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	<title>BLOG IN AZIENDA: Consigli Sulla Diffusione Dei BLOG AZIENDALImicroblogging | BLOG IN AZIENDA: Consigli Sulla Diffusione Dei BLOG AZIENDALI</title>
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		<title>Il microblogging compie 5 anni con un video degno di una star ;-)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 21:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 marzo ho compiuto 3 anni su Twitter (se volete scoprire anche voi da quanto tempo siete registrati sul famoso sito di microblogging, usate When Did You Join Twitter?) Agli inizi non riuscivo a capire come funzionasse, ma poi con l&#8217;aumento degli utenti italiani, ne sono diventato entusiasta a tal punto da preferirlo a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9784" title="twitter 5 anni" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2011/03/twitter-5-anni.jpg" alt="" width="380" height="363" /></p>
<p>Il 17 marzo ho compiuto 3 anni su Twitter (se volete scoprire anche voi da quanto tempo siete registrati sul famoso sito di microblogging, usate <a href="http://www.whendidyoujointwitter.com/">When Did You Join Twitter?</a>)</p>
<p>Agli inizi non riuscivo a capire come funzionasse, ma poi con l&#8217;aumento degli utenti italiani, ne sono diventato entusiasta a tal punto da preferirlo a Facebook. Tempo fa ho anche creato la lente Squidoo <a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><strong>Twitter Marketing Italiano</strong></a> dove spiego il suo funzionamento ed elenco una serie di strumenti con cui incrementarne le funzioni.</p>
<p>Oggi sul web non si è fatto altro che parlare del <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/03/19/visualizza_new.html_1534098686.html">5° compleanno di Twitter</a>. Per celebrare lo storico traguardo, l&#8217;azienda ha creato un video dove sono presenti un piccolo numero delle &#8220;superstar&#8221; pazze per il microblogging.</p>
<p><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4AN4_N5N52U?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/4AN4_N5N52U?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Come usare Twitter per comunicare con un&#8217;azienda</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 08:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa pensano gli utenti di Twitter della vostra azienda? Sebbene la maggior parte delle persone che usa Twitter lo ritiene un ottimo servizio, di certo gli inizi non sono stati facili. Io stesso, all&#8217;inizio lo consideravo inutile e frivolo. Fortunatamente, anche in Italia le cose stanno cambiando. Un po&#8217; meno in ambito aziendale, dove le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa pensano gli utenti di Twitter della vostra azienda?</h2>
<p><a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><img class="alignnone size-full wp-image-8045" title="twitter-azienda" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/09/twitter-azienda.jpg" alt="" width="413" height="234" /></a></p>
<p><span><span>Sebbene  la maggior parte delle persone che usa Twitter lo ritiene un  ottimo servizio, di certo gli inizi non sono stati facili. Io stesso, all&#8217;inizio lo consideravo inutile e frivolo.</span> <span>Fortunatamente, anche in Italia le cose stanno cambiando. Un po&#8217; meno in ambito aziendale, dove <a title="Ecco dove sbagliano le aziende quando usano Twitter" href="http://www.bloginazienda.com/twitter-in-azienda-errori/"><strong>le società italiane usano Twitter prevalentemente per promuovere e commercializzare i propri prodotti e servizi</strong></a> (A chi? Mah!).<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Questo atteggiamento, purtroppo, alimenta la diffidenza verso questo strumento, contribuendo a tenere lontano coloro che non hanno ancora un profilo su Twitter.</span> <span>Molti  di loro non trovano motivo per  giustificare il tempo necessario per partecipare e di  conseguenza, lo evitano.</span></span></p>
<p><span><span>Tuttavia, </span><span><a href="http://www.ibs.it/code/9788820343767/CONTI-LUCA/COMUNICARE-CON-TWITTER-CREARE-RELAZIONI-INFORMARSI-LAVORARE.html?shop=3799"><strong>Twitter è destinato a crescere e diventare una  piattaforma di comunicazione molto potente e pratica</strong></a>. Il segreto, chiaramente, è  sapere come usarlo.</span></span></p>
<h3><span><span>Twitter per comunicare con i personaggi interni dell&#8217;azienda<br />
</span></span></h3>
<p><span><span>Avete mai provato a raggiungere una persona in carne e ossa all&#8217;interno di una grande azienda? Difficile, vero?</span> <span>Tuttavia,<a title="Come usare Twitter per monitorare la reputazone on-line e il grado di interesse verso il brand" href="http://www.bloginazienda.com/ricerca-di-mercato-twitter/"> <strong>la maggior parte delle grandi imprese nel mondo, stanno incaricando i propri collaboratori nel monitorare Twitter</strong></a> su quello che viene detto all&#8217;interno del settore e sul brand in particolare in modo da offrire risposte sensate.</span></span></p>
<h3><span><span>Come trovare un&#8217;azienda su Twitter<br />
</span></span></h3>
<p><span><span>In primo luogo,<strong> verificate se la società è presente su Twitter</strong>.</span> <span>Guardate il loro sito aziendale. Se sono presenti sui social network, in teoria, dovrebbero esserci delle icone o pulsanti di collegamento ai vari profili e pagine aziendali. </span></span></p>
<p><span><span>Una volta trovato, passate al secondo step.<br />
</span></span></p>
<p>Se volete &#8220;lanciare il sasso <span style="text-decoration: underline;">senza</span> nascondere la mano&#8221;, <strong>scrivete un messaggio includendo l&#8217;account dell&#8217;azienda</strong>: <em>@account-azienda</em>. In questo modo, i vostri pensieri, opinioni, complimenti, domande o quant&#8217;altro, giungeranno alla società.</p>
<p><span><span>Se volete coinvolgere altri utenti (amici o esperti del settore),<strong> inserite altri account sempre nello stesso modo </strong>(@account). Così facendo alimenterete la discussione e al tempo stesso &#8220;costringerete&#8221; l&#8217;azienda a non declinare l&#8217;invito a partecipare (la sua reputazione online potrebbe risentirne). </span></span></p>
<p><span><span>Se non disponete dell&#8217;account Twitter dell&#8217;azienda,<strong> citate il nome della società su un vostro messaggio chiedendo supporto ad altri utenti</strong>. </span><span>In questo modo, ci sono buone probabilità di ricevere un tweet di risposta o un DM (messaggio diretto).</span></span></p>
<h3><span><span>Usare il motore di ricerca di Twitter per scovare discussioni e opinioni sulle aziende<br />
</span></span></h3>
<p><span><span>Un altro metodo efficace, è <a href="http://search.twitter.com/"><strong>usare il motore di ricerca interno di Twitter</strong></a>. Inserendo il nome della società, non solo potrete valutare la presenza della stessa, ma <a title="Piccola guida agli Hashtag di Twitter" href="http://www.mysocialweb.it/2009/04/23/piccola-guida-agli-hashtag-di-twitter/"><strong>verificare l&#8217;esistenza di un hashtag</strong></a><em> (#)</em> specifico con cui gli utenti si scambiano opinioni sulla società. Di solito, gli hashtag comprendono il nome dell&#8217;azienda, e nella maggior parte dei casi, <strong>i tweets che li contengono, vengono prodotti per generare recensioni, critiche, commenti di approvazione, opinioni, pareri personali sull&#8217;azienda</strong>. Molto noti e in uso, quelli delle trasmissioni televisive (#annozero, #ballaro, #xfactor, ecc.).<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Quindi, anche in questo caso, <strong>è interesse della società, valutarne l&#8217;esistenza e rispondere alle domande, ai dubbi ed eventualmente anche a qualche attacco o critica ritenuta ingiusta</strong>.</span></span></p>
<p><strong><span><span>Conclusione</span></span></strong></p>
<p><span><span>Lo so, 140 caratteri sembrerebbero poco sufficienti per dire qualcosa di  significativo, ma ricordatevi che il principio su cui si basa Twitter, è lo stesso che ha reso di uso comune gli SMS tramite cellulare. Quanti se ne inviano al giorno?</span></span></p>
<p><span><strong><span>Alla fine, è come utilizzate Twitter, che renderà lo strumento frivolo o utile.</span></strong> </span></p>
<p><span><span>Fondamentalmente, Twitter è solo un mezzo, ma il senso dell&#8217;operazione sta tutto sulle vostre scelte. <strong>Siete voi che deciderete cosa metterci dentro</strong>.</span> <span>Se tentate di renderlo qualcosa di utile, probabilmente lo diverrà, ma se non lo fate, rimarrà uno strumento inutile e peggio ancora, una perdita di tempo.</span><span> </span></span></p>
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		<title>Come scovare gli esperti di una nicchia su Twitter</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi sono gli esperti su Twitter? Voi dove siete? Quale sono le aziende del vostro settore più attive su Twitter? Cosa diffondono attraverso i loro tweets? In che modo interagiscono con i clienti? Come reagiscono alle critiche? Insomma, chi sono gli esperti della vostra nicchia su Twitter? Se anche la vostra azienda è presente su...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Chi sono gli esperti su Twitter? Voi dove siete?</h2>
<p><a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><img class="alignnone size-full wp-image-7752" title="esperti-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/esperti-twitter.jpg" alt="" width="319" height="306" /></a></p>
<p><span><span>Quale sono le aziende del vostro settore più attive su Twitter? Cosa diffondono attraverso i loro tweets? In che modo interagiscono con i clienti? Come reagiscono alle critiche? Insomma, chi sono gli esperti della vostra nicchia su Twitter?<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Se anche la vostra azienda è presente su Twitter (consiglio di crearvi un account), avete l&#8217;obbligo, non solo di fare marketing, ma di <strong>monitorare gli esperti e concorrenti del vostro settore</strong></span></span><span><span>.</span> <span>Ma come si fa a trovare un esperto di nicchia attraverso Twitter?</span></span></p>
<ul>
<li> <a href="http://www.twellow.com/"><strong><span><span>Twellow</span></span></strong></a><span><span> è una directory che consente di effettuare ricerche per parole chiave presenti nei profili di Twitter.</span> <span>I  risultati sono ordinati partendo da quelli con più followers che, va ricordato, non sempre è sinonimo di &#8220;esperto in quella nicchia&#8221;.</span></span></li>
<li> <strong><a href="http://wefollow.com/"><span><span>Wefollow</span></span></a></strong><span><span> vi permette di cercare utenti di Twitter non solo con determinate parole chiave ma anche attraverso tags. </span><span><br />
</span></span></li>
<li> <a href="http://listorious.com/"><strong><span><span>Listorious</span></span></strong></a><span><span> offre la possibilità di cercare tra liste particolari di Twitter.</span> <span>Scoprite la top 140 delle liste che hanno il maggior numero di followers su determinati settori.</span></span></li>
</ul>
<p><span><span>Una volta trovati questi esperti, </span></span><span><span>create o seguite la lista di profili top nella vostra nicchia e teneteli d&#8217;occhio.</span></span><span><span> A volte si potrebbe scoprire di poter contribuire a una discussione non ampiamente trattata. <strong>Un vostro intervento potrebbe spalancarvi le porte verso la notorietà tra gli utenti interessati all&#8217;argomento</strong>. </span></span></p>
<p><span><span>Al tempo stesso, potrebbe capitare di non essere d&#8217;accordo e di offrire una migliore  alternativa.</span> <span>Potete sviluppare l&#8217;argomento sul vostro blog aziendale e inserire il link di riferimento all&#8217;interno del tweet (non perdete di vista l&#8217;utente interessato nel ricevere una risposta).<br />
</span></span></p>
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		<title>Come usare Twitter per monitorare la reputazone on-line e il grado di interesse verso il brand</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 09:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Come eseguire ricerche di mercato attraverso Twitter Indipendentemente dal settore dove operate, le ricerche di mercato sono una priorità assoluta. Sia che siate un blogger aziendale o copywriter, le reti sociali offrono una vasta gamma di modi per ottenere l&#8217;ispirazione per scrivere e superare il blocco dello scrittore. Avete soltanto bisogno di sapere dove cercare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Come eseguire ricerche di mercato attraverso Twitter</h2>
<p><a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><img class="alignnone size-full wp-image-7737" title="ricerche-di-mercato-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/ricerche-di-mercato-twitter.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span><span>Indipendentemente dal settore dove operate, le<strong><em> ricerche di mercato</em></strong> sono una priorità assoluta. Sia che siate un </span></span><span><span>blogger aziendale</span></span> o<span><span> copywriter, </span></span><span><span>le reti sociali offrono una vasta gamma di modi per ottenere l&#8217;ispirazione per scrivere</span></span> e <a title="185 domande da farsi per evitare il blocco dello scrittore" href="http://www.bloginazienda.com/blocco-dello-scrittore/"><strong>superare il blocco dello scrittore</strong></a>.</p>
<p><span><span>Avete</span></span><span><span> soltanto bisogno di sapere dove cercare e impostare alcuni canali per eseguire ricerche di mercato quando ne avete bisogno.</span></span></p>
<p><span><span>Se utilizzate </span></span><span><span>Twitter</span></span><span><span> come strumento di gestione, vi consiglio di adoperare <a href="HootSuite">HootSuite</a>, <a href="http://www.tweetdeck.com/">TweetDeck</a> o <a href="http://cotweet.com/">CoTweet</a>, in quanto potrete facilmente </span></span><span><span>controllare le conversazioni</span></span><span><span> su qualsiasi argomento, semplicemente <strong>impostando le ricerche di mercato per determinate parole chiave</strong>.</span></span></p>
<p><span><span>Il mio strumento preferito è </span></span><span><span>TweetDeck,</span></span><span><span> perché posso generare molte schede, ognuna con varie colonne di ricerca.</span> <span>Inoltre, è possibile utilizzare la parola chiave ed eseguire una ricerca di mercato in tempo reale (oltre ai messaggi datati) e osservare le conversazioni in corso su tale argomento</span></span>.</p>
<h3>Confrontare i brand</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Ad esempio se volessi acquistare un biglietto aereo da una compagnia low cost, e volessi confrontarle tra di loro, adopererei TweetDeck in questo modo, creando una colonna per ciascuna (Ryanair, Easyjet, Vueling):</p>
<div id="attachment_7734" class="wp-caption alignnone" style="width: 524px"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-ricerca-voli-low-cost.gif"><img class="size-full wp-image-7734      " title="twitter-ricerca-voli-low-cost" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-ricerca-voli-low-cost.gif" alt="" width="514" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di confronto in tempo reale tra compagnie aeree low cost.</p></div>
<h3><span><span>Trovare link verso risorse attinenti.</span></span><strong><span><span> </span></span></strong></h3>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Gli utenti, spesso discutono di un argomento inserendo un link nel loro tweet verso un articolo di un blog pertinente al tema di discussione. Con TweetDeck, inoltre possiamo tradurre i tweet pubblicati in decine di lingue.<br />
</span></span></p>
<div id="attachment_7730" class="wp-caption alignnone" style="width: 312px"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-deck.jpg"><img class="size-full wp-image-7730" title="Tweet con messaggi" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-deck.jpg" alt="" width="302" height="466" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di ricerca per la parola chiave &quot;social media&quot;</p></div>
<h3><span><span>Offrire una soluzione ai quesiti degli utenti</span></span><span><span>. </span></span></h3>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Quando la</span></span><span><span> gente discute di un argomento, di solito lo fa attraverso le domande. Questo può  essere un ottimo modo per eseguire una ricerca di mercato, generare nuove idee e scovare persone con cui intraprendere una discussione. </span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span><strong>Approfittatene per offrire soluzioni e risposte ai loro quesiti</strong>. Ad esempio, per trovare utenti in cerca di aiuto, con TweetDeck adopero un doppio filtro: una colonna con la parola chiave <em>&#8220;aiuto&#8221;</em> e un ulteriore filtro sulla stessa, con il simbolo<em> &#8220;?&#8221; </em>(possiamo farlo con ogni termine di ricerca di nostro interesse).</span></span></p>
<div id="attachment_7731" class="wp-caption alignnone" style="width: 325px"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-domande.jpg"><img class="size-full wp-image-7731" title="twitter-domande" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-domande.jpg" alt="" width="315" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di ricerca con il termine &quot;aiuto&quot; + &quot;?&quot;</p></div>
<h3>Fare marketing: Scoprire cosa ama e detesta le gente.</h3>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Adoperare le </span></span><span><span>parole chiave è</span></span><strong><span><span> </span></span></strong><span><span>un ottimo modo per fare una ricerca di mercato, ma soprattutto per ottenere una &#8220;top 10&#8243; di cose che la gente ama fare o che detesta di un determinato  argomento. <strong>Questa analisi vi eviterà di investire tempo e risorse su un progetto destinato a fallire prima ancora di fare ingresso sul mercato</strong>.</span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Per enfatizzare questo processo ci avvaliamo delle discussioni. <strong>Su Twitter è possibile individuare dei gruppi di discussioni su un certo argomento, evento o brand</strong>. Questo avviene grazie all&#8217;uso degli<em> hashtag</em> (#) con cui è possibile creare ulteriori filtri di ricerca. </span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Ad esempio vediamo cosa ne pensano gli utenti di Trenitalia. Per  questa ricerca di mercato, come filtro useremo il termine <em>#Trenitalia.</em><br />
</span></span></p>
<div id="attachment_7732" class="wp-caption alignnone" style="width: 326px"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-trenitalia.jpg"><img class="size-full wp-image-7732 " title="twitter-trenitalia" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-trenitalia.jpg" alt="" width="316" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di monitoraggio della reputazione on-line con hashtag #nome-brand</p></div>
<h3><span><span><strong>Reputazione on-line</strong>. </span></span></h3>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Analizzando le stesse parole chiave utilizzate nei vostri tweet, potrete <strong>farvi un&#8217;idea dell&#8217;andamento dei vostri contenuti</strong>. Gli utenti che gradiranno i vostri messaggi non esiteranno nell&#8217;eseguire un <em>retweet</em>. Questo controllo vi permetterà di monitorare, non solo l&#8217;interesse per i vostri contenuti, ma anche la vostra <strong>reputazione on-line </strong>adoperando come chiave di ricerca il nome della vostra azienda.</span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span><span>Per farlo, vi consiglio di usare questo termine di ricerca: <em>RT@vostro-nome-utente</em>. Ad esempio per verificare il grado di interesse dei miei tweets, ho usato <em>RT@alecosimetti</em>.</span></span></p>
<div id="attachment_7733" class="wp-caption alignnone" style="width: 313px"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/reputazione-twitter.jpg"><img class="size-full wp-image-7733 " title="reputazione-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/reputazione-twitter.jpg" alt="" width="303" height="405" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di monitoraggio della reputazione on-line con RT@nome-utente</p></div>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p><strong>Twitter è un&#8217;eccellente strumento con cui eseguire delle ricerche di mercato</strong> ma soprattutto per ascoltare gli &#8220;abitanti&#8221; che lo popolano.<strong> </strong>Prestate attenzione a quello che dicono, alle loro richieste e lamentele. Fategli domande e interagite con loro. Insomma, conquistate la loro fiducia senza apparire invadenti.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Come utilizzare Twitter in vacanza al posto del blog aziendale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 15:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Semplice strategia per fare branding con Twitter durante le vacanze L&#8217;anno scorso scrissi un post con dei consigli su come gestire un blog aziendale durante le ferie. Le soluzioni che presentai permettono di andarcene tranquillamente in vacanza senza dare l&#8217;idea di aver abbandonato il blog. Ieri mentre parlavo con un cliente nel settore automotive (un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Semplice strategia per fare branding con Twitter durante le vacanze</h2>
<p><a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><img class="alignnone size-full wp-image-7569" title="twitter-vacanza" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/08/twitter-vacanza.jpg" alt="" width="339" height="339" /></a></p>
<p>L&#8217;anno scorso scrissi un post con dei <a title="Quando l’azienda va in vacanza, il blog cosa fa?" href="http://www.bloginazienda.com/gestione-blog-aziendale-durante-ferie/"><strong>consigli su come gestire un blog aziendale durante le ferie</strong></a>. Le soluzioni che presentai permettono di andarcene tranquillamente in vacanza senza dare l&#8217;idea di aver abbandonato il blog.</p>
<p>Ieri mentre parlavo con un cliente nel settore automotive (un noleggiatore auto) mi è venuto in mente un&#8217;altra soluzione.</p>
<p>Allora, partiamo dal presupposto che in azienda (ma anche nella vita privata) quasi tutti dispongono di un iPhone o BlackBarry. L&#8217;idea di base, è <strong>realizzare rapidamente contenuti senza un grosso impegno</strong>.</p>
<p>Nel caso del mio cliente, ho semplicemente colto una sua osservazione. In pratica mi diceva <em>«Sai, l&#8217;anno scorso sono stato in vacanza in due località differenti e in giro ho visto parecchie nostre auto»</em>. A quel punto gli ho chiesto <em>«E cosa hai fatto?»</em> e lui <em>«Niente. Cosa dovevo fare?»</em>.</p>
<p>La risposta era alquanto scontata, ma ho voluto fargli lo stesso la domanda. Poi gli ho detto <em>«Beh, potevi fotografare le stazioni di noleggio che trovavi per strada e fare altrettanto con le auto che vedevi nelle zone turistiche»</em> e lui <em>«E poi?»</em>.</p>
<p>Ed io: <em>«Twitter non ti dice nulla?»</em>. Il mio cliente <em>«Si certo, lo uso qualche volta a lavoro»</em> (per lavoro intendeva quando se ne stava in ufficio).</p>
<p>Insomma, trovavo davvero divertente stuzzicarlo con queste domande, fino a quando sono sceso nei dettagli: prendi una foto o un video, possibilmente con una location mozzafiato o quanto meno paesaggistica (in vacanza non dovrebbe essere difficile) e la pubblichi istantaneamente sul tuo account di Twitter (meglio ancora quello dell&#8217;azienda). Realizza un tweet di elogio e orgoglio sui vostri servizi che possa <strong>alimentare il senso di appartenenza verso il marchio</strong>.</p>
<p>Usa <em>hashtag</em> che raccolgano questi <em>tweet</em>, e quando necessario inserisci link che riconducano al sito o blog dell&#8217;azienda.</p>
<p><strong>Partecipa alle discussioni, e rispondi alle domande degli altri utenti</strong>. Cogli la palla al balzo per fidelizzarli o quanto meno renderli lettori del blog aziendale. Tutto questo non ti costa nulla. 140 caratteri non ci portano via molto tempo e fare una foto o un video è quasi un divertimento (soprattutto in vacanza).</p>
<p><strong>Ecco come utilizzare Twitter in vacanza al posto del blog aziendale</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>P.s.</strong> se avete anche un profilo o una pagina su Facebook, la cosa si fa ancora più divertente! <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>Ecco dove sbagliano le aziende quando usano Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Twitter bisogna comunicare e non dominare! Mi occupo di web marketing e comunicazione nel settore automotive. Nel mio &#8220;arsenale&#8221; non manca Twitter, uno strumento ancora poco utilizzato dalle aziende italiane. Le poche che lo usano, commettono sempre il solito errore: nessuna comunicazione! Come spiegato in un precedente post, il 60% dei tweets dovrebbe iniziare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignnone size-full wp-image-7185" title="twitter-in azienda" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-in-azienda.jpg" alt="" width="480" height="220" /></h2>
<h2>Su Twitter bisogna comunicare e non dominare!</h2>
<p>Mi occupo di web marketing e comunicazione nel settore automotive. Nel mio &#8220;arsenale&#8221; non manca Twitter, uno <a title="Le aziende italiane non sanno cinguettare" href="http://www.aghenorblog.com/2010/06/16/le-aziende-italiane-non-sanno-cinguettare/"><strong>strumento ancora poco utilizzato dalle aziende italiane</strong></a>.</p>
<p>Le poche che lo usano, commettono sempre il solito errore: nessuna comunicazione!</p>
<p>Come spiegato in un precedente post, il <strong><a title="Perché il 60% dei tweets aziendali dovrebbe iniziare con @username?" href="http://www.bloginazienda.com/microblogging/twitter-strategia-marketing/">60% dei tweets dovrebbe iniziare con @</a></strong>. Cosa significa questo su Twitter? Semplice, che state conversando con un altro utente.</p>
<p>Possibile sia così difficile da capire. Quando entrate in un negozio preferite essere assaliti da una commessa chiacchierona, oppure desiderereste essere ascoltati? Se la vostra preferenza è la prima, molto probabilmente state gettando via un mucchio di soldi, e cosa ancora più plausibile, fate degli acquisti che non vi rendono felici.</p>
<p>Su Twitter avviene la stessa cosa.<strong> Bisogna comunicare e non dominare</strong>. Dovete &#8220;ascoltare&#8221; (in questo caso si tratta di leggere) le esigenze degli utenti.</p>
<h3>Esempio di errata comunicazione su Twitter</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7180" title="errata-comunicazione-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/errata-comunicazione-twitter.jpg" alt="" width="359" height="243" /></p>
<p>Abitando a Roma, su Twitter seguo l&#8217;hashtag <a href="http://twitter.com/search?q=%23roma"><strong>#Roma</strong></a>. Purtroppo il 90% dei tweets che lo contengono sono <strong>messaggi pubblicitari invadenti unidirezionali</strong>, del tipo <em>«Ascolta e stai zitto!»</em>.</p>
<p>Troviamo bed &amp; breakfast, hotel, ristoranti, autosaloni.</p>
<p>Soffermiamoci su quest&#8217;ultimi. Ci sono molti siti che vendono auto nuove e usate. La maggior parte sono solo delle vetrine, o meglio un&#8217;infinita carrellata di modelli senza descrizioni: una foto e il contatto del proprietario.</p>
<p>Quindi, già di per se, il sito non funziona, figuriamoci la strategia su Twitter. Infatti, da un rapido sguardo, capiamo subito che i <strong>tweets vengono generati in automatico</strong>. <img src='http://www.bloginazienda.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-vendita-auto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7173" title="twitter-vendita-auto" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-vendita-auto.jpg" alt="" width="504" height="419" /></a></p>
<p>Cosa contengono i twets? Modello dell&#8217;auto, hashtag della marca, link verso la striminzita scheda tecnica, hashtag #Roma. Vi è forse un minimo di comunicazione? Cosa dovrebbe spingermi a cliccare sul link? Per quale motivo dovrei contattare l&#8217;azienda? A cosa mi serve Twitter quando sul Web ho l&#8217;imbarazzo della scelta? In questo caso il noto sito di microblogging non porta <strong>nessun vantaggio e chiaramente nessuna novità</strong>.</p>
<p>Scommetto che se all&#8217;azienda gli venisse posta una domanda, neanche ci risponderebbe.</p>
<h3>Corretto uso di Twitter nel settore automotive</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7183" title="twitter-auto-automotive" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-auto.jpg" alt="" width="355" height="273" /></p>
<p>Ribadisco nuovamente:<strong> su Twitter bisogna interagire, avviare comunicazioni e non spammare senza tregua</strong>. Inoltre, sarebbe cosa opportuna <strong>analizzare l&#8217;attività misurandone il ritorno </strong>(trovate una serie di strumenti su questa pagina da me creta: <a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia"><strong>Twitter Marketing Italia</strong></a>).</p>
<p>Tornando al settore automotive, una strategia che sto adottando insieme a una società, è quella di <strong>cercare tweets di utenti alle prese con i problemi con l&#8217;auto</strong>. Vi assicuro che su Twitter ogni giorno ce ne sono parecchi.</p>
<p>Una volta scovati, bisogna<strong> interagire con l&#8217;utente</strong>. Come? Facendogli domande, proprio come faremmo con un amico:</p>
<p><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-automotive.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7174" title="twitter-automotive" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-automotive.jpg" alt="" width="443" height="374" /></a></p>
<p>In questo modo <strong>l&#8217;azienda mostra interesse per le problematiche sorte e si presta ad aiutare gli utenti in difficoltà</strong>. Spesso anche un consiglio sotto forma di tweet assume un&#8217;importanza incredibile. Non vendiamo nulla, o meglio, apparentemente sembrerebbe così, ma in realtà stiamo vendendo qualcosa di unico: <strong>la competenza</strong>.</p>
<p>Una volta consolidato il rapporto, siamo in grado di <strong>conquistare la fiducia dell&#8217;utente in difficoltà</strong>.</p>
<p><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-comunicazione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7175" title="twitter-comunicazione" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/07/twitter-comunicazione.jpg" alt="" width="498" height="857" /></a></p>
<p>Twitter &#8211; come del resto ogni social media &#8211; <strong>non deve essere usato per la vendita diretta</strong>. Al massimo potete divulgare corsi e guide gratuite, come nell&#8217;esempio dell&#8217;<a href="http://www.autovettureusate.org/"><strong>ebook con cui scoprire autovetture usate in ottime condizioni</strong></a>. In questo modo, raccoglierete i contatti degli utenti con il loro consenso passando a un nuovo livello di comunicazione: l&#8217;<strong>email marketing</strong> (anche in questo caso evitate di spammare!).</p>
<p>In alternativa linkate gli articoli del vostro blog con informazioni, consigli e suggerimenti sulla manutenzione dell&#8217;auto (questo sempre restando in tema di auto).</p>
<p>Questo aspetto ci fa riflettere ulteriormente.</p>
<p><strong>Twitter non dovrebbe essere l&#8217;unico strumento adottato nella vostra strategia di web marketing</strong>. Dovreste usarlo come sostegno di un sito o meglio ancora blog aziendale.</p>
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		<title>Come creare un profilo aziendale su Twitter</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 16:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il Social Media Marketing Industry Report 2010, Twitter è uno dei mezzi di comunicazione sociale di maggior interesse da parte delle aziende. Se la vostra azienda non è ancora su Twitter, questo articolo fa al caso vostro. Creare un profilo su Twitter è semplice e veloce, tuttavia, è importante iniziare con il piede giusto....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bloginazienda.com/microblogging/creare-profilo-twitter/"><img class="alignnone size-medium wp-image-6698" title="creare-profilo-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/creare-profilo-twitter-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
<p>Secondo il<strong> <a href="http://marketingwhitepapers.s3.amazonaws.com/SocialMediaMarketingReport2010.pdf" target="_blank">Social  Media Marketing Industry Report 2010</a></strong>, Twitter è uno dei  mezzi di comunicazione sociale di maggior interesse da parte delle aziende.</p>
<p>Se <strong><a title="Cosa Manca ai Brand su Twitter?" href="http://francescogavello.it/cosa-manca-ai-brand-su-twitter">la vostra azienda non è  ancora su Twitter</a></strong>, questo articolo fa al caso vostro. Creare un profilo su  Twitter è semplice e veloce, tuttavia, è importante iniziare con il piede giusto.</p>
<h3>Creare il proprio profilo su Twitter</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Dovreste assicurarvi come nome del profilo, quello della vostra azienda/brand. Questa scelta di nomi per Twitter, tuttavia solleva  alcune domande durante la configurazione di altri account.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Se  si posseggono più account?</strong> Per questo motivo è consigliabile avere un profilo  principale. Ma se l&#8217;azienda vuole impegnarsi in diverse conversazioni con altrettante diverse tipologie  di pubblico, allora ha senso aprirne altri. Questa scelta è consigliabile in particolar modo per due motivi:</p>
<ol>
<li> Separa in maniera professionale  e personale i vari tweets.</li>
<li> Si possono pubblicare tweet in diverse lingue.</li>
</ol>
<h3>Meglio un profilo aziendale o personale? O  magari entrambi?</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Dipende dalle vostre necessità, e come volete interagire con il pubblico su Twitter. Non escludo come un profilo personale abbia maggior possibilità di conquistare la fiducia del lettore/consumatore.</p>
<h3>Scegliere il nome per il profilo su Twitter</h3>
<p>Ecco alcune linee guida per aiutarvi a scegliere il nome per il profilo su Twitter:</p>
<ul>
<li>Lo spazio disponibile per il nome per l&#8217;account di Twitter è limitato a un massimo di 15 caratteri.</li>
<li> Evitate nomi con i  numeri, sigle, soprannomi e altri nomignoli difficili da ricordare. Tenete conto anche degli utenti costretti a utilizzare  misure supplementari per digitare il vostro account sui telefoni cellulari.</li>
<li>Se utilizzate Twitter per diffondere il brand, utilizzate il nome del sito o blog senza estensioni (.com, .it, .net, .org, etc.).</li>
<li>Un nome di Twitter con una parola chiave è da tenere in considerazione qualora non optiate per il nome del brand. Fate attenzione, perché per la maggior parte degli utenti, un nome  di Twitter con all&#8217;interno la parola chiave è spesso associato ai spammers.</li>
</ul>
<h3>Caricare la foto per il profilo di Twitter</h3>
<p style="padding-left: 30px;">E&#8217; importante cambiare l&#8217;immagine  predefinita per <strong>mostrare agli altri che siete una persona reale</strong> e non un <em>spambot</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Come consigliano molti marketer,<strong> utilizzate  la stessa immagine su tutti i profili di social network</strong>. Questo aspetto crea un forte branding online in quanto la gente riconoscerà la stessa foto  su diverse piattaforme.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Nel caso del brand aziendale, adottate chiaramente il logo aziendale.</p>
<h3>Scegliete con cura il link per il collegamento esterno.</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Su Twitter è possibile inserire un link verso una pagina esterna. Fatelo!</p>
<p style="padding-left: 30px;">Prima di scegliere questo link, è necessario  riflettere sulla vostra strategia di marketing online. Perché  siete online? Dove volete portare i vostri followers? Per molte  persone, il link sul tuo profilo Twitter porta al sito web  o sul blog. Questo collegamento può essere cambiato in qualsiasi momento.</p>
<ul style="padding-left: 30px;">
<li> È possibile creare una pagina specifica per i followers.</li>
<li>È possibile collegare un altro profilo sociale, come Facebook e Linkedin.</li>
<li> Se siete anche dei blogger ed avete un account personale su Twitter, collegate i vostri articoli mediante la categoria del blog aziendale qualora vi siano altri autori.</li>
</ul>
<h3>Scrivere un&#8217;interessante Bio su Twitter</h3>
<p style="padding-left: 30px;">E&#8217; importante<strong> comunicare ai vostri followers chi siete e cosa fate.</strong> Avete soltanto 160 caratteri per farlo. Evitate parole inutili. Siate concisi e diretti. Di  solito è meglio scrivere frasi brevi per coinvolgere i lettori, ma è altrettanto importante inserire alcune  parole chiave rilevanti.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Sul <strong><a href="http://www.twitter.com/alecosimetti">mio profilo personale di Twitter</a></strong> ho scritto brevemente cosa faccio e quali sono le mie passioni (<em>cliccla sull&#8217;immagine per ingrandirla</em>):</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/bio-twitter.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6693" title="bio-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/bio-twitter-300x84.jpg" alt="" width="300" height="84" /></a></p>
<p><strong>Avete qualche consiglio per fare marketing con Twitter?</strong> Per fare business, usate il vostro nome personale o quello della società?</p>
<p>Alessandro Cosimetti</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>P.s. </strong>Utili consigli per un profilo aziendale su Twitter e una serie di applicazioni per il vostro business online, sono presenti nalla pagina di Squidoo: <strong><a href="http://www.squidoo.com/twitter-italia">Twitter Marketing Italiano</a></strong>.</p>
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		<title>Perché il 60% dei tweets aziendali dovrebbe iniziare con @username?</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/6608-twitter-strategia-marketing/</link>
		<comments>http://www.bloginazienda.com/6608-twitter-strategia-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Come usare Twitter in una strategia di marketing per generare buzz senza essere ignorati Leggo spesso blog e forum in inglese, perché tutto ciò che viviamo nella blogosfera italiana, è già stato ampiamente vissuto fuori dai nostri confini. In America, molti clienti chiedono spesso alle aziende di inserire Twitter nei mezzi di comunicazione sociale. In...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.bloginazienda.com/microblogging/twitter-strategia-marketing/"><img class="alignnone size-medium wp-image-6619" title="Twitter-strategia-marketing" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/05/Twitter-strategia-marketing-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></h2>
<h2>Come usare Twitter in una strategia di marketing per generare buzz senza essere ignorati</h2>
<p>Leggo spesso blog e forum in inglese, perché tutto ciò che viviamo nella blogosfera italiana, è già stato ampiamente vissuto fuori dai nostri confini. In America, molti clienti chiedono spesso alle aziende di<strong> inserire Twitter nei mezzi di comunicazione sociale</strong>.</p>
<p>In Rete ci  sono un sacco di guide disponibili, ma pochi concetti base su <strong>come usare Twitter in una strategia di marketing per generare  buzz</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;obiettivo:</strong> Le aziende che aprono un profilo aziendale su Twitter, lo fanno principalmente per due motivi: 1) Indirizzare il traffico verso  un sito o blog aziendale. 2) Convertire i passanti impegnati nelle conversazioni in clienti.<br />
<strong></strong></li>
<li><strong>Il problema:</strong> Tuttavia un obiettivo non sempre è concretizzabile senza un reale interesse verso i clienti. La vostra presenza su Twitter è in grado di suscitare un seguito? Noto spesso nella micro-blogosfera come le imprese trasmettano  collegamenti senza mai coinvolgere gli utenti. Questa mancanza di interesse, alla lunga porterà i potenziali clienti a ignorare anche le migliori offerte che proporrete su Twitter. Davvero pensate che coloro che usano Twitter lo facciano perché stanno cercando il modo di spendere il proprio denaro? La parola &#8220;offrire informazioni&#8221; e &#8220;risolvere i problemi&#8221; non vi dice nulla?<br />
<strong></strong></li>
<li><strong>La soluzione:</strong> Ascoltate e interagite. Offrire contenuti utili non sempre è sinonimo di egocentrismo. Per quale motivo non dovreste segnalare la notizia presente su un&#8217;altra fonte che non sia di vostra proprietà? I singoli  utenti sentendosi &#8220;sfruttati&#8221; dall&#8217;azienda, difficilmente scambieranno i vostri contenuti tra i loro amici. Il &#8220;virale&#8221; non avviene mai senza un valido motivo.</li>
</ul>
<h3><strong>Il 60% dei vostri tweets aziendali dovrebbe iniziare con @username</strong></h3>
<p style="padding-left: 30px;">Twitter è spesso paragonato a un cocktail party. E&#8217; da maleducati  stare in piedi sopra un tavolo e gridare alla folla chi siete. Ci  sono milioni di conversazioni che si svolgono in un dato momento: ascoltiamo e partecipiamo proprio come fosse un evento sociale. Se  tenete conto di quel 60% o più dei vostri tweets come conversazioni (@username),<strong> non dovreste preoccuparvi di essere considerati dei spammer</strong>.</p>
<p>Alessandro Cosimetti</p>
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		<title>Come &#8220;tastare il terreno&#8221; della blogosfera attraverso Twitter</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/6222-tastare-blogosfera-twitter/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte aziende si mostrano intimorite dalla blogosfera. Del resto, sappiamo come la paura sia uno dei primi ostacoli del blogging aziendale. In un contesto come quello delle aziende italiane, pubblicare un articolo online, equivale a camminare per strada senza abiti addosso. La maggior parte delle imprese non sono pronte in quanto non hanno ancora assaggiato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-6232" title="creare-sondaggi-twitter" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/04/creare-sondaggi-twitter-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></p>
<p>Molte aziende si mostrano intimorite dalla blogosfera. Del resto, sappiamo come <a href="http://www.bloginazienda.com/blogosfera/paura-di-bloggare-2/" target="_blank"><strong>la paura sia uno dei primi ostacoli del blogging aziendale</strong></a>.</p>
<p>In un contesto come quello delle aziende italiane, pubblicare un articolo online, equivale a camminare per strada senza abiti addosso. La maggior parte delle imprese non sono pronte in quanto non hanno ancora assaggiato la sensazione di comunicare ben oltre i limiti a cui sono abituate.</p>
<p>Se aggiungiamo altrettanta <a href="http://www.bloginazienda.com/reputazione-aziendale/commenti-negativi/" target="_blank"><strong>paura per i commenti da parte dei lettori</strong></a>, le probabilità di aprire un blog aziendale, si riducono drasticamente.</p>
<p>Qual&#8217;è allora la soluzione migliore? Restare nell&#8217;anonimato? Farsi sopraffare dalla paura di danneggiare la reputazione online?</p>
<p>Come sapete, (se non lo sapevate, ora ne siete a conoscenza) gestisco anche un <strong><a href="http://www.alessandrocosimetti.com" target="_blank">blog personale</a> </strong>ormai da tre anni circa. All&#8217;inizio, quando non ero ancora svezzato al blogging, avevo lo stesso timore: <em>«Cosa scrivo oggi? E se poi non piace? Chissà che commenti riceverò!»</em></p>
<p>Con la pratica, sono riuscito ad abbattere questa paura, ma per farlo ce ne è voluto di tempo. Capisco quindi, come molte aziende non avendo lo stesso tempo a disposizione, cercano altrove la maniera di verificare se il blog aziendale faccia al caso loro.</p>
<p>In questo, ci viene incontro Twitter il popolare sito di microblogging.<em> </em>Negli ultimi mesi, ho iniziato a pubblicare i tweets (i micro-messaggi) per <strong>sondare il terreno sugli argomenti che volevo trattare in maniera più esaustiva sul blog</strong>.</p>
<p>In base alle risposte e i<em> </em>retweet, in seguito sceglievo di pubblicare o meno il post.</p>
<p>Ancora oggi, i feedback che ricevo, mi servono anche per cambiare il tiro del post ed eventualmente sviluppare l&#8217;articolo in maniera totalmente differente a come l&#8217;avevo concepito inizialmente.</p>
<h3>Consigli per sondare la blogosfera con Twitter</h3>
<p>Prima di cimentarvi in questa operazione di <strong>sondaggio mediante Twitter</strong>, vorrei suggerirvi di crearvi inizialmente il giusto &#8220;ambiente&#8221;.</p>
<ul>
<li>Seguite soltanto gli account che offrono contenuti e argomenti utili al vostro business;</li>
<li>Usate le domande per chiedere pareri;</li>
<li>Includete nei tweets i contatti delle persone (@nomeutente) da cui vorreste un parere e di cui nutrite una particolare stima;</li>
<li>Inserite i link delle foto o dei video dei vostri canali (gli stessi che eventualmente utilizzerete per i post del blog);</li>
<li>Usate applicazione con cui creare sondaggi su Twitter (ad esempio<strong> <a href="http://strawpollnow.com/" target="_blank">Straw Poll</a></strong>,<strong><a href="http://twitter.polldaddy.com/" target="_blank">Twitter Polldaddy</a></strong>, <strong><a href="http://twittpoll.com/" target="_blank">Twittpoll</a></strong>).</li>
</ul>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>In questo modo, avrete modo di &#8220;tastare il terreno&#8221; della blogosfera ed evitare di pubblicare articoli poco interessanti o fuori luogo.</p>
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		<item>
		<title>Come trasformare il blog aziendale in una piattaforma di microblogging</title>
		<link>http://www.bloginazienda.com/6155-divario-blog-twitter/</link>
		<comments>http://www.bloginazienda.com/6155-divario-blog-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 13:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Cosimetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; possibile colmare il divario tra blog e Twitter? Le differenze tra microblogging e blogging normale sono insignificanti. Il modo migliore per offrire una valida alternativa a Twitter non è inventando un mucchio di nuove tecnologie o prodotti. La maggior parte degli elementi già presenti nella blogosfera, sono sufficienti. Lunghezza Il microblogging è breve. Si...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.bloginazienda.com/microblogging/divario-blog-twitter/"><img class="alignnone size-medium wp-image-6163" title="microblogging-blog" src="http://www.bloginazienda.com/wp-content/2010/04/microblogging-blog-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></h2>
<h2>E&#8217; possibile colmare il divario tra blog e Twitter?</h2>
<p>Le <strong>differenze tra microblogging e blogging normale</strong> sono insignificanti. Il modo migliore per offrire una valida alternativa a Twitter non è inventando un  mucchio di nuove tecnologie o prodotti. La  maggior parte degli elementi già presenti nella blogosfera, sono sufficienti.</p>
<div id="more">
<p><em> </em></p>
<h3>Lunghezza</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Il <strong>microblogging è breve</strong>. Si tratta di una semplice, limitazione imposta  sul campo di input. Qualsiasi software utilizzato per fare blogging, da WordPress a  Drupal, può essere modificato per obbligare gli utenti ad attenersi ai 140 caratteri (modalità microblogging). Non credo che  questa particolare differenza, necessiti di ulteriori spiegazioni.</p>
<h3>Real Time</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Sebbene i blog vengono aggiornati lentamente, il microblogging è più veloce e maggiormente &#8220;<strong><em>real time</em></strong>&#8220;. L&#8217;aggiornamento di 15 o più minuti (il tempo tra gli  aggiornamenti RSS) sembra un&#8217;eternità in questi giorni.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Naturalmente la realtà è che l&#8217;<strong><a href="http://www.lucazappa.com/2009/09/14/le-api-di-twitter-e-le-sue-rigide-limitazioni/" target="_blank">API di Twitter</a> </strong>sono in grado di  inviare gli aggiornamenti in tempo reale. <strong>Aggiornare i contenuti in pochi  secondi</strong>, è un tratto fondamentale del microbogging.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Il fatto è che i blog ora hanno un metodo per aggiornare più velocemente e più efficacemente anche senza le API di Twitter. E&#8217; un sistema open-source di pubblicazione/sottoscrizione di protocollo chiamato <strong><a href="http://googlewatch.eweek.com/content/pubsubhub/google_goes_real-time_via_pubsubhub.html" target="_blank">PubSubHub</a></strong> ed è supportato da Blogger, WordPress, Buzz e un&#8217;infinità di altri servizi minori.</p>
<p style="padding-left: 30px;">I blog sono già in tempo reale.</p>
<h3>Identificata Iscrizioni</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Una delle belle cose che Twitter offre, è l&#8217;<strong>identificazione delle iscrizioni</strong>. Quando scegliamo di seguire e  sottoscrivere un utente, il nome e il volto vengono  visualizzati nella barra laterale, <strong>alimentando una piacevole forma di egocentrismo</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Un&#8217;alternativa potrebbe essere aggiungere un semplice meccanismo a PubSubHub in  modo che quando un cliente si sottoscrive per ricevere gli aggiornamenti, lascia alcune informazioni facoltative di identificazione come il nome e l&#8217;avatar.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Oppure, invece di lasciare il  nome utente e l&#8217;avatar, potrebbero fornire una URL al sito di  microblogging con i metadati  memorizzati nell&#8217;intestazione.</p>
<h3>Indirizzabilità</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Questa è forse la differenza più complicata e il maggior divario da colmare. Con  Twitter, potete facilmente dire: <em>«Ehi @utente oggi sono particolarmente felice!»</em> e farlo finire nel vostro flusso di messaggi.</p>
<p style="padding-left: 30px;">I blog possono fare altrettanto?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Beh, in realtà, i blog hanno nell&#8217;indirizzabilità una propria caratteristica sin dal primo  giorno di nascita. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pingback" target="_blank"><strong>I blog spesso si collegano tra loro ad esempio con i pingbacks in entrata</strong></a>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">L&#8217;unico problema di questo modello è che non è facile da usare in quanto non tutti comprendono gli URL e il controllo del pingback di riferimento.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Quindi, piuttosto che reinventare la ruota, perché non aggiungere direttamente una gomma?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per rendere più facile la vita agli utenti, il software potrebbe  inserire l&#8217;alias e il nome del collegamento ipertestuale con la URL  associata del sito di microblogging dell&#8217;utente.</p>
<h3>Il Futuro</h3>
<p style="padding-left: 30px;">Come abbiamo visto, il microblogging potrebbe essere  sostanzialmente come l&#8217;attuale blogging in termini di meccanica e  tecnologie coinvolte. Le tecniche utilizzate per costruire e migliorare  la blogosfera potrebbero essere utilizzate per l&#8217;<strong>avvio di una nuova sfera  di microblogging</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Ci sono stati grandi passi in questo settore, come ad esempio  <strong><a href="http://status.net/" target="_blank">Status.net</a></strong>, l&#8217;open source di una piattaforma di microblogging che consente di <strong>condividere e connettere i messaggi in tempo reale all&#8217;interno di un proprio dominio</strong>. Con questo strumento, è possibile favorire la collaborazione, costruire e avviare la vostra community, ed essere al comando del vostro brand.</p>
<p>Alessandro Cosimetti</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>P.s. </strong>questo post è una libera interpretazione di<strong> <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/microblogging_vs_blogging_5_ways_to_create_an_open_twitter_alternative.php" target="_blank">Microblogging vs. Blogging: 5 Ways to Create an  Open Twitter Alternative</a></strong>.</em></p>
</div>
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