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Come responsabilizzare gli autori dei contenuti del blog aziendale
Disclaimer e linee di condotta per blogger e commentatori
Di solito i blog aziendali includono una disclaimer con cui dichiarano che le informazioni e i pareri dei commentatori non rappresentano necessariamente quelli della società. La realtà è che un blog è un riflessione diretta dell’azienda agli occhi dei visitatori.
La maggior parte delle aziende hanno dipendenti che potrebbero beneficiare della condivisione delle loro conoscenze attraverso un blog, ma devono valutare i pro e i contro nel farlo. Un blog aziendale è inutile senza contenuti, così come la società ha bisogno di prendere in considerazione la responsabilità di coloro che li forniscono.
Si possono utilizzare delle linee di condotta per i blogger, mentre per i commenti del lettori, inserite sin da subito una pagina disclaimer.
I principali rischi del corporate blog
Quale sono i principali rischi del corporate blog?
I principali rischi del corporate blog esterno sono:
- Danni alla reputazione di un individuo o di una società. Questo capita in genere se un blogger dice qualcosa che offusca la reputazione di un’altra società agli occhi dei lettori. Potrebbe essere un commento inappropriato, oppure una critica fatta direttamente all’azienda.
- Violazione di diritti di proprietà intellettuale. Il rischio più grande, quando un blogger aziendale copia un post prelevandola da un’altra sorgente senza permesso. Potrebbe essere il testo di un articolo, o includere una fotografia o un logo appartenente ad un’altra azienda.
- Diffamazioni. La diffamazione è forse uno dei maggiori rischi corsi da un corporate blog, soprattutto attraverso strumenti pubblici come il blog, appunto. Il rischio si presenta quando i blogger attraversano la linea di confine, e l’opinione diventa appunto diffamazione.
- Perdita di informazioni riservati. Non tutti i dipendenti si rendono conto di ciò che è opportuno non divulgare. Questo significa che le informazioni riservate possono facilmente fuoriuscire e compromettere il business dell’azienda. Parliamo quindi di un nuovo prodotto da lanciare, o la divulgazione dei dati finanziari. Il danneggiamento e la violazione delle norme di insider trading sono solo due dei maggiori rischi corsi da un corporate blog.
- Molestie. I datori di lavoro hanno il dovere di proteggere tutti i loro dipendenti. Diventano quindi responsabili quando si tratta di consentire a un dipendente blogger di denigrare il lavoro di un altro collega.
La responsabilità di un corproate blog.
La responsabilità deriva dal contenuto postato dai dipendenti della società o – se il blog aziendale è accessibile – dai commenti pubblicati dai lettori.
L’esposizione ai rischi dipende dal tipo di blog che l’azienda adotta e il modo in cui i suoi dipendenti postano gli argomenti.
Una società può aprire un blog come strumento di marketing, in base alla quale i dipendenti postano nel corso della loro occupazione, nella qualità di dipendenti della società e per conto dell’organizzazione. In questo caso l’azienda e il dipendente vengono percepiti dall’esterno come un’unica identità.
Nell’ultimo caso, la società è responsabile per le dichiarazioni rese dal dipendente come se fossero formulate dalla società stessa.
Questo rende il datore di lavoro responsabile per l’operato dei propri dipendenti nel corso del loro impiego come blogger.
Alcune società forniscono ai dipendenti la possibilità di creare blog individuali, senza che siano specificamente legati a un particolare prodotto o campagna di marketing.
IBM, per esempio, ha oltre 3.000 dipendenti che bloggano. Molti di loro usano i propri blog per spiegare una tecnologia su cui stanno lavorando o per discutere le questioni relative al business dell’azienda.
In questo caso, anche se il dipendente non scrive “per conto della società”, il fatto che il blog sia ospitato o finanziato dall’azienda la rende in parte responsabile per il contenuto dei post. Naturalmente, questo solleva alcune difficili questioni pratiche: nessuna azienda ha modo di controllare 3.000 blog.
Le responsabilità di un corporate blog interno.
E’ possibile inoltre che un dipendente blogger possa fare quello che è conosciuta come una rimostranza legale. Questo è più probabile in un corporate blog interno, ovvero quello usato per la sola lettura da parte del personale.
Si può sostenere che la denuncia di un post di un blog aziendale interno, possa riferirsi ad un atto illecito, una discriminazione o un’azione di mobbing.
Sarebbe opportuno che le aziende forniscano un blog interno, o altre tecnologie “Internet-based” dove i dipendenti possano inviare commenti individuali in modo da chiarirsi ed evitare reclami.
C’è tuttavia, ancora un rischio per i datori di lavoro responsabili di un lavoratore che sceglie di sollevare un reclamo attraverso il blog interno. Pertanto, i datori di lavoro devono monitorare frequentemente il blog interno o vietarne i commenti (scelta non gradita dal personale).
Alessandro Cosimetti





