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Come individuare un blog aziendale scritto da un ghost blogger

Molti blog aziendali si avvalgono della figura di un “blogger esterno”. Quest’ultimo non fa parte dell’azienda, ma viene assunto per creare i contenuti sul blog.
Questa figura, non ha niente a che fare con un comune consulente che affianca la società durante l’attività di blogging. Per avviare un blog aziendale sincero e coinvolgente è importante che non si sostituisca minimamente ai personaggi interni dell’azienda.
Con questa breve premessa, torno a parlare di ghost blogger, figura che deriva appunto dal ghost writer, un professionista che “veste i panni” di terzi durante la creazione di articoli, discorsi, messaggi mediatici, ecc.
I politici ne fanno un grande uso, soprattutto perché devono coprire con le belle parole gli scarsi contenuti dei discorsi che propinano al popolo. Lo so, non sono un grande sostenitore dei ghost blogger, perché trovo siano ingannevoli.
Blog aziendale: specchio dell’azienda e non finto cartellone pubblicitario
Come scrissi in un mio passato post, le imprese dovrebbero tenersi alla lontana da queste figure e cacciare i ghost blogger dalla loro azienda. Per quale motivo?
Innanzi tutto perché ingannano il lettore che crede di comunicare con i rappresentati aziendali. In secondo luogo, il ghost blogger, senza conoscere le dinamiche interne, le problematiche dei clienti, l’evoluzione dei prodotti, non sarà mai in grado di realizzare contenuti interessanti.
Come acchiappare un ghost blogger durante la lettura di un blog aziendale

Qui di seguito, una serie di consigli per individuare la presenza di un ghost blogger all’interno di un blog aziendale.
- Cercate il nome dell’autore del post. Potete trovarlo a fine articolo oppure pubblicato in automatico dalla piattaforma di blogging. Un blog aziendale ben organizzato, prima ancora di pubblicare contenuti, dovrebbe presentare quelli che saranno i blogger aziendali e rinnovare la cosa per ogni nuovo autore che si andrà ad aggiungere. In questo modo, viene rafforzato il contatto e le relazioni tra utente e azienda. Ricordate, ai lettori piace conoscere gli autori dei contenuti che leggono.
- Valutate la linea editoriale del blog. Un ghost blogger, come anticipato precedentemente, non è in grado di coprire tutti gli argomenti che ruotano intorno all’azienda. Determinati contenuti, possono essere realizzati soltanto da chi vive in prima persona le situazioni. Quando un blog parla esclusivamente di feste, cerimonie, scampagnate all’aria aperta, allora qualcosa puzza: qui, c’è lo zampino di un ghost blogger!
- I commenti sono la parte animata di un blog. Ora provate a lasciarne uno relativo a una problematica sorta utilizzando un prodotto e servizio e fate molta attenzione a chi vi risponde (stesso discorso del primo punto) e a come lo fa. Se chiedete delucidazioni tecniche, il ghost blogger non potrà mai darvi una risposta soddisfacente.
- Fate attenzione anche agli altri canali di comunicazione. Applicate i punti precedenti anche per la bacheca di Facebook e su Twitter dove immancabilmente compaiono soltanto link promozionali. Date uno sguardo al canale video di YouTube e valutate la qualità delle informazioni trasmesse. Se trovate soltanto immagini relative a feste, inaugurazioni, cerimonie, allora molto probabilmente dietro si cela la figura di un ghost blogger (o anche un gruppo di “fantasmi”).
Conclusione
Interagite con l’azienda per togliervi ogni dubbio. Osservate le loro risposte e i contenuti dei loro post. Se i loro articoli non vi sono di aiuto, allora valutate l’ipotesi di abbandonare il blog. Sulla Rete ne troverete degli altri a cui dedicare il vostro tempo.
Ricordatevi, il consulente collabora con l’azienda, consigliando gli argomenti da trattare e come attirare traffico sul blog. Il suo compito è sollecitare e sostenere l’attività di blogging senza mai fingere e ingannare i lettori. Prima di affidarvi a un ghost blogger imparate come valutare un consulente per il vostro blog aziendale.
Cosa fare prima affidarvi a un consulente per il corporate blog
Come valutare il consulente per il vostro corporate blog
Perché molti corporate blog falliscono?
Molti corporate blog falliscono semplicemente a causa di chi sceglie di essere al timone: in genere un marketing manager, technical writer o risorsa creativa all’interno della società. Anche se quelle persone sono fantastiche nel loro lavoro, non possono possedere le qualità e l’autorità necessaria per dare il via a un blog aziendale di successo.
Noleggiare un consulente per il vostro corporate blog.
I consulenti per il corporate blog non sono comuni. Assumerne uno in azienda, significa avere un esperto in grado avviare una strategia di blogging di successo. Un consulente per il corporate blog “insegna a pescare”, piuttosto che dipendere da una risorsa esterna a lungo termine.
Allora, cosa fa esattamente un consulente per il corporate blog?
- Stabilisce gli obiettivi del vostro blog definendo una strategia chiara nei contenuti.
- Organizza la struttura del blog aziendale.
- Crea specifiche politiche sociali sui media per la vostra organizzazione.
- Identifica gli ostacoli culturali nella vostra organizzazione che devono essere affrontati.
- Identifica gli autori/guest, motivandoli e insegnandogli come prendere possesso dei contenuti.
- Crea un programma editoriale per i primi 30-90 giorni.
- Stabilisce una linea di condotta con cui commentare le risposte e le approvazioni.
- Gestisce le scadenze tecniche e creative, i piani, i requisiti e il personale.
- Si occupa della revisione e analisi dei dati. Stabilisce le riunioni settimanali o giornaliere con il personale interno, su ciò che funziona, cosa va cambiato e come procedere.
- Strutta i contenuti in modo da renderli visibili sui motori di ricerca.
Le qualità di un valido consulente corporate blog.
Esperienza.
Chiaramente, chi guiderà il vostro piano di blogging e gli sforzi necessari, deve dimostrare una conoscenza chiara e competenze in materia. Prima di assumerne uno, chiedetegli da quanto tempo sta nella blogosfera e con quali blog. Se vi sembra confuso e farfugliante, fate molta attenzione. Un consulente per il corporate blog dovrebbe essere innanzi tutto un blogger e poi un consulente.
Leadership.
I migliori consulenti per il corporate blog sono soprattutto dei leader. Non solo sanno come costruire la vostra strategia di blogging ma sanno ispirare le persone all’interno dell’organizzazione in modo d’abbracciare il nuovo mezzo. Fanno blogging divertente e non un lavoro ingrato. Educano dirigenti, collaboratori, guest e lettori.
Autorità.
Una volta trovato un consulente per il corporate blog, questo avrà bisogno di un dirigente all’interno dell’organizzazione che sappia aiutarlo a individuare le risorse interne. Il consulente pertanto, non deve essere timido ma mostrare autorità nel rivolgersi anche all’amministratore delegato.
Organizzazione e flessibilità.
Un consulente per il corporate blog, non è un dipendente a totale servizio dell’azienda. Il suo compito è quello di spianarvi la strada ma per riuscirci deve mantenere un proprio spazio. Quello che testa in prima persona con i suoi blog, sono informazioni e risorse che potrà riversare nel vostro progetto. Pertanto, non pretendete di averlo fisso nei vostri uffici. Piuttosto valutatelo in base ai risultati che riscontrerete dai suoi consigli.
Presenza.
In riferimento al punto di sopra, valutate un consulente per il corporate blog per la sua capacità di raccontare la quotidinità in azienda. Oggi ci sono molti strumenti con cui fare consulenza online a distanza ma almeno una volta al mese dovreste incontrarvi di persona. Spesso vivere all’interno dell’azienda – seppur per un breve preriodo – aiuterà il consulente a scovare un’infinità di nuovi argomenti da tramutare in contenuto per il vostro blog aziendale.
Sociale.
Il blogging non può vivere senza i mezzi di comunicazione sociale. Un buon consulente per il corporate blog, deve essere anche un esperto di social network come Twitter, Facebook, Friendfeed, Buzz e LinkedIn. Il suo lavoro non è quello di isolarvi con un unico strumento, ma di rendere la vostra azienda equamente presente. I social network non possono sostituire i blog e viceversa.
Alessandro Cosimetti




