la proprietà delle foto</a>.</p>
<p>Qui su <em>Blog In Azienda</em> invece fino al precedente articolo, ho sempre pubblicato una foto per ogni post ma come accennato prima, spesso la scelta e l&#8217;individuazione dell&#8217;immagine giusta mi faceva perdere troppo tempo.</p>
<p>Quindi, ho deciso di non usare più immagini su questo blog, fatta eccezione nei <a href="http://francescogavello.it/come-trovi-le-immagini-per-i-tuoi-post">casi in cui una bella foto può fare la differenza</a>. In termini di posizionamento naturale sui motori di ricerca, il mio blog personale non ne ha risentito minimamente, anzi, le visite crescono a vista d&#8217;occhio soprattutto per gli articoli dove volutamente ho cercato di posizionarmi sulle serp.</p>
<p>Attenzione, non sto dicendo che siano inutili ma che <strong>ritengo più importante l&#8217;ottimizzazione del tempo rispetto ai benefici riscontrabili da una foto</strong>. Per un blog aziendale potrebbe essere uno scoglio in meno da superare, soprattutto per i blogger poco ispirati nella creazione dei contenuti.</p>
<p>Il tempo mi dirà se ho fatto la scelta giusta. Sul mio blog personale sembrerebbe di si! <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E voi cosa avete scelto per il vostro blog?</p>
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		<title>&#8220;Mi scuso per l&#8217;assenza da questo blog&#8221;: Consigli per non far incazzare i vostri lettori</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/10340-blog-abbandonati/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blog abbandonati: come evitare i giudizi negativi dei lettori I blog abbandonati sono in continuo aumento ma questo articolo è rivolto soltanto ai blogger che per motivi di lavoro devono allontanarsi momentaneamente dall&#8217;attività di blogging. Quando ci si allontana da un blog aziendale, bisogna immedesimarsi nei panni dei lettori. Che cosa pensereste se improvvisamente il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Blog abbandonati: come evitare i giudizi negativi dei lettori</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-10345" title="blog abbandonati" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2011/05/blog-abbandonati.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>I <strong>blog abbandonati</strong> sono in continuo aumento ma questo articolo è rivolto soltanto ai blogger che per motivi di lavoro devono allontanarsi momentaneamente dall&#8217;attività di blogging.</p>
<p>Quando ci si allontana da un blog aziendale, bisogna immedesimarsi nei panni dei lettori. Che cosa pensereste se improvvisamente il vostro blog preferito smettesse di pubblicare aggiornamenti?</p>
<p>Probabilmente all&#8217;inizio pensereste che sia normale ma da il giorno seguente comincereste a formulare le vostre considerazioni: «Che cosa è successo?»</p>
<p>Questo timore è assolutamente normale e giustificabile soprattutto nei lettori che seguono i blog con pubblicazioni frequenti (almeno dal lunedì al venerdì).</p>
<p>Il problema per gli amministratori dei blog, non è il fatto di allontanarsi momentaneamente dalla scrittura, ma di <strong>non comunicare in anticipo i motivi di tale assenza</strong>. Se fossimo ancora a scuola parleremo di &#8220;assenza ingiustificata&#8221;. Senza validi motivi è facile pensare a dei blog abbandonati.</p>
<p><strong>Non dovete dare adito alla fantasia del lettore di formulare una qualsiasi diagnosi</strong>: fallimento, scarsa voglia di comunicare, poco interesse nel fornire informazioni, nessuna strategia editoriale, nessuno obiettivo, ecc.</p>
<p>Attenzione, non vi sto dicendo che una volta entrati nel circolo vizioso del blogging non se ne esce più! <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non siete costretti a rispettare le stesse tempistiche del passato. E&#8217; assolutamente comprensibile come in un&#8217;azienda vi possano essere dei periodi meno fertili nella pubblicazione. Ad esempio se siete in procinto di partecipare a un evento dal vivo, potreste momentaneamente allontanarvi dal blog per dedicare tempo ed energie all&#8217;organizzazione: fiera, meeting, workshop, presentazioni varie, ecc.</p>
<p>Quindi, state tranquilli che <strong>nessuno vi giudicherà come avviene con i blog abbandonati se seguirete questi semplici consigli</strong>:</p>
<ul>
<li>Non appena siete consapevoli del vostro momentaneo allontanamento dal blog,<strong> comunicatelo immediatamente ai vostri lettori</strong> con un breve post.</li>
<li>Se <strong>conoscete i tempi</strong>, comunicateli con precisioni (es. dopo il 20 torneremo a scrivere sul blog).</li>
<li>Se non siete a conoscenza di quanto tempo sarete distanti dal blog, ipotizzatelo o eventualmente <strong>con un ennesimo post comunicate la proroga</strong>.</li>
<li><strong>Spiegate per quale motivo nei prossimi giorni non potrete pubblicare nuovi post</strong>. Non fate i misteriosi. Ricordatevi che state dando una giustificazione a coloro che decreteranno non solo il vostro successo nella blogosfera ma anche per il vostro business.</li>
<li>Se non avete tempo per pubblicare post medio-lunghi, <strong>approfittate di Facebook e Twitter</strong>. Pubblicare uno status sul primo e un tweet sul secondo non richiede tempo (suvvia!) Se trovate cinque minuti per pubblicare un sms non vedo perché non possiate fare lo stesso con Facebook e Twitter.</li>
<li>Per mantenere &#8220;caldo&#8221; il pubblico,<strong> promettete nuovo materiale al vostro ritorno</strong>. Ad esempio se parteciperete a un evento dal vivo, inaugurate il vostro ritorno alla pubblicazione odierna con delle foto e dei video. Questo, quanto meno per dimostrare che non siete stati con le mani in mano.</li>
</ul>
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		<title>E&#8217; tempo di gestire il blog aziendale. Ma quando se non ho tempo?</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/10224-gestire-blog-aziendale/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 15:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo post vorrei tornare a parlare di gestione del tempo nel blogging. In effetti è da un po&#8217; che non tratto questo argomento nonostante sia uno degli aspetti più critici per coloro che iniziano a bloggare in azienda. Anche se la mia gestione del tempo potrebbe non fare al caso vostro, ho pensato di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-10229" title="gestire blog aziendale" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2011/05/gestire-blog-aziendale.jpg" alt="" width="326" height="244" /></p>
<p>Con questo post vorrei tornare a parlare di <strong>gestione del tempo nel blogging</strong>. In effetti è da un po&#8217; che non tratto questo argomento nonostante sia uno degli aspetti più critici per coloro che iniziano a bloggare in azienda.</p>
<p>Anche se la mia gestione del tempo potrebbe non fare al caso vostro, ho pensato di adattarla in modo che possa essere di ispirazione.</p>
<h3>Raccogliere idee</h3>
<ul>
<li><strong>Portare sempre con sé un notebook</strong> per annotare idee nel momento stesso che vi vengono in mente. L&#8217;ispirazione è probabilmente la principale fonte da cui generare nuovi argomenti. Tuttavia, si potrebbe utilizzare il blog come un block notes, con l&#8217;ausilio di uno dei servizi voce a testo come <a href="http://create.spinvox.com/">SpinVox</a> .</li>
<li><strong>Usare il lettore di feed RSS</strong> per essere sempre aggiornati con le notizie direttamente dai blog del vostro settore. Attraverso un lettore di feed RSS, l&#8217;informazione viene a voi e non c&#8217;è bisogno di setacciare la rete.</li>
<li><strong>Usare Google Alert</strong> per generare ricerche sul vostro mercato. Troverete alcune idee eccellenti <a title="Google Alert: Un investigatore privato per il tuo blog aziendale" href="http://www.bloginazienda.com/google-alert-blog-aziendale/">utilizzandolo come strumento di ricerca</a>.</li>
<li><strong>Utilizzare le domande</strong> che i lettori vi pongono attraverso i commenti. Se una persona vi fa una domanda, è probabile che anche gli altri si chiedono la stessa cosa. Così le risposte che metterete nel post saranno utili a più lettori.</li>
<li><strong>Sviluppare idee</strong> che si espandono su uno dei vostri post precedenti. Se prima non avevate modo di sviluppare un concetto, ora potrete dedicargli un intero articolo creando un collegamento (link) a quello precedente.</li>
</ul>
<h3>Scrivere</h3>
<ul>
<li><strong>Usare il contenuto di un messaggio di posta elettronica</strong>. Non dico di copiare una email ma di trarre spunto dall&#8217;argomento sorto e dal tipo di risposta che darete.</li>
<li><strong>Programmare un orario normale</strong> quando ci si siede per scrivere un post. Potrebbe essere in qualsiasi momento durante la giornata, ma è sufficiente impostare una fascia oraria come si farebbe con altre attività di marketing.</li>
<li><strong>Scrivere un numero di post in una volta sola</strong>. Alcune persone trovano molto più facile scrivere quando sono nel flusso e avvolti dall&#8217;atmosfera giusta. Quindi, approfittate di quei momenti per produrre il maggior numero possibile di contenuti. Una volta realizzati potrete attribuire a ciascun articolo una differente data di pubblicazione.</li>
<li><strong>Scrivere una serie di post su una tematica specifica</strong>. Di solito è molto più facile andare avanti trattando un argomento per volta.</li>
<li><strong>Dividere un post più lungo in porzioni più piccole</strong> e creare due o più articoli.</li>
<li><strong>Concentrarsi su ciò che i lettori vogliono leggere</strong>. Questo vi aiuterà a focalizzare il blog sui destinatari e non sullo scrittore.</li>
<li><strong>Collaborare con altri autori</strong>, sia come guest blogger o come co-autori su base occasionale o semi-permanente.</li>
</ul>
<p>Mi auguro che alcuni di questi suggerimenti si rivelino utili e vi aiutano a produrre nuovi contenuti per il vostro blog aziendale impiegano minor tempo.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il principio 80/20 nel blogging aziendale: Come creare articoli con il minimo sforzo</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/9141-principio-80-20/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 14:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vilfredo Pareto non era un blogger, eppure la sua scoperta permette di creare e gestire un blog aziendale con il minimo sforzo. Come? Andiamo con ordine. Conoscete il principio 80/20? Questa legge afferma che l&#8217;80% dei risultati derivi dal 20% delle cause. Ovvero l&#8217;80% di ciò che realizzate nella vostra vita lavorativa viene prodotto da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9150" title="principio 80 20" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/12/principio-80-20.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p>
<p>Vilfredo Pareto non era un blogger, eppure la sua scoperta permette di <strong>c</strong><strong>reare e gestire un blog aziendale con il minimo sforzo</strong>. Come? Andiamo con ordine. Conoscete il <em><strong>principio 80/20</strong></em>?</p>
<p>Questa legge afferma che l&#8217;80% dei risultati derivi dal 20% delle cause. Ovvero l&#8217;80% di ciò che realizzate nella vostra vita lavorativa viene prodotto da un 20% del tempo impiegato. Quindi, ai fini pratici, i 4/5 dello sforzo sono sostanzialmente irrilevanti.</p>
<p><strong>Nel business possiamo trovare moltissime applicazione del principio 80/20</strong>. Ad esempio, il 20% dei prodotti rappresenta di solito l&#8217;80% del fatturato.</p>
<p>Estendendo la cosa in altri ambiti, scoprirete come il 20% dei vostri capi di abbigliamento viene indossato per l&#8217;80% del tempo. Il motore a combustione è una perfetta esemplificazione del principio 80/20: l&#8217;80% dell&#8217;energia va dispersa nella combustione mentre solo il 20% arriva alle ruote.</p>
<p>Di esempi ce ne sono davvero molti. Se osservate l&#8217;andamento del vostro lavoro, vita privata e la gestione del tempo, noterete come <strong>il principio 80/20 sia costantemente presente</strong> seppur con piccole varianti (80 e 20 sono approssimativi).</p>
<h3>Breve accenno storico sulla nascita del principio 80/20</h3>
<div id="attachment_9151" class="wp-caption alignnone" style="width: 244px"><img class="size-full wp-image-9151" title="vilfredo-pareto" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/12/vilfredo-pareto.jpeg" alt="" width="234" height="298" /><p class="wp-caption-text">Vilfredo Pareto</p></div>
<p>Il principio 80/20 venne appunto analizzato per la prima volta dall&#8217;economista italiano Vilfredo Pareto (1848 &#8211; 1923) da cui nacque anche il termine &#8220;<strong>Principio di Pareto</strong>&#8220;. Negli anni a seguire, la scoperta di Pareto ha contribuito grandemente alla costruzione del mondo moderno nonostante a molti la sua scoperta sia ancora oggi totalmente sconosciuta.</p>
<p>Ma come nacque il principio 80/20? L&#8217;economista italiano aveva studiato per anni la distribuzione e la ricchezza nell&#8217;Inghilterra del XIX secolo. Scoprì che quasi tutta la ricchezza e quasi tutto il reddito erano concentrati nelle mani di una minoranza della popolazione. La stessa cosa avviene anche oggi se consideriamo i <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/12/20/visualizza_new.html_1648494139.html">recenti dati diffusi dalla Banca d&#8217;Italia</a> con cui si evince come il 45% della ricchezza nazionale sia in mano addirittura al 10% delle famiglie.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>[<strong>Breve nota personale</strong>: Personalmente non voglio considerare questo divario soltanto come il risultato di frodi fiscali o abusi di potere per quanto queste esistano. Preferisco concentrarmi sull'intelligenza finanziaria di molte persone che spesso partendo anche da zero, hanno saputo mettere in atto (a volte anche inconsapevolmente) il principio 80/20.]</em></p>
<p>Lo stupore non scaturì tanto da questa scoperta apparentemente normale, ma dall&#8217;esistenza di due fattori giudicati da Pareto altamente significanti, ovvero una <strong>precisa relazione matematica tra la percentuale del campione osservato e la quantità di ricchezza</strong>, o di reddito, che essa deteneva.</p>
<p>L&#8217;altra scoperta di Pareto, fu la persistenza di questo rapporto di squilibrio in tutte le statistiche relative a epoche e paesi differenti. Oggi <strong>questo metodo è molto comune e ha condotto a innovazioni sostanziali nel business e nell&#8217;economia</strong>.</p>
<p>Il principio 80/20 non venne accolto subito con entusiasmo e per quasi una generazione non se ne parlò nonostante un timido approccio nel periodo del fascismo. L&#8217;importanza del principio 80/20 venne riesaminato dopo la seconda guerra mondiale da <strong>alcuni economisti degli Stati Uniti che si resero conto della sua importanza</strong>.</p>
<h3>Come applicare il principio 80/20 nel blogging aziendale</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9154" title="principio-80-20-blogging" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/12/principio-80-20-blogging.jpg" alt="" width="400" height="298" /></p>
<p><strong>Anche nel blogging è possibile applicare il principio 80/20</strong>. Innanzi tutto, se diamo uno sguardo alle statistiche di ogni blog, possiamo notare come circa il 20% dei contenuti pubblicati generino l&#8217;80% del traffico totale.</p>
<p>L&#8217;applicazione del principio 80/20 nel blogging aziendale, implica che l&#8217;organizzazione debba comportarsi nel seguente modo:</p>
<ul>
<li><strong>Festeggiare la produttività</strong>. Approcciatevi al blogging con estrema naturalezza senza considerarlo un doppio lavoro. Abbandonate i tatticismi e iniziate a raccontare le vostre giornate lavorative, di come avete risolto le problematiche di un cliente e le fasi della nascita di un nuovo prodotto. Anche se il blog nasce in ambito aziendale, non dimentichiamoci che è pur sempre un diario (online).</li>
<li><strong>Cercare la scorciatoia</strong>. Tenendo sempre a mente il punto precedente, <a title="Come deve essere lo stile di scrittura di un blog aziendale?" href="http://www.bloginazienda.com/stile-di-scrittura/">abbandonate il burocratese</a>. Scrivete nella maniera più semplice e spontanea possibile. Questo vi permetterà di esporre i vostri pensieri con maggior fluidità e fantasia.</li>
<li><strong>Esercitare il controllo sul vostro lavoro</strong>. Il blog aziendale è innanzi tutto un editoriale e come tale, necessita di una linea in grado di guidarvi verso un obiettivo. Pertanto, come prima cosa formulate quest&#8217;ultimo e sulla base di ciò che stabilirete <a title="Come decretare la linea editoriale del tuo blog aziendale stabilendo gli obiettivi da raggiungere" href="http://www.bloginazienda.com/linea-editoriale-blog/">sviluppate la linea editoriale del vostro blog aziendale</a>.</li>
<li><strong>Essere selettivi non esaustivi</strong>. Chi vi dice che ogni singolo articolo debba essere di 5000 caratteri? Nessuno vi vieta di <a title="Come scrivere un post sul blog aziendale in 15 minuti" href="http://www.bloginazienda.com/scrivere-post-blog/">pubblicare brevi post</a>. Diluire un concetto solo per farlo apparire ricco di informazioni, non è la scelta da fare. I lettori non sono stupidi e inoltre su Internet non hanno tempo da perdere. Siate concisi e diretti e non sottovalutate il potere di un articolo breve ma esaustivo nella forma. <a href="http://sethgodin.typepad.com/">Seth Godin</a> di questa tecnica ne ha fatto uno stile. I suoi post nonostante siano brevi sono vere perle di saggezza.</li>
<li><strong>Puntare all&#8217;eccellenza in pochi campi specifici</strong>. Il vostro blog non deve essere &#8220;il blog di tutti&#8221;. Concentratevi soltanto sul vostro settore e nel conquistare una fetta di mercato che non sia troppo generica. Siate il portavoce di una nicchia, il punto di riferimento di utenti in cerca di una soluzione ad una problematica specifica. Parlare di auto non è di nicchia. Il settore è vastissimo, mentre concentrarsi soltanto sui pneumatici è già una selezione. Se poi volete essere (sempre che le vostre competenze ve lo permettono) ancora più settoriali, potreste diventare il punto di riferimento nei pneumatici invernali.</li>
<li><strong>Delegare</strong>. Il blog non deve essere scritto da un unico rappresentante aziendale. Anzi, l&#8217;ideale è fare in modo che non sia soltanto una persona a pubblicare gli articoli, questo per evitare che un blog aziendale venga percepito come &#8220;il blog di Mario Rossi&#8221;. Quindi, delegate il maggior numero possibile di blogger soprattutto quando questi lavorano in vari settori. In questo modo avrete articoli provenienti dal marketing, dall&#8217;ufficio risorse umane, dal commerciale, dalla forza vendita, dal customer service.</li>
<li><strong>Scegliere con la massima cura i blogger</strong>. Non date per scontato che un collaboratore debba per forza scrivere su un blog soltanto perché sotto contratto. Nonostante la mole di consigli che troverete sulla rete per bloggare efficacemente, non tutti hanno la capacità di scrivere su di un blog. <a title="Come scegliere i blogger aziendali ed evitare il blogging forzato" href="http://www.bloginazienda.com/blogger-aziendali/">Selezionate con cura i vostri blogger aziendali senza imporre la cosa</a>. Una valida alternativa è un rapporto <em>win-win</em> tra le parti: rendete il blog una vetrina con cui mettersi in evidenza, proporre idee, fare carriera all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.</li>
<li><strong>Fare solo quello che vi piace</strong>. Non imitate altri blog. Nonostante questi siano di successo, non è detto che il loro stile di scrittura e la loro linea editoriale siano adattabili al vostro pubblico e business. Cercate di crearvi una propria voce. Internet è un oceano senza fine dove le repliche vengono ignorate mentre l&#8217;originalità suscita sempre entusiasmo.</li>
<li><strong>Cercare sotto la superficie delle cose</strong>. Aguzzate i vostri sensi di blogger. Sviluppate nel tempo la consapevolezza di poter tramutare ogni episodio ed esperienza in contenuto da pubblicare sul blog aziendale. Domandate ai vostri clienti cosa vogliono leggere e rimarrete sorpresi delle loro risposte. A quel punto, non dovete fare altro che accontentarli.</li>
<li><strong>Sfruttare al massimo i &#8220;momenti magici&#8221;</strong>. Non escludete i social media dalla vostra strategia di comunicazione aziendale. Se non avete tempo o maniera di pubblicare un post sul blog (seppur breve) ricordatevi del microblogging (Twitter) e dello status (Facebook). Nel primo non sono richiesti più di 140 caratteri mentre su Facebook a volte una foto o un video pubblicato in tempo reale sono più che sufficienti.</li>
<li><strong>Darsi una calmata</strong>. Lavorate di meno sul blog. Non perdete tempo con una grafica super sofisticata ne tanto meno con effetti flash. Puntate a un numero limitato di obiettivi e perseguiteli con entusiasmo.</li>
</ul>
<p>Come abbiamo visto, non c&#8217;è sfera attiva che sia immune all&#8217;influenza del principio 80/20. Questo nel tempo ha inciso sulla vita di milioni di persone spesso seppur inconsapevolmente. Eppure, ancora oggi il principio 80/20 rimane poco considerato. E&#8217; ora di rimettere le cose a posto!</p>
<p>Se volete approfondire la vostra conoscenza sul principio 80/20 potete consultare il <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-principio-80-20-il-segreto-per-ottenere-di-piu-con-meno.php?pn=168">bestseller internazionale di Richard Koch</a>.</p>
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		<title>Strategie per scrivere sul blog aziendale in poco tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 08:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come trovare tempo per promuovere il vostro blog aziendale Se ancora non avete aperto un blog aziendale, molto probabilmente è perché vi state chiedendo dove trovare il tempo per promuoverlo. Indovinato? Se bloggate nel tempo libero, può sembrare impossibile. Sei già faticate incredibilmente per pubblicare un solo post a settimana, allora dovete cambiare metodo. Lavorare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Come trovare tempo per promuovere il vostro blog aziendale</h2>
<p><a href="http://www.corporateblogitalia.it"><img class="alignnone size-full wp-image-7585" title="scrivere blog aziendale poco tempo" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/scrivere-blog-aziendale-poco-tempo.jpg" alt="" width="550" height="210" /></a></p>
<p>Se ancora non avete aperto un blog aziendale, molto probabilmente è perché vi state chiedendo <strong>dove trovare il tempo per promuoverlo</strong>. Indovinato?</p>
<p>Se bloggate nel tempo libero, può sembrare impossibile. Sei già faticate incredibilmente per pubblicare un solo post a settimana, allora dovete cambiare metodo. Lavorare sul SEO, mantenere le relazioni su Twitter e con i blogger popolari sul vostro settore, richiedono sicuramente un impegno costante.</p>
<p>Ma allora, esiste una <strong><em>strategia per scrivere sul blog aziendale in poco tempo</em></strong>?</p>
<h3>Fase uno: pubblicare solo un articolo a settimana</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Non è una legge scritta, quella di pubblicare un post tutti i giorni feriali anche se è quello che fanno la maggior parte dei blogger professionisti.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Se siete a corto di tempo, non c&#8217;è nulla di sbagliato nel <strong>diminuire il  numero di post che pubblicate ogni settimana</strong>. I vostri lettori potrebbero anche gradire questa scelta. Molte persone hanno così tanto da leggere che non trovano mai  il tempo per tenere il passo a tutti gli aggiornamenti, e così facendo si sentono  in colpa. Spesso una pubblicazione sporadica ma programmata e annunciata (ad esempio il martedì e il giovedì) rende più facile per loro rimanere un  abbonato del blog.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Quindi, quanti post dovete pubblicare esattamente?</p>
<p style="padding-left: 30px;">In verità, non c&#8217;è un numero preciso, ma un suggerimento che saprà cambiarvi la vita: <strong>scrivete un post  veramente buono e dettagliato a settimana</strong>, magari arricchitelo con foto, video e collegamenti ad altri blog.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Parliamo quindi di un articolo ben scritto e ben  pensato <strong>capace di ottenere collegamenti e traffico</strong>. Alcuni blogger sono più veloci di altri,  ma in generale, se spendete meno di due ore per realizzare la maggior parte  dei vostri post, probabilmente state andando troppo veloce. Riducete la  quantità, e <strong>focalizzatevi di più sulla qualità</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Questo, vi permetterà di <strong>avere tempo a sufficienza per concentrarvi sulla promozione</strong>.</p>
<h3>Fase due: scrivere un articolo al mese come guest blogger</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Come avrete visto, ci sono centinaia di strategie per promuovere un  blog. L&#8217;ideale sarebbe usarle tutte. C&#8217;è un solo problema: non viviamo in un mondo ideale.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Anche se lavorate sul blog a tempo pieno con una dozzina di collaboratori, non potete fare tutto. Quindi non provateci nemmeno!</p>
<p style="padding-left: 30px;">Il mio consiglio: iniziate come <strong><a title="Guest Post: Perchè sono Utili Per Farsi Conoscere, Ricevere Traffico e Visitatori" href="http://www.danielesalamina.it/guest-post-perche-sono-utili-per-farsi-conoscere-e-ricevere-traffico-e-visitatori"><em>guest blogger</em></a></strong> perché ogni strategia ad alto traffico dipende dalle vostre connessioni.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per fare SEO, avete bisogno di ricevere link da siti attendibili.  Per ottenere risultati su Twitter, è necessario ricevere retweets da persone  che abbiano un sacco di followers. Per far funzionare il social bookmarking è  necessario far leva sul potere sociale dei media in grado di  portarvi decine o addirittura centinaia di voti.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Naturalmente, tutto questo è estremamente difficile quando si è un principiante, perché non si dispone di nessuna di queste connessioni.</p>
<p style="padding-left: 30px;">A mio parere, è molto più facile<strong> stabilire rapporti con persone influenti</strong> e quindi utilizzare tali collegamenti per alimentare le vostre strategie.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Se riuscite a pubblicare un solo post al mese come guest blogger sui blog  popolari, alla fine dell&#8217;anno, avrete collegamenti con dodici  persone molto influenti che possono aiutarvi a far crescere il vostro  blog aziendale.</p>
<p>Queste due strategie non vi porteranno 100.000 abbonati in breve tempo ma vi garantiranno un bel fondamento su cui poter <strong>costruire la vostra presenza nella blogosfera</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>P.s.</strong> questo articolo trae spunto da <a href="http://www.copyblogger.com/write-less/">The Three-Step Guide to Getting More  Traffic by Writing Less</a></em></p>
<h2  class="related_post_title">Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.bloginazienda.com/12194-perfezionismo-blogger/" title="Come guarire un blogger dal perfezionismo">Come guarire un blogger dal perfezionismo</a></li><li><a href="http://www.bloginazienda.com/11389-sempreverde/" title="La tecnica del &#8220;Blog SempreVerde&#8221; viene incontro ai blogger a corto di tempo">La tecnica del &#8220;Blog SempreVerde&#8221; viene incontro ai blogger a corto di tempo</a></li><li><a href="http://www.bloginazienda.com/11239-15-ore-settimana/" title="Come gestire uno o più blog in sole 15 ore alla settimana">Come gestire uno o più blog in sole 15 ore alla settimana</a></li><li><a href="http://www.bloginazienda.com/11110-foto-sui-blog/" title="Foto o non foto sul blog? Ho deciso di non pubblicarne più&#8230;salvo rari casi!">Foto o non foto sul blog? Ho deciso di non pubblicarne più&#8230;salvo rari casi!</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Come trovare il tempo per scrivere sul blog aziendale</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/6474-trovare-tempo-scrivere-blog/</link>
		<comments>http://www.bloginazienda.com/6474-trovare-tempo-scrivere-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 14:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non importa se durante una vacanza, un viaggio, in ufficio o alla stazione, ciò di cui molti blogger aziendali si lamentano è la mancanza di tempo per scrivere sul blog. In realtà, non è il luogo il vero problema. Se avete difficoltà a esternare i vostri pensieri, non sarà certo questo a fare la differenza....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bloginazienda.com/gestione-del-tempo/trovare-tempo-scrivere-blog/"><img class="alignnone size-medium wp-image-6485" title="trovare-tempo-per-scrivere" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/trovare-tempo-per-scrivere-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p>Non  importa se durante una vacanza, un viaggio, in ufficio o alla stazione, ciò di cui molti blogger aziendali si lamentano è la <a title="Come combattere la naturale tendenza a procrastinare di un blogger aziendale" href="http://www.bloginazienda.com/gestione-del-tempo/tendenza-procrastinare/" target="_blank"><strong>mancanza di tempo per scrivere sul blog</strong></a>.</p>
<p>In realtà, non è il luogo il vero problema. Se avete difficoltà a esternare i vostri pensieri, non sarà certo questo a fare la differenza.</p>
<p>Personalmente, ho  impostato il mio stile di vita in modo da necessitare di 2 o 3 ore al  giorno per poter scrivere sui miei blog con frequenza (oltre a revisionare quelli dei miei clienti).</p>
<p>Se siete in viaggio, e volete <strong>trovare il tempo per scrivere sul blog aziendale</strong>, questi  suggerimenti vi saranno di grande utilità.</p>
<p><strong>1) Pianificare la propria giornata per dedicarsi alla scrittura.<br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Personalmente ho individuato nella mattina, il momento migliore per scrivere e dedicarmi al blogging, programmando la mia attività in 1-2  blocchi di un&#8217;ora ciascuno.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Subito dopo pranzo eseguo un ulteriore blocco di lavoro per altre 2 ore circa. Se non ho niente in programma per il &#8220;dopo blocco&#8221; di  scrittura, mi prendo una breve pausa per poi dedicarmi ad altro.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Se gli impegni si accumulano, ad esempio per una consulenza online con un cliente,  pianifico un altro blocco di 1-2 ore di scrittura prima di  andare a letto. A volte questo significa meno ore di sonno, ma fortunatamente non capita sempre. <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="padding-left: 30px;">Se avete un orario di ufficio flessibile, vi consiglio di sfruttare la fase post risveglio, in quanto garantisce maggiore lucidità mentale.</p>
<p><strong>2) Scrivere durante un viaggio di lavoro.<br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Anche se siete nel mezzo di un viaggio d&#8217;affari, con un minimo di organizzazione troverete un sacco  di <strong>&#8220;tempo morto&#8221; da poter investire nella scrittura del vostro blog aziendale</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Esempi di tempi morti:</strong></p>
<ul>
<li> In attesa di un tavolo al ristorante.</li>
<li> In attesa di una pietanza ordinata al ristorante.</li>
<li> Durante il check-in all&#8217;aeroporto.</li>
<li> Durante una tratta in treno.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">In un  giorno medio dedicato a un viaggio di lavoro, probabilmente dovrete attendere almeno 60 minuti tra treni,  aerei, cibo e altro. In quei lunghi minuti (a volte anche ore) tiro fuori il mio blocchetto per  appunti o il mio piccolo notebook e inizio a scrivere. Nella scrittura a mano, trasferisco i miei appunti sul mio computer durante la sessione seguente.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>Anche se prediligo i blog con pubblicazione frequente, all&#8217;inizio, vi consiglio di <strong>rispettare una scadenza e di mantenerla</strong>. Nel tempo potrete aumentarla in base ai vostri progressi. Questo vi darà il tempo di ponderare la vostra attività sul blog aziendale.</p>
<p>Il lavoro più impegnativo è chiaramente la stesura degli articoli. In seguito, potrete rimandare a un secondo momento il lavoro di formattazione del testo, della scelta di una foto o dell&#8217;inserimento di un video.</p>
<p>Alessandro Cosimetti</p>
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		<title>Come combattere la naturale tendenza a procrastinare di un blogger aziendale</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/6423-tendenza-procrastinare/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 16:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestione del tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Procrastinare è un grosso problema per ogni blogger. Ciò che sembra funzionare è il pre-impegno. Omero racconta di come Ulisse volesse sentire il canto delle sirene, ma per evitare di essere attratto verso la morte, si legò all&#8217;albero della sua nave mentre ordinò ai suoi marinai di mettersi della cera nelle orecchie. Cosa può fare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bloginazienda.com/gestione-del-tempo/tendenza-procrastinare/"><img class="alignnone size-medium wp-image-6428" title="Combattere-tendenza-procrastinare-blog" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/Combattere-tendenza-procrastinare-blog-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a></p>
<p><strong>Procrastinare è un grosso problema per ogni blogger</strong>.</p>
<p>Ciò che sembra funzionare è il pre-impegno. Omero racconta di come  Ulisse volesse sentire il canto  delle sirene, ma per evitare di essere attratto verso la morte, si legò all&#8217;albero della sua nave mentre ordinò ai suoi marinai di mettersi della cera nelle orecchie.</p>
<p><strong>Cosa può fare un blogger aziendale per combattere la naturale tendenza a procrastinare</strong>?</p>
<ol>
<li> <strong>Essere responsabile.</strong> Offrite dei premi ai vostri blogger in base ai risultati raggiunti con il blog aziendale. Questo tipo di attività è ancora una novità in molte imprese, quindi potreste renderla un&#8217;<strong>opportunità per mettersi in evidenza</strong>.</li>
<li> <strong>Considerate il rischio che correte.</strong> Non parliamo di licenziamenti. Il blogging è spesso una lotta contro il tempo. Certe notizie hanno una scadenza e qualora venissero pubblicate in ritardo, perderebbero il loro effetto virale. Considerate sempre il rischio che potreste correre nel <strong>procrastinare la pubblicazione di un post</strong>.</li>
<li> <strong>Siate attenti.</strong> Pensate agli atteggiamenti causati dalla tendenza a procrastinare: la sensazione di &#8220;posso farlo dopo&#8221;, il richiamo di facili compiti, la convinzione che il lavoro accantonato sia noioso e difficile. Pensate a come sia possibile contrastare  questi atteggiamenti. L&#8217;ammiraglio Nelson diceva: <em>«Non rimandare a  domani quello che puoi fare oggi!»</em>.</li>
<li> <strong>Bloccare l&#8217;accesso alle distrazioni.</strong> Lo ripeto in continuazione. I social media, sono una grande invenzione ma devono essere stemperati, soprattutto in ufficio. Stesso discorso per le email, ad oggi uno degli strumenti con la percentuale più alta tra le &#8220;perdite di tempo&#8221;.</li>
<li> <strong>Monitorare i progressi.</strong> Usate le statistiche per<strong> motivare il lavoro da blogger</strong>. Analizzate i dati in entrata: visite, luoghi di accesso, parole chiave, frequenza di rimblazo, i post più letti e quelli più commentati, etc. Questi numeri permetteranno all&#8217;azienda di valutare l&#8217;operato del blogger.</li>
<li> <strong>Imparare a  concentrarsi.</strong> Esistono vari consigli per <strong><a href="http://www.piccolosocrate.com/blog/come-concentrarsi-per-scrivere-un-post-decente.html" target="_blank">concentrarsi sulla scrittura</a></strong>. Personalmente, trovo la meditazione un modo utile per  migliorare la concentrazione, perché permette al cervello di  rilassarsi prima di iniziare a lavorare. Capisco come in ufficio non sia possibile, ma potreste creare lo stesso l&#8217;ambiente giusto per scrivere il vostro post: sottofondo musicale, porta chiusa, telefono staccato, etc.</li>
<li> <strong>Cambiate  il tempo.</strong> Ci sono tempi  buoni e meno buoni per scrivere. Quando procrastinate, avete a che fare con il vostro nemico. Quando siete produttivi, il tempo è vostro  amico. Quindi, cambiate il modo in cui percepite il tempo. Questo vi permetterà di <strong>vedere la giornata lavorativa da un punto di vista differente</strong>.</li>
</ol>
<p>Alessandro Cosimetti</p>
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